
E’ la fine che fa un impianto di uva da tavola quando non rende più per troppa anzianità.
Si tagliano i tiranti principali, il tendone cade su se stesso, la ruspa lo compatta in uno o più cumuli che hanno l’aspetto di grandi “fanove”.
Si tagliano i tiranti principali, il tendone cade su se stesso, la ruspa lo compatta in uno o più cumuli che hanno l’aspetto di grandi “fanove”.
In effetti la fine che fanno questi cumuli è quella di essere bruciati in loco, non solo per una questione di smaltimento dell’impianto, ma anche per recuperare con facilità il ferro che poi viene venduto come rottame.
Un pratica molto diffusa a Rutigliano, abbastanza deleteria perché insieme al legno (ceppi e pali) brucia anche l’enorme quantità di plastica che quei cumuli contengono. Basterebbe che prima di essere abbattuti, i tendoni fossero spogliati da teloni, reti, tubi di irrigazione e copripali e il fuoco brucerebbe solo legno, risparmiando l’ambiente da una importante forma di inquinamento.
Un pratica dannosa anche per il fondo: la cenere che si ricava da un rogo del genere è inquinata dalla plastica fusa, materiale altamente tossico. E’ difficile pensare che questa cenere venga rimossa e smaltita in modo corretto. Spesso succede che le successive arature la spargono per tutto il terreno, inquinandolo.
Buona visione
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Commenti
troppo tardi..questa vuole essere una notizia? sono anni che a rutigliano l'agricoltura ci sta ammazzando con i veleni e lo smaltimento illegale di teloni.nicastro, pensiamo alle coe serie
e tu da che parte stai?
Ai forse bisogno del baby sitter giovanni per denunciare?
Be datt da fe
Avevogh a disc,a chis da na rech tras da nald jes
Continua cosi'
Nel momento in cui il “cumulo” dovesse prendere fuoco, non vi è dubbio che qualcuno, in modo doloso, ha attivato uno smaltimento illegale di tali rifiuti mediante incenerimento a terra.
In questo caso, ci troveremmo di fronte al reato grave di smaltimento di rifiuti mediante incenerimento (art. 256, comma 1, lettera a del D. Lgs. 152/06); reato che è di COMPETENZA OBBLIGATORIA E DIRETTA DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA.
Compito specifico di qualunque organo di polizia giudiziaria – statale o locale – è quello di impedire che i reati in flagranza (… in atto di esecuzione) vengano portati ad ulteriori conseguenze.
Un eventuale falò, poi, considerato la capacità distruttiva delle fiamme, dell’ubicazione, della durata, ecc., potrebbe integrare anche il reato di incendio vero e proprio, previsto dall’art. 423 codice penale.
… ma non è finita, considerato, poi, che l’eventuale incendio produrrebbe ( per le plastiche presenti nei cumuli) l’emissione di diossine o altri elementi inquinanti, i reati sopra indicati si sommerebbero in concorso con l’art. 674 del codice penale .
A mio parere sarebbe doveroso che, quanto meno in questa prima fase, la Polizia Municipale intervenisse chiedendo spiegazioni al proprietario del suolo sulle sue intenzioni (… il proprietario potrebbe aver deciso la smaltimento in discariche autorizzate), facendo ben presente i reati a suo carico in caso di incendio.