È stata ufficialmente accettata la richiesta presentata alla Regione Puglia da parte dell’Associazione Arcobaleno di Rutigliano per la realizzazione dei corsi necessari al conseguimento dell’autorizzazione che abilita all’acquisto e all’impiego dei prodotti fitosanitari “molto tossici, tossici e nocivi” per uso agricolo.
I corsi, disciplinati da normative nazionali ed internazionali, saranno tenuti dal perito agrario Pietro Rescina nei giorni 14-15-16-17-18 marzo dalle ore 16 alle ore 20 presso la nuova sede dell’Associazione Arcobaleno, in via Dante 41.
Il programma di formazione sarà quello previsto dalla Circolare del Ministero della Sanità n.37/88 e della Direttiva C.E. n.414/91, entrambe aventi come obiettivi, tra gli altri, quelli di accrescere le conoscenze sulla consistenza dei prodotti, il loro uso e i rischi connessi, aumentare la capacità di gestione del pericolo derivante dalla tossicità, al fine di limitarne i danni sulla persona e sull’ambiente ed illustrare i sistemi di prevenzione e protezione.
Come ci spiega il Presidente Pinuccio Valenzano, ottenere il cosiddetto patentino “non è solo un atto di obbedienza nei confronti della legge, ma è un passo fondamentale per garantire la sicurezza degli operatori che per lavoro fanno uso di prodotti tossici e, di conseguenza, dell’intera comunità rutiglianese”.
Gli interessati possono recarsi presso la sede dell’Associazione e ritirare il modulo di iscrizione.
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Commenti
Ritornando ai suoi post precedenti lei cita le trappole feromoniche (a suo dire poco conosciute) di cui tutti noi ne facciamo uso da tempo per capire il momento giusto per attaccare per esempio la tignola (attraverso la conta delle catture) e non funziona come forse pensa per rendere nulli gli attacchi alle coltivazioni; cita i confussori sessali anch'essi molto usati per confondere gli insetti e cercare di non farli riprodurre ma il trattamento chimico non è detto che poi non si faccia, il monitoraggio in campo diventa essenziale è però certamente agevolato da questi prodotti.
Non so chi frequenta lei ne conosco i suoi parenti produttori ma le regole ci sono e moltissimi le rispettano. La minoranza di quelli che ancora non lo fanno dovranno per forza mettersi in regola altrimenti le aziende sono destinate a chiudere se non perseguono una linea di produzione con costi razionalizzati ed ecosostenibili.
Tranquillo quindi, Rutigliano si evolve in meglio! Ben vengano i corsi come quello nell'articolo a cui suggerisco di parteciparvi anche se non si è produttori per diventare consumatori informati.
Una buona serata.
... per dolores, non mistifichiamo il mio ragionamento! NON HO "PUNTATO IL DITO CONTRO UN CONSORZIO..".Ho solo sostenuto che accanto al patentino che abilita all'utilizzo dei prodotti "molto tossici, tossici, nocivi ed irritanti", si dovrebbero fare corsi altrettanto "abilitativi" per spiegare come effettuare coltivazioni più rispettose dell'ambiente utilizzando anche esche e segnalatori per ridurre l'utilizzo dei fitofarmaci alle effettive necessità, in caso di effettivo attacco.
Continuo a pensare - e questo forse sarà un mio limite - che la gran parte degli imprenditori agricoli utilizzi "preventivamente" i fitofarmaci anche quando non si sia in presenza di attacchi (.... lo spirito di emulazione in questo ambiente è fortissimo .... basta che uno faccia uno specifico trattamento ... che gli altri ... seguono a ruota!):
Solo che "giro" abbastamza per le campagne e ho molti parenti ed amici imprenditori agricoli e non ho mai visto nei tendoni .... trappole/esche e rilevatori di attacco dei parassiti!
teta è una brava e molto informata ... poi bisogna vedere se nella pratica colturale si utilizzano effettivamente questi "sistemi" ... o se poi è vincente il "sentimento", non supportato da dati tecnici, degli imprenditori!
Tutto quello che il Sig. Antonio Fortunato scrive è già impiegato da tempo nelle aziende agricole.
Dal prossimo 2014 la conduzione aziendale con l'adozione della Lotta Integrata diventerà obbligatoria e il rispetto per l'ambiente sarà ancora più forte oltre al concetto di eco sostenibilità.
Il nuovo problema è invece da evidenziare nell'insufficiente impiego(per assurdo per qualcuno) dei fitofarmaci per combattere le fitopatologie specie la malattie funginee che attaccano le nostre piante. Si sono create resistenze proprio per la costrizione all'utilizzo di poche molecole che anche se alternate sono diventate inutili. Il fenomeno della scorsa campagna è una prova tangibile.
insegnate a questi "galantuomini" a non inquinare
Più che continuare a prevedere patentini che abilitano ... all'utilizzo di prodotti "molto tossici, tossici, nocivi ed irritanti", si dovrebbero fare corsi per spiegare come effettuare coltivazioni più rispettose dell'ambiente, come utilizzare le esche per i parassiti (.. ho visto recentemente l'utilizzo di esche ai ferormoni che rendono nulli gli attacchi dei parassiti), come utilizzare i rilevatori di attacco che permettono un intervento mirato e tempestivo ... limitando l'utilizzo dei fitofarmaci agli effettivi casi d'attacco e non "... irroriamo .. così siamo sicuri"!