
Hanno le idee chiare i cittadini e i rappresentanti delle associazioni che hanno preso parte alla riunione organizzata nel pomeriggio di ieri presso la sala consiliare: per fronteggiare il “nemico depuratore” è necessaria un’azione tempestiva ed organizzata.
A tal fine è nato il Comitato “Salviamo Lama San Giorgio”, che sta già provvedendo ad informare e a sensibilizzare l’intera comunità rutiglianese, oltre che a mobilitare tutti, dai più grandi ai piccoli, attraverso manifestazioni e sit-in di protesta.
La manifestazione più importante, e speriamo più incisiva, si terrà mercoledì 20 Aprile: l’appuntamento è fissato alle 8.30 presso la Chiesa della Mater Domini, da dove avrà origine un lungo corteo di gente intenzionata a bloccare i lavori che minacciano la nostra lama.
L’azione politica, infatti, fino a questo momento non ha prodotto risultati: il Sindaco ha personalmente chiesto un incontro con il Presidente della Regione Puglia (che non ha potuto riceverlo perché impegnato con altre questioni) e ha esposto il problema al Prefetto, il quale ha invitato il primo cittadino, e tramite lui la cittadinanza rutiglianese, a mantenere un atteggiamento calmo e prudente.
Di calma, però, fino a questo momento ce n’è stata fin troppa e, in attesa che Niki Vendola legga e studi il documento che il dott. Roberto Romagno ha inoltrato con la richiesta di sospendere i lavori, il Vallone Guidotti si riempirà di mani e di braccia disposte a combattere contro le macchine scavatrici.
Per evitare atti di protesta isolati, che spesso sconfinano nel vandalismo (il riferimento è a chi ha irresponsabilmente dato fuoco ai tubi posizionati nel Vallone Guidotti), si è giustamente pensato di far nascere un Comitato che si faccia promotore di azioni pacifiche ed efficaci e che mantenga il suo ruolo anche aldilà delle occasioni d’emergenza.
Nessuno può e deve sentirsi escluso dalla delicata situazione che Rutigliano, già provata dalla grave crisi che da diversi anni colpisce il settore agricolo, è chiamata ad affrontare. A partire da oggi, la voce di dissenso si farà alta ed intensa, userà ogni mezzo per raggiungere le orecchie delle istituzioni e griderà il nostro diritto ad una vita sana e serena.
Se teniamo davvero alle nostre radici, questo è il momento di dimostrarlo, perché, altrimenti, di radici nella Lama San Giorgio non se ne vedranno davvero più.
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