
Era il di 6 Maggio, Giovedì di quell’anno memorando 1799, alle ore 6 pomeridiane, quando i Francesi per via di Montrone arrivarono al Convento degli ex Cappuccini, il quale domina Rutigliano, perché posto in cima d’una collina.
Come ogni paese che si rispetti, anche Rutigliano ha le sue leggende; e le leggende, si sa, godono sempre di uno strano fascino, fatto di storia, verità e suggestione.
Oggi (proprio oggi) ne ricordiamo una, attraverso il magistrale lavoro di ricostruzione storica che Lorenzo Cardassi, Canonico illuminato con grande passione per la didattica, ha condotto nel 1877 partendo esattamente da Rutigliano, in relazione agli avvenimenti della Provincia e del Regno.
L’evento a cui facciamo riferimento è la repentina venuta (e partenza) dei francesi sul nostro territorio nel 1799.
Entrati, come si legge dalla citazione iniziale, per via di Montrone, essi furono accolti da un segno particolare:
Volle il fato che a quel momento le campane della Chiesa sonassero a doppio, non certamente per chiamare il popolo alla resistenza, ma per accompagnamento del SS. Viatico, che si portava dall’Arciprete D. Domenico Siciliano, di grata memoria, ad un malvivente dell’infima plebe […]
I francesi, però, interpretarono il duplice rintocco delle campane come un segno di avversione al loro arrivo e si prepararono a bombardare la città di Rutigliano. Furono fermati da diversi cittadini che, illustrata la situazione al Comandante e rassicuratolo sulla buona disposizione d’animo dei rutiglianesi, permisero alle truppe di entrare a Rutigliano da buoni amici senza fare alcun danno.
E così fu.
Da Porta Nuova, ufficiali e soldati (forse nel numero di quattrocento tra fanteria e cavalleria) fecero il loro ingresso e, passando davanti la porta maggiore della Chiesa, trovarono ad accoglierli l’Arciprete D. Domenico Siciliano con la Sacra Pisside tra le mani, onde ispirar loro riverenza e sentimenti benevoli ed umani.
Numerose famiglie private si offrirono di ospitare i francesi; la gran parte degli ufficiali, ad esempio, trovò ospitalità presso la casa del nobile Sig. Vito Pappalepore, che organizzò per loro una notte di feste e danze.
Dopo due giorni; cioè il dì 8 Maggio, per uno stratagemma pensato dal Sacerdote D. Vito Antonio Losito e dal Signor Vito Domenico Redavid, si trovò modo come far presto sloggiare da Rutigliano i venuti Francesi.
Di quale stratagemma si trattasse, lo scopriremo tra due giorni. Appuntamento all’8 Maggio!
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["Era il di 6 Maggio, Giovedì di quell’anno memorando 1799, alle ore 6 pomeridiane, quando i Francesi per via di Montrone arrivarono al Convento degli ex Cappuccini, il quale domina Rutigliano, perché posto in cima d’una collina". ... era una foto di repertorio!!!!]