
Sembrerebbe che l’unico ad avere una denuncia sulle spalle, e anche di tipo penale, per la vicenda del sequestro sia il gestore. Quello fatto il 25 maggio scorso dalla magistratura in effetti è un sequestro penale, con custodia della struttura affidata allo stesso gestore.
Il verbale fatto dagli ispettori del SISP (servizio igiene e sanità pubblica della ASL) in qualità di polizia giudiziaria parla di “pregiudizio per la salute pubblica” dovuto al fatto che il gestore tirava acqua da un pozzo artesiano non monitorato e privo di certificazione di potabilità. Hanno rilevato anche lo scarico dell’acqua della vasca direttamente sul suolo senza autorizzazione e la necessaria declorazione e la mancanza di autorizzazione sanitaria all’esercizio dell’attività natatoria.
La piscina, dunque, è ancora sotto sequestro, ma qualcosa comincia a muoversi.
Il 3 giugno scorso presso il comune c’è stata una conferenza di servizi proprio sulla questione piscina a cui hanno partecipato diversi uffici (tecnico, appalti, legale, ragioneria e tributi), il sindaco e il segretario comunale. In quella sede l’ufficio tecnico ha presentato il quadro degli interventi da fare per mettere a norma la struttura e riaprirla.
E’ stata chiesta una consulenza legale all’avvocato Caputi Jambrenghi per sapere chi doveva fare i lavori di adeguamento a norma e la risposta è stata che spetta al comune.
In sostanza c’è da riaprire la pratica del pozzo, chiedere al genio civile la concessione all’estrazione dell’acqua. Ci sono da affidare a una ditta specializzata le prove di emungimento per verificare la tenuta della falda e a un laboratorio della ASL le analisi chimico-batteriologiche su campioni di acqua prelevati durante quelle stesse prove. Oltre a queste analisi ce ne saranno altre fatte dall’ARPA nelle diverse stagioni. Sarà adeguato l’impianto antincendio, attrezzato quello di trattamento delle acque di scarico, l’impianto di declorazione e saranno chieste le autorizzazioni allo scarico delle acque di ricambio della piscina. C’è da fare anche l’impianto di subirrigazione per lo smaltimento di quelle stesse acque.
Insomma, il comune spenderà 144.000 euro per lavori che avrebbe dovuto fare Enrico Balducci nel ’04. Ricordiamo che Balducci è quel signore che con la sua società “Linea blu” tra il 2000 e il ‘04 ebbe dal comune il diritto di superficie di un suolo pubblico e due fideiussioni bancarie che gli permisero di costruire la piscina, che abbandonò un anno dopo averla realizzata per problemi finanziari.
L’intenzione, dunque, è quella di aprire al pubblico l’impianto natatorio entro settembre prossimo, ma è difficile che tutto venga fatto per allora, considerato anche che di mezzo ci sono le ferie di agosto.
Come andrà, poi, a finire la vicenda del sequestro è difficile saperlo. Non si sa se ci saranno conseguenze penali o di altro tipo, se saranno accertate responsabilità che vanno al di là del gestore.
La speranza è che quanto prima venga restituito ai cittadini un servizio importante offerto questa volta nel pieno rispetto della legalità e con la supervisione degli enti preposti al controllo e alla sicurezza igienico-sanitaria.
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apre una via importante nel migliorare la cultura sociale del paese dove i giovani possono far valere le loro doti sportive , creare un centro di ritrovo sportivo sociale per tutti hai fini di migliorare lo stato fisico personale di qualsiasi soggetto che potrà utilizzarla .Ogni paese deve avere queste strutture lo sport è un diritto del cittadino, particarlo ed avere le strutture adeguate per farlo è un dovere di stato.Non Dimentichiamolo!!
Altro norme da adeguare come diceva il nostro EX sindaco...
Una povera azienda agricola per avere la concessione all'estrazione delle acque del sottosuolo per il SOLO uso irriguo deve intraprendere lo stesso iter compreso autorizzazione al comune, parere del geologo, analisi ecc.
Subire controlli della Regione, della ASL e poi PUO' darsi avere l'autorizzazione all'ulizzo delle acque.
E' inrispettoso nei confronti di tutti i cittadini onesti che per aprire una qualsiasi attivita' commerciale DEVONO avere TUTTO a norma.
Bisogna snidare da tutti gli uffici pubblici del comune e della ASL i responsabili di tanta "superficialita'".
Vorrei, in questo post, aprire una parentesi sul controllo delle acque del sottosulo rutiglianese...
Le acque estratte dai nostri pozzi artesiani per irrigare le nostre campagne forse sono più sicure delle acque che beviamo. Non è una presa in giro quando si dice che si effettuano analisi sui residui e sulla potabilità delle acque in fase di costruzione e in seguito a cadenza di 5 anni altrimenti la Regione non rilascia ne l'autorizzazione ne tanto meno i rinnovi. Da quello che ho potuto verificare personalmente la nostra acqua è a posto.