
SONO ITALIANI I MAGGIORI CONSUMATORI DI SIGARETTE IN EUROPA
L'Italia è il maggior consumatore europeo di sigarette, con 92,8 milioni di chili (erano 103 milioni nel 2003), rispetto a 91,5 della Germania, 89 della Spagna, 54,9 della Francia e 47 del Regno Unito. Anche se il numero di fumatori è sceso, passando dal 31%
del 1997 al 29% del 2002 (prima della legge Sirchia) e all'attuale 23% della popolazione attiva. Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri, ha calcolato che il numero di persone che in Italia muore ogni anno per causa del tabacco è di circa 80 mila. Nonostante questo il giro d'affari dei grandi produttori continua a crescere, anche se leggermente, ma con utili significativi.
I costi sociali, e quelli per la salute superano di gran lunga gli introiti statali dovuti al monopolio. La domanda da porsi è la seguente: se ogni giorno nel mondo muoiono tantissimi fumatori, se i costi per curarli sono immensi, perchè si continuano a produrre sigarette?
Fonte: Tabagismo & PFC (problemi fumo-correlati).
del 1997 al 29% del 2002 (prima della legge Sirchia) e all'attuale 23% della popolazione attiva. Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri, ha calcolato che il numero di persone che in Italia muore ogni anno per causa del tabacco è di circa 80 mila. Nonostante questo il giro d'affari dei grandi produttori continua a crescere, anche se leggermente, ma con utili significativi. I costi sociali, e quelli per la salute superano di gran lunga gli introiti statali dovuti al monopolio. La domanda da porsi è la seguente: se ogni giorno nel mondo muoiono tantissimi fumatori, se i costi per curarli sono immensi, perchè si continuano a produrre sigarette?
Fonte: Tabagismo & PFC (problemi fumo-correlati).
INQUINAMENTO INDOOR
Ogni anno, circa 1,5 milioni di persone (soprattutto donne e bambini dei Paesi in via di sviluppo) muoiono per l’uso di combustibili solidi all’interno delle case. Trascorrendo molto tempo all’interno di ambienti chiusi (come case, uffici e scuole), la qualità dell’aria negli ambienti indoor diventa un aspetto cruciale per la loro salute e per il loro benessere. L’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è determinato soprattutto da microrganismi come batteri e funghi, in particolare quelli filamentosi (muffe), che proliferano quando è presente un livello di umidità elevato.
Più 75%, è il rischio aggiuntivo di sviluppare sintomi asmatici e malattie respiratorie diverse se si soggiorna abitualmente in abitazioni ed edifici umidi e con elevata concentrazione di muffe. A segnalarlo, sottolineando l’importanza e l’urgenza di migliorare la qualità dell’aria degli ambienti di vita e di lavoro e fornendo precise indicazioni evidence-based in questo senso, sono le “WHO guidelines on indoor air quality: dampness and mould”, elaborate da un gruppo di 36 tra i maggiori esperti internazionali in materia, coordinati dall’Ufficio Regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità di Copenhagen (Danimarca). «A prescindere dallo stile di vita e dagli impegni quotidiani, la stragrande maggioranza delle persone, in tutto il mondo, passa gran parte del proprio tempo in ambienti chiusi» spiega Srdan Matic, direttore della Noncommunicable diseases and Environment Unit dell’Ufficio Regionale europeo dell’OMS. «La qualità dell’aria presente in abitazioni, uffici, scuole, ospedali, infrastrutture produttive e così via ha, di conseguenza, un impatto sostanziale sulla salute generale e su quella respiratoria in particolare. Al punto che un’aria scadente può promuovere o scatenare patologie. Fonte: EpiCentro n. 307-2009; Rosanna Feroldi, Giornale del Medico on line
Info: www.epicentro.iss.it/temi/ambiente/indoorOms09.asp; www.euro.who.int/document/E92645.pdf
SICUREZZA DI BAMBINI E ADOLESCENTI: IL RAPPORTO EUROSAFE 2009
Ogni anno in Europa muoiono circa 52 mila giovani sotto i 20 anni e, di questi, circa
10 mila (20%) perdono la vita a causa degli incidenti. Anche se la situazione sta migliorando, gli incidenti rimangono la prima causa di morte per i bambini e gli adolescenti compresi tra i 5 e i 19 anni d’età. Il tasso più basso di mortalità giovanile per incidenti in Europa spetta all’Olanda, mentre Estonia, Lettonia e Lituania registrano i tassi maggiori. In Italia, negli ultimi anni, si sono riscontrati importanti progressi, ma gli incidenti rimangono responsabili del 24% dei decessi dei giovani.
Fonte: EpiCentro n. 298.
Info: www.epicentro.iss.it/temi/incidenti/aggiornamenti.asp
10 mila (20%) perdono la vita a causa degli incidenti. Anche se la situazione sta migliorando, gli incidenti rimangono la prima causa di morte per i bambini e gli adolescenti compresi tra i 5 e i 19 anni d’età. Il tasso più basso di mortalità giovanile per incidenti in Europa spetta all’Olanda, mentre Estonia, Lettonia e Lituania registrano i tassi maggiori. In Italia, negli ultimi anni, si sono riscontrati importanti progressi, ma gli incidenti rimangono responsabili del 24% dei decessi dei giovani.Fonte: EpiCentro n. 298.
Info: www.epicentro.iss.it/temi/incidenti/aggiornamenti.asp
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Commenti
di quanto faccia male il fumo, i microrganismi negli ambienti domestici e di quanto si muoia per incidenti stradali e sull'adamento delle morti conseguenza di tali cause; più o meno siamo abituati tutti a sentirne parlare...
La novità che spaventa (a me per prima) è questa benedetta influenza. E' per questo che Regata ha trovato più letale e infido morire per l'influenza che per altre cause. Da parte mia il commento è leggittimo e ha fatto dimenticare l'articolo principale.
Speriamo bene!
In Brasile ne ha fatti 658. 8,8 decessi ogni 1000 casi accertati.
In India ne ha fatti 111. 18,7 decessi ogni 1000 casi accertati.
Questa è la casistica OMS al 5 settembre 2009. A livello mondiale, 11,1 morti ogni 1000 casi, un tasso di letalità pari all'1,1%.
L'influenza stagionale ha invece un tasso di letalità non superiore allo 0,2%. Per questo si tende a dare la priorità al vaccino contro la suina: avendo un maggiore tasso di letalità e contagio, si prova a bloccare tale pandemia prima che in Italia prenda veramente piede. Che poi i Tg dicano cagate, lo sapevamo già.
L'errore che si commette è di studiare solo il caso italiano, e non tener conto del resto del mondo.
Dimenticavo in Australia 161 morti accertati.
Tutto questo per dire che se fate il confronto con le cifre riportate nell'articolo prezioso che è stato pubblicato, in riferimento alla sicurezza di bambini e adolescenti, si capisce che i media sono MANIPOLATI per omologarci ad uso e consumo dei GRANDI.