
Domani 18 novembre, alle ore 10.30, l’Istituto Tecnico Commerciale di Rutigliano in collaborazione con il 1° Circolo Didattico, ospiterà il sig. Giovanni Impastato, che presenterà agli studenti il libro "Resistere a Mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino Impastato" scritto insieme al giornalista Franco Vassia, che da giornalista musicale pone domande semplici e dirette, completamente fuori la retorica dell'antimafia militante.
Giovanni Impastato si apre e parla rivelando i tempi, i fatti, alcuni ancora inediti, di chi ha deciso di ribellarsi, di rompere i vincoli dell'appartenenza e conquistare la propria libertà di pensiero e di scelta. Mette in scena il lungo percorso di lotta dei suoi familiari, dei suoi compagni e del Centro siciliano di documentazione, intitolato successivamente al fratello. Cerca la verità contro il depistaggio orchestrato dai rappresentanti delle forze dell'ordine e della magistratura che volevano Peppino come un maldestro terrorista suicida.
Lo scrittore ci parlerà di questo libro nato come canale di trasmissione di un’esperienza vissuta, un libro che ha a che fare più con la sfera emotiva che con la riflessione razionale e la capacità di analisi. È un libro che tratta di una piccola ma grande storia nella quale fluiscono i ricordi, tra impegno pubblico e memoria privata, una storia costituita anche da sensi di colpa, angosce e nostalgie, una storia di giovani, di ideali, di coraggio, di ribellione e di violenza, una storia dove le implicazioni della complessità di Cosa Nostra si semplificano nelle vicende di vita, dove si rianimano i ricordi degli anni dell’infanzia, della tragica notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, fino ad arrivare alle difficoltà incontrate negli anni successivi alla morte di Peppino, complicazioni e lotte per ottenere verità e giustizia.
All'incontro interverrà il magistrato Marco Dinapoli e sarà preceduto da una cerimonia di inaugurazione di una via cittadina dedicata alla memoria di Peppino Impastato.
“Agli inizi, sembrava impossibile poterci liberare da quell'oppressione mafiosa, toglierci dalla testa quel velo di falsità che ricopriva anche la nostra casa. Ci siamo riusciti pagando un prezzo altissimo ma con un risultato straordinario che oggi possiamo rivendicare con pieno merito: quello di essere tornati a vivere come persone libere che sono riuscite a far capire che in Sicilia è possibile resistere contro lo strapotere della mafia.”

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