HO LA SCLEROSI MULTIPLA: NE PARLA UN LETTORE

Sm

"Sono affetto da sclerosi multipla, due anni fa mi hanno diagnosticato questa malattia con mio grande stupore”.

È iniziata così la conversazione con un lettore di rutiglianoweb incontrato qualche giorno fa. Ha voluto raccontarmi la sua storia perché possa servire ad altri convinto del fatto che il passaparola in alcuni casi sia cosa utile quanto un farmaco.

“Mi hanno insospettato due sintomi in particolare, la perdita momentanea di sensibilità alla mano sinistra e la difficoltà, a volte, di coordinare il passo. Sintomi passeggeri che si ripetevano nel tempo a intervalli sempre più ravvicinati. Visite specialistiche hanno poi confermato la malattia”.

La notizia che il nostro amico ha voluto dare e diffondere tramite la nostra testata è sensazionale: due ricercatori italiani, il prof. Zamboni di Ferrara e il dott. Salvi di Bologna hanno svolto uno studio sperimentale su un campione di malati di sclerosi multipla e si è scoperta una correlazione tra la sclerosi multipla e l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale. Si tratta di un restringimento delle vene di deflusso del sistema nervoso centrale a livello del collo, del torace e della colonna vertebrale che provocano un reflusso sanguigno verso i tessuti infiammandoli. La CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebrospinale) è diagnosticabile con un semplice ecodoppler e curabile con un intervento non invasivo di angioplastica dilatativa chiamato “liberazione”.

Questo tipo di intervento (in day-hospital) non è la cura per la sclerosi multipla ma ha dimostrato un notevole miglioramento della qualità della vita del malato. Una speranza per i malati di sclerosi multipla che l’AISM e la FISM stanno finanziando grazie ai fondi del 5 per mille.

I risultati delle ricerche del prof. Zamboni hanno sollevato l'interesse e le aspettative delle persone coplite dalla sclerosi multipla ma anche un intenso dibattito all'interno della comunità scientifica, ad oggi si sta cercando di coinvolgere più centri clinici possibile per diffondere la specifica metodologia diagnostica.

Ma per richiedere al Servizio Sanitario Nazionale il riconoscimento di un approccio clinico come cura erogata dalle strutture pubbliche occorre far ufficialmente sapere alle asl, ai presidi ospedalieri e al ministero della salute quanti sono i malati di sclerosi multipla interessati alla CCSVI. Bisogna inserirsi in una lista chiamando il numero 051 6225735 o mandando una mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. indicando nome e cognome, un recapito telefonico e il nome del neurologo da cui si è seguiti. Così facendo si potranno risolvere al più presto gli impedimenti burocratici che tutt’oggi non permettono di usufruire del trattamento.

In questi giorni a Toronto, Canada, si sta svolgendo un meeting mondiale sulla sclerosi multipla e altre patologie neurologiche, il prof. Zamboni mostrerà i risultati eccellenti  ottenuti dagli studi svolti a Buffalo. Collegandosi al sito www.nationalmssociety.org è possibile seguire in diretta la conferenza oltre a recuperare informazioni utili sulla SM e la CCSVI.

Vi segnalo anche l'attivissimo gruppo facebook "CCSVI nella Sclerosi Multipla" e il sito della fondazione www.fondazionehilarescere.org.