
Data l'impossibilità di pubblicare un commento troppo lungo, abbiamo preferito pubblicare tramite lettera un intervento del lettore Antonio Fortunato a cui vanno i nostri ringraziamenti.
OGGETTO: Fitofarmaci ed Abitazioni.
In un precedente commento, avevo espresso il mio convincimento che, accanto ad una regolamentazione sull’utilizzo dei fitofarmaci ci dovesse essere un disciplinare di produzione e coltivazione dell’uva da tavola ( … non il Global gap che è una associazione privata che stabilisce standard volontari per la certificazione di prodotti agricoli in tutto il mondo).
Con B.U.R. regione Puglia 78 del 30 aprile 2010 sono state approvate ed adottate le Norme di Difesa Integrata Regionale" - Aggiornamento 2010.
Le norme adottate sono: “ base di riferimento della difesa integrata, la quale vuole perseguire i seguenti obiettivi:
• ottenere prodotti agricoli di elevata qualità dal punto di vista organolettico e igienico sanitario;
• dare priorità ai metodi di coltivazione ecologicamente più sicuri;
• rendere minimi gli effetti negativi dell’uso dei prodotti chimici per la salute del produttore e del consumatore;
• conservare un reddito soddisfacente per l’imprenditore-agricolo.”
Nelle premesse si afferma: ”In particolare sono state impostate strategie di difesa che prevedono in alcuni casi l’esclusione dell’impiego di prodotti chimici, come regolamentato nell’Agricoltura Biologica, in altri casi la razionalizzazione dell’impiego di sostanze chimiche, considerando però l’intero sistema produttivo e utilizzando tecniche meno impattanti, che contribuiscono ugualmente al contenimento delle avversità delle colture ma, nello stesso tempo, consentono di ottenere produzioni economicamente accettate dal mercato”.
Non è un disciplinare di produzione e commercializzazione, ma fornisce i criteri di intervento in caso di avversità, l’indicazione delle sostanze da utilizzare e le limitazioni d’uso.
Ferma la attuale non obbligatorietà dei protocolli di lotta integrata, le indicazioni contenute (in particolare nell’ allegato A – uva da tavola) potrebbero diventare uno strumento da far rispettare dai produttori/coltivatori nei trattamenti effettuati in tendoni prossimi alle abitazioni o ai loro confini e, se presi a base da una nuova regolamentazione comunale, utile strumento nell’effettuazione dei controlli, limitando così l’uso delle sostanze chimiche e la frequenza delle irrorazioni.
… per inciso, non credo molto sulla conversione al biologico e ad ipotesi di fasce di rispetto ( … fasce di rispetto di 20 metri dalle abitazioni o dai confini non sempre sono sufficienti ad impedire la deriva del prodotto tossico, così come una coltivazione biologica non sarà mai tale, se accanto o nella zona si usano i fitofarmaci).
Penso – ed in questo caso diventa necessaria la conferenza di servizi – che oltre a regolamentare l’uso dei fitofarmaci, si debba arrivare ad un DISCIPLINARE di produzione e coltivazione nel Comprensorio (Rutigliano, Noicattaro, Adelfia, Turi, Mola, ecc.) dell’uva da tavola (… definizioni degli ambiti territoriali per qualità d’uva, degli impianti, trasformazioni delle coltivazioni con i tempi tecnici necessari, eventuali compensazioni per il cambio della qualità dell’uva, ecc.) come hanno fatto i produttori di mele del Trentino.
E’ solo un esempio, ma questi si sono consorziati anche allo scopo di difendersi dalla “maggiore competitività dei mercati sia italiani che europei, spettatori di eccedenze produttive capaci ormai di compromettere seriamente non solo i prezzi di vendita ma soprattutto i delicati equilibri economico-produttivi”.
Come ho già detto, credo che l’imprenditore agricolo consorziandosi con gli altri produttori potrà crescere e prosperare senza rincorrersi e farsi concorrenza, senza sostenere maggiori costi ( ed i fitofarmaci sono una parte importante nei costi) dovuti alla concorrenza, eliminando il passaggio del commerciante/esportatore e migliorando i rapporti con tutta la collettività e l’ambiente.
Antonio Fortunato
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Commenti
Mentre si è in attesa di una ordinanza sindacale che regolamenti la materia, ….. ieri sera in via Mola/Contrada via Mola l’aria era irrespirabile ( … utilizzo di pesticidi per un virulento attacco di tignola?).
A parere dello scrivente è da irresponsabili non intervenire con urgenza per salvaguardare la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente.
E’ altresì impensabile che l’ARPA o l’ ASL possano o debbano intervenire, immediatamente, su richiesta dei Vigili Urbani (.. a loro volta richiesti di intervento) per effettuare le analisi dei prodotti depositati sui tendoni, sulle abitazioni vicine o sulle strade ai fini di eventuali controlli e successive sanzioni.
Gli incaricati dei controlli devono, invece, accertare – anche d’iniziativa - il rispetto delle distanze dalle abitazioni e dalle strade e delle fasce orarie.
Devono intervenire anche e SOPRATTUTTO di iniziativa o a campione sui trattori e sugli atomizzatori; si deve prevedere – oltre a fasce orarie e a fasce di rispetto dalle abitazioni e loro pertinenze – che le macchine irroratrici siano dotate di dispositivi per il contenimento della deriva ( ugelli antideriva) ed di sistema di convogliamento a basso volume d’aria o lance a mano a pressione moderata.
Gli agricoltori o imprenditori agricoli devono essere in possesso, per i dispositivi di contenimento antideriva o di convogliamento a basso volume d’aria, di idonea documentazione tecnica in modo che chi effettua i controlli possa effettuare le verifiche ed irrogare le sanzioni.
… la pazienza non è infinita!
Si deve considerare che chi è più interessato alla propria salute e meno a rapporti di colleganza, di amicizia, di familiarità o di consorteria potrebbe valutare che il continuo rinvio di ogni decisione sull’utilizzo dei fitofarmaci in prossimità delle abitazioni o delle strade si configura in una vera e propria omissione d’atti d’ufficio.
E’ stato “POCO EDIFICANTE” sentire, proprio dall’Autorità emanante, in maniera quasi balbettante, che una ordinanza regolamentante (118/2008) la materia fosse considerata, senza un valido supporto argomentativo e normativo: …“inefficace perché atto preso da un sindaco diverso dall’attuale“, .. …“perché la materia non è di competenza del Comune ma dell’ASL”.. “ …ritenuta superata.. perché non terrebbe in debita considerazione..” (… COSA?) e… “non prevederebbe sanzioni”.
Ho sostenuto, in un precedente commento, con una serie di argomentazioni che, a mio parere, l’ordinanza è tutt’ora efficace e si possono sanzionare i trasgressori.
Abbiamo appreso dell’indizione di una Conferenza di Servizi con l’ASL per il giorno 14 giugno (convocata quasi un mese dopo una intervista al Sindaco e dopo diversi mesi che la collettività si interroga, su Rutiglianoweb, sulle soluzioni al problema).
Ho sostenuto, in un altro commento, che, sempre a mio parere, la regolamentazione sull’utilizzo dei fitofarmaci vicino alle abitazioni, fosse di competenza del Sindaco, se sotto forma di ordinanza o di competenza del Consiglio Comunale, se sottoforma di Regolamento di Polizia Rurale e che non si rende necessaria una conferenza di servizi.
Mi sono interrogato sulla reale volontà dell’Amministrazione, avendo l’impressione di un atteggiamento dilatorio; così procedendo, infatti, i tempi per una decisione si allungano …… si supera il periodo topico della coltivazione dell’uva da tavola e non solo non si da impulso ai controllli, ma, anzi, questi non si effettuano.
Arrivati a questo punto, ritenendo che la “politica” debba essere una attività di servizio che va incontro agli interessi, alle esigenze e alle aspettative della collettività - sicuramente in maniera irrituale e di questo mi scuso - mi rivolgo al Presidente del Consiglio Comunale, dott. Matteo Colamussi – persona degna di stima e fiducia - affinchè eserciti tutta la sua personale capacità di “moral suasion” nei confronti della Amministrazione e del Consiglio Comunale perché si dia urgente soluzione al problema o venga posto all’ordine del giorno l’argomento “utilizzo dei fitofarmaci in prossimità delle abitazioni”.
E poi non è vero che non ci sono consorzi, quest'inverno ne sono nati tanti composti da grandi produttori. Vedremo come si evolveranno nel corso degl'anni.
So bene che l'agricoltore in genere diffida delle novità ed è molto restio a guardare oltre "il proprio orticello". Non credo al "primato" della politica. Avendo come te una certa età ne ho viste tante. Devo però dire che non mi rassegno.
L'agricoltura così parcellizzata con tanti piccoli appezzamenti, con tanti piccoli produttori che pensano di poter affrontare il mercato .. perchè più bravi di altri, non può durare!
La crisi c'è; se poi si aggiunge la sovraproduzione, le avversità(che portano ad un maggiore utilizzo di fitofarmaci), i costi sempre maggiori per il personale e le macchine, la concorrenza tra produttori locali e il miglioramento della qualità delle uve prodotte nel bacino del mediterraneo con costi e prezzi più contenuti ... lascio a te tirare le conclusioni.
Non sarà immediato... ma altri, come me e come te, trarranno le conclusioni (vedo maggiore consapevolezza rispetto ad un tempo)..ma la mia esperienza mi dice che bisogna "svoltare" prima che sia troppo tardi.
Evidentemente, nel nostro caso, non si può innovare il prodotto ma si possono studiare ed "importare" i motivi di successo(.. best practices) di altre realtà che hanno "svoltato"; la proposta è quella di utilizzare, per esempio, i disciplinari, le tecnologie e lo stato delle conoscenze esistenti che hanno portato al consolidamento del mercato ed al successo del consorzio mele trentine.
La "politica" deve favorire l'incontro di più volontà che hanno chiaro lo scopo e le finalità.... e fare un passo indietro - o farle fare un passo indietro - una volta concluso il percorso.
Utopia?.. forse! ma non dispererei.