Venerdì 24 Settembre 2021
   
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Costretti ad evacuare per le fiamme tra via Cardassi e via Persia

Quel che resta degli interni della casa incendiata

Tra gli avvenimenti dell’ultima settimana, non è sfuggita alla cittadinanza la notizia secondo la quale un incendio ha portato via il riparo domestico ad una famiglia rutiglianese. Lo scorso giovedì (15 maggio) nel primissimo mattino, quello che sembrerebbe essere un cortocircuito dell’impianto elettrico ha dato inizio ad un incendio. Le fiamme hanno subito invaso il salone per poi espandersi per tutta l’abitazione, all’angolo tra via Lorenzo Cardassi e via Persia, di una famiglia composta da cinque persone. Il capofamiglia non era in casa al momento dell’accaduto, era appena uscito per recarsi sul posto di lavoro. I due figli più piccoli (7 e 8 anni) sono riusciti a scappare dalle fiamme grazie all’intervento pronto e coraggioso del figlio maggiore (16 anni) che ha subito scortato i fratelli minori e la mamma fuori dall’abitazione divorata dalle fiamme. L’incendio ha portato via tutto alla famiglia, ogni bene di prima necessità. Sono arrivati tempestivamente degli aiuti da parte del Comune e dalla cittadinanza che hanno provveduto a fornire alla sfortunata famiglia il minimo indispensabile (indumenti per sostituire quelli tolti loro dalle fiamme, un contributo Comunale di 250 euro per provvedere alle spese scolastiche, la Caritas ha dato il proprio contributo fornendo beni di prima necessità). I tre figli (di cui uno affetto da una grave patologia cardiaca e di immunodeficienza) hanno passato le notti su letti improvvisati nel piccolo appartamento dei nonni. I due coniugi hanno dovuto arrangiarsi dormendo in auto. L’immediata richiesta e forse l’appello che non deve e non può essere ignorato è quello di un rifugio sicuro, un’abitazione provvisoria, un posto in cui la numerosa famiglia possa passare le notti. Magari un volenteroso proprietario di un qualche appartamento libero che con buon cuore e spirito caritatevole che possa offrire un tetto alla numerosa famiglia. Evidentemente questo appello non è stato accolto dato il fatto che, qualche giorno dopo il grande incendio, il 20 maggio, la famiglia rutiglianese spinta probabilmente dalla disperazione di questi giorni così travagliati, ha cercato di occupare un appartamento delle Case Edili Popolari, sapendo che l’inquilina di quello spazio, un’anziana signora, ha l’abitudine di passare le notti da una nipote. Alla sfortunata famiglia è stato impedito di prendere possesso dell’abitazione.  Per agire nel modo più giusto possibile, nel rispetto delle leggi vigenti, come figura di mediazione tra le due parti, è intervenuto il corpo dei Carabinieri coadiuvato dai Servizi Sociali, che hanno provveduto al trasferimento della famiglia presso un centro d’accoglienza a Mola di Bari.

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