
1799: Rutigliano venne preservata dal saccheggio delle truppe francesi attraverso uno strattagemma noto con il termine “la beffa del falò” come attesta lo storico Lorenzo Cardassi: nel cuore della notte sulla collinetta di San Martino si iniziò a dare fuoco ai covoni di paglia accatastati realizzando un gigantesco rogo e un fuggi fuggi generale degli animali. La scena terrorizzò non poco la scarna guarnigione francese, che confusi gli zoccoli di buoi e cavalli per la carica dei sanfedisti, se la diede a gambe.
1815-1816: i rutiglianesi furono miracolosamente salvati dal contagio di una terribile epidemia di peste bubbonica che invece colpì e decimò gli abitanti della vicina Noicattaro, riducendo i superstiti in estrema miseria morale e materiale: “i sintomi erano spaventevoli: spuntavano bubboni all’inguine e alle ascelle, non forza di età o di sesso potea contro il male; era universale il pericolo e lo spavento: in tre, in cinque giorni, in sette giorni gli appestati morivano, ma più fortunati coloro che la furia del male in poche ore spegneva”.
Per i due pericoli scampati e per manifestare la grazia ricevuta, sin dall’inizio dell’Ottocento, i rutiglianesi allestiscono degli altarini nella notte di ferragosto interamente dedicati alla Madonna delle Grazie e a san Rocco, come forma di autentico e comune ringraziamento.
Da quel momento sino ai nostri giorni, gli altarini di ferragosto costituiscono uno degli eventi più attesi dell’estate rutiglianese, un evento molto sentito e di indubbio fascino e attrattiva per i turisti, un appuntamento in cui si fondono espressioni di autentica fede ed antiche tradizioni popolari.
Questi sono allestiti in gran numero per le strade e le piazze del centro storico e di altri rioni cittadini, sono sfarzosamente e pittorescamente addobbati con piccole icone della Madonna delle Grazie e di San Rocco, con fiori, piante, tappeti, drappi di raso, velluto, tulle, pizzi, immagini dei santi, e illuminati con lucerne in terracotta o da candele e incensi dai caratteristici profumi.
Gli Altarini sono esposti in strada per oltre 50 ore, vegliati dai devoti dal tramonto del 14 agosto sino alle prime luci del 17 agosto.
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- BRACCONAGGIO A RUTIGLIANO
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Sono stato un vostro "avo" di quella squadriglia. Ottim... - Sono arrivati gli album d...
Non capisco dov'è il problema. Queste figurine tolgono ... - Grande Orchestra di Fiati...
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w l'ufficio stampa del pf! :)
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Commenti
spero non finisca mai e che le nuove generazioni continuino ad arredare gli altarini con cura e amore come solo certe signore di rutigliano sanno fare...
ho gli occhi lucici nel ricordo di quelle notti passate alla ricerca degli altarini in ogni angolo più recondito del centro storico...
L'altarino costruito dai nonni che alzavano la struttura di legno; le nonne che addobbavano la precaria costruzione con i pizzi più belli che si avevano in casa, il quadro con l'immagine della Madonna su una facciata e San Rocco sull'altra, le piante prese in prestito dai vicini.
La notte tra il 15 e il 16 agosto le famiglie del rione (io appartenevo a uno dei tanti di "Sotto a Fracasso") si riunivano per recitare qualche Rosario in onore della Madonna delle Grazie e San Rocco. Poi si trascorreva tutta la notte a giocare a carte, mangiare ceci al tufo e alloro, panzerotti, taralli all'olio. Tutto rigorosamente fatto in casa.
La mattina del 16 agosto (San Rocco) rimanevano a vegliare l'altarino soli gli anziani perchè noi tutti SI ANDAVA AL MARE.
Quasi mi scende una lacrima!!!!!