Martedì 28 Settembre 2021
   
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Abbandonati da tutti finiranno in mezzo ad una strada

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La storia del rutiglianese Sig. X. Abbandonati da tutti e dall’amministrazione

 

È pervenuto, presso la nostra Redazione, l’appello di un padre di famiglia rutiglianese in grosse difficoltà.

  Ha voluto mettere al corrente la cittadinanza attraverso il nostro mezzo di informazione per, da un lato, difendersi da comportamenti derivati dalla scarsa informazione derivati dalla sua situazione (ve ne parleremo meglio in seguito), dall’altro mettere in guardia chi malauguratamente dovesse un giorno trovarsi nei suoi panni.

  Raccontiamo la storia del sig. X, così chiamato da ora in poi per tutelare la sua privacy.

Il Sig. X è attualmente un padre di famiglia rutiglianese, una famiglia che conta in tutto cinque membri. La sua condizione di invalidità al 70%, acquisita in seguito di un grave incidente riportato anni fa, gli impedisce un lavoro impegnativo. La situazione economica della sua famiglia pesa, quindi, sulla forza lavoro di sua moglie. La consorte del Sig. X lavora saltuariamente e senza continuità presso proprietari terrieri o presso i numerosi magazzini ortofrutticoli disseminati sul territorio rutiglianese. Quella della donna è una situazione lavorativa molto nota tra i rapporti operaio/titolare di una economia agricola come la nostra. Il lavoro in questo ambito non è mai continuo, costellato da contratti a tempo determinato rilasciati unicamente per il periodo di maggior bisogno di braccia lavorative. In genere si tratta del periodo estivo, momento in cui la raccolta, immagazzinamento e spedizione delle ciliegie e della nostra preziosa uva da tavola richiede maggior presenza di operai.

  L’economia della famiglia X si basa quindi sui proventi del lavoro estivo della donna e il gracile stipendio di guardiano notturno del capofamiglia. Quest’ultimo è regolamentato da un contratto dello stesso tipo, per lo stesso limitato periodo di tempo, presso una filiale capursese di un’azienda di Rutigliano.

  Non è di certo facile, alla luce di questi dati, mandare avanti una famiglia, fronteggiare conti e bollette, non farsi sorprendere dall’aumento delle tasse, mantenere la dignità.

Le difficoltà arrivano subito e non si lasciano scrupoli. L’affitto della casa nella quale abita la famiglia diventa insostenibile. Il prossimo 14 giugno ci sarà l’udienza di convalida dello sfratto. Sfratto che raggiunge la famiglia a causa del mancato pagamento della morosità. Non deve però essere considerato un gesto senza cuore, quello che ha spinto la proprietaria dell’appartamento a richiedere lo sfratto dei cinque inquilini. Il ritardo nel pagamento ammonta ad un totale di dodici mensilità. Un anno di mancati affitti. Niente da incolpare alla “padrona di casa”- riferisce grato il sig. X- si è dimostrata umana e comprensiva nella nostra situazione.

Le già fragili finanze della famiglia sono state turbate dall’impossibilità nel lavoro della moglie, costretta all’inattività durante la scorsa estate, questo ha portato all’impossibilità nel versamento dell’affitto. Un tacito consenso è fin ora stato raggiunto tra le due parti che, consapevoli dell’andamento finanziario altalenante, hanno trovato un modo per saldare ogni debito al termine  del periodo estivo, momento di massima ricchezza della famiglia. Per le ragioni pocanzi illustrate, la morosità dell’anno 2014/2015 non è potuta essere saldata. Ne deriva uno sfratto del nucleo familiare che, in preparazione della via definitiva del 14 giugno, sta cercando alternative.

  Una alternativa apparentemente accettabile è quella del trasferimento della famiglia a Capurso, città di residenza della madre del sig. X. La donna non è completamente autosufficiente, l’inoccupata nipote si è resa quindi disponibile ad accudire l’anziana in cambio di ospitalità.

Tuttavia, il cambio di residenza porterebbe non pochi problemi. Oltre alle difficoltà dei propri figli, nell’abbandonare amicizie, studi e vite precedenti, subentrano altre questioni molto più intricate.

La madre del Sig. X, vedova e madre di sei figli, mostra problemi nella convivenza con i nuovi inquilini. Problemi nei rapporti familiari impediscono al Sig. X di convivere con la madre, cosa che non è però stata proibita alla moglie e ai tre figli. Il Sig. X sarebbe così costretto a vivere in auto e passare la notte in un box, sempre di proprietà della madre, il quale viene tutt’ora utilizzato come deposito per il vecchio mobilio. Il cambio di residenza a Capurso implicherebbe inoltre l’impossibilità nel lavoro della Signora X, non automunita, portando quindi alla difficoltosa ripresa economica della famiglia.

  La ricerca di una nuova abitazione non è semplice come può sembrare. Diverse volte viene richiesto l’affitto a Rutigliano da parte del capofamiglia ma i proprietari dei nuovi appartamenti, in seguito a doverose e comprensibili ricerche, hanno valutato la situazione economica della famiglia X come inattendibile. Rifiutando quindi la richiesta di affitto.

  Il Sig. X si è quindi prodigato nel cercare una soluzione presso gli alti uffici amministrativi, arrivando a numerosi colloqui con lo stesso Sindaco Roberto Romagno il quale ha dovuto respingere in più occasioni la richiesta di aiuto dell’uomo.

   Il Sig. X si è rivolto all’amministrazione chiedendo un indennizzo che lo possa aiutare a risollevarsi da questa incresciosa situazione. Da due mesi percepisce un contributo di 150 euro distribuiti in maniera incostante. La mancanza di alloggi presso le Case Edili Popolari hanno reso impossibile anche questo tipo di soluzione. Insoddisfatto dalla risposta dell’amministrazione, il Sig. X ci ha espresso la sua volontà di manifestare a ridosso del Comune con una tenda, per sottolineare una lacuna degli “alti uffici” a riguardo di una situazione così critica.

   Il 14 giugno prossimo venturo verrà notificato lo sfratto alla famiglia, incorrendo nello scenario in questo articolo proposto. Il ruolo della nostra testata, come richiesto dal Sig. X, consiste nel mettere a conoscenza la cittadinanza di quelle che in realtà sono le cause della sua condizione, chiedendo un gesto di solidarietà ai propri concittadini. 






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