Lunedì 27 Settembre 2021
   
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Noicattaro: Violenza e bullismo. Aggredito da ignoti all’uscita da scuola

Rutigliano-Violenza e bullismo Aggredito da ignoti all’uscita da scuola  (4)

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese edizione Noicattaro ” in edicola la settimana scorsa

Un bambino di 11 anni è stato picchiato da 3 ragazzi. L’occhio nero è solo la parte visibile del dolore

L'episodio è avvenuto a Noicattaro 

 

Fenomeni di bullismo di questo genere andrebbero condannati. E dove la giustizia non può arrivare - nessuno, apparentemente, ha visto nulla, e rintracciare i responsabili è quasi impossibile - lì subentra la rabbia. Parliamo della rabbia di una mamma, la quale ha visto tornare a casa suo figlio piangendo. E le lacrime disperate di un bambino, per una mamma, pesano. E con questo sentimento sulle spalle, che a volte stringe la gola, la mamma ci ha concesso la pubblicazione delle foto che ritraggono il figlio con un “occhio nero”.

Ma andiamo con ordine. Francesco - nome di fantasia per tutelare quel po’ di riservatezza che potrebbe rimanere - è un bambino come gli altri. Di costituzione è molto esile, magrolino. Ha 11 anni e frequenta il primo anno di scuole medie, con buoni risultati. Carattere molto pacato e tranquillo, Francesco è noto nella zona in cui abita per la sua educazione. Mai una parola fuori posto, mai una bestemmia. Insomma, il figlio che tutti i genitori vorrebbero avere.

L’episodio è accaduto lo scorso venerdì 2 Ottobre. Francesco era uscito da scuola e, zaino in spalla, si apprestava a fare il solito tragitto verso casa, a piedi. Di solito entro le 13,30 arrivava a casa. Quel giorno erano passate le 13,40 e la mamma non lo vedeva ancora tornare. Poco dopo il lamento di un bambino, subito riconosciuto dalla mamma. Francesco aveva fatto finalmente rientro a casa, con del ghiaccio sull’occhio sinistro e accompagnato da un passante di buon cuore. Il bambino aveva l’occhio gonfio, rosso, e dolori sparsi alle gambe e all’addome.

Dopo tanto pianto e tante domande della mamma, Francesco le avrebbe detto: “Ho sbattuto al cancello”. Questa versione non ha convinto affatto i parenti, ancora increduli di quanto accaduto. Intanto, l’occhio diventava sempre più scuro per l’ematoma, con la parte sottostante che stava diventando nera. Il giorno successivo Francesco non riusciva ad aprire l’occhio, costretto, per il gonfiore, a rimanere chiuso.

Passano meno di 24 ore e Francesco trova il coraggio di dire la verità, prima di scoppiare in lacrime. Secondo la versione della vittima, tre ragazzi tra i 14 e i 16 anni lo avrebbero avvicinato poco dopo essere uscito da scuola. Pare che i tre bulli abbiano tirato Francesco dallo zaino fino a farlo cadere, cosa che sarebbe accaduta ben due volte. Vedendolo rialzare, i tre lo avrebbero preso di forza e costretto ad andare con loro in una stradina secondaria. Qui, secondo il bambino, sarebbero partiti calci alle gambe e all’addome, schiaffi e pugni in faccia. La vittima ricorda di essere rimasto al centro dei tre ragazzini, a fare da pallina da ping pong, tra ingiurie e spinte. E uno di questi spintoni lo avrebbero scaraventato contro una cancellata, che avrebbe colpito l’occhio. Dopo averlo malmenato, i tre avrebbero intimato la vittima di non dire niente a nessuno di quanto accaduto.

Francesco è stato ritrovato disteso a terra, privo di sensi, da un passante, il quale gli ha prestato le prime cure, per poi accompagnarlo a casa.

Nella giornata di sabato, vedendo la situazione peggiorare, il papà ha portato il piccolo in ospedale. Niente di grave per fortuna. Gli è stata somministrata una cura, a base di cortisone, per l’occhio, e attualmente si notano i primi segni di miglioramento. I genitori si augurano che il colpo non abbia creato lesioni alla retina.

Francesco è ancora sotto shock e dai suoi occhi traspare il terrore. Da quel giorno non è più andato a scuola, per paura di incontrare quei malviventi, e difficilmente esce di casa. I genitori vivono la stessa angoscia, che si accentua al solo pensiero di mandare il proprio figlio fuori da quelle quattro mura che attualmente danno un minimo di sicurezza a Francesco. “La situazione non migliora”, ha detto la mamma ai nostri microfoni. “Mio figlio è scosso, ha delle crisi di pianto e molto spesso cerca l’abbraccio. Non l’ho mai visto così insicuro”.

Ma quali motivazioni possono aver spinto i tre bulli a picchiare con questa violenza un povero bambino indifeso? Un “regolamento di conti”, o il semplice piacere di prendersi gioco (in modo violento) di un bambino? La seconda ipotesi sembra prendere piede al momento.

Altra cosa assurda è l’omertà della gente. Nessuno sembra aver visto nulla, nonostante l’ora di punta e la zona altamente trafficata e frequentata da alunni e genitori. Un silenzio spaventoso! Chi ha visto e non parla è complice, e diventa responsabile quanto i tre presunti aggressori. In fondo basterebbe anche una segnalazione anonima, un indizio o un nominativo, per incastrare i colpevoli.

Di certo Francesco non meritava questa violenza. Qualcuno ha tolto lui il diritto di giocare per strada e di essere felice, ed è giusto che si faccia chiarezza prima, e poi giustizia. Ci auguriamo che i colpevoli, magari colpiti nell’orgoglio, tornino sui loro passi e chiedano scusa al piccolo Francesco e alla sua famiglia.

Forza Francesco!

VITO DIDONNA JR

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Commenti  

 
#1 Shark 2015-10-14 14:25
Articolo scritto con i piedi. Ma in che paese è successo il fattaccio? Vicino quale scuola?
Dovremmo investire più tempo e risorse con bambini e ragazzi. Ormai l'educazione non esiste più
 

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