
Una discarica abusiva di materiali di risulta dell’edilizia, i cosiddetti rifiuti inerti, è quella scoperta da “rutiglianoweb” l’altro ieri.
Si tratta di un area di 6.500 metri quadri situata proprio a ridosso del muraglione che cingeva l’antica città di Azezio in contrada Castiello e distante un centinaio di metri dalla Torre Belvedere incastonata in quelle stesse Mura.
Sull’area della discarica abusiva, come su una vasta porzione di territorio compreso nel cerchio delle Mura e oltre, c’è un preciso e stretto vincolo archeologico (Legge 1089/1939). Il proprietario è di Noicattaro, un certo Domenico B., che a luglio del 2008 ha acquistato quel suolo da un rutiglianese.
Quello che sta facendo questo signore è, molto probabilmente, il classico riempimento di un avvallamento naturale del suolo fino a portarlo a livello campagna per poi impiantarci su un tendone di uva da tavola.
Il problema è che questo tipo di lavori, già in aree normali, non vincolate, sono possibili solo con terra o roccia e abbisognano comunque di una DIA (denuncia inizio attività) che si presenta all’ufficio tecnico comunale. Qui, invece, non solo si è in area vincolata, si sta anche utilizzando -come materiale di riempimento- un rifiuto speciale il cui smaltimento è regolato da precise leggi che lo consentono solo in impianti dedicati e autorizzati (discariche).
L’area presenta una depressione abbastanza pronunciata e sarebbe assurdo credere che il propiretario sia interessato a fare una vera epropria discarica abusiva di inerti e quant'altro. L'ipotesi più probabile è che abbia intenzione di riempire il grosso con roccia mischiata a inerti e solo l’ultimo metro con terra.
Comunque sia, siamo di fronte a un fatto di inaudita gravità, a un reato ambientale perseguibile penalmente.
Per capire fino in fondo il livello di devastazione archeologica che quell'area subisce, bisogna recarsi sul posto e dare una occhiata anche agli appezzamenti di terreno immediatamente a ridosso delle Mura, nella parte interna, poco distanti dalla discarica abusiva.
Si cammina su un tappeto di cocci in terracotta, se ne scorgono parti importanti, orli, manici e particolari ancora decorati. Vasi, anfore, contenitori di creta risalenti all’età del bronzo distrutti sotto gli aratri e le motozappe.
Un’area, dunque, piena di tesori archeologici e di storia antica, che testimonia la presenza di insediamenti umani sin dal neolitico. Un’area oltremodo devastata, saccheggiata, anche, in passato, sotto gli occhi di tutti, perchè uno scempio così grande non può avvenire senza che nessuno l’abbia saputo o lo sappia.
Un’area che, invece, andrebbe riscoperta, recuperata, valorizzata nel suo patrimonio archeologico, per il rispetto che si deve alla cultura, alla storia e agli uomini che anticamente l’hanno abitata.
A breve un approfondimento videografico sulla discarica abusiva e sulla distruzione del patrimonio archeologico nella più grande area vincolata di Rutigliano.
DOVE SI TROVA
La foto risale a circa tre anni fa.
E' visibile la vegetazione e intorno non ci sono tendoni

IL VINCOLO ARCHEOLOGICO

I RIFIUTI


IL TAPPETO DI COCCI

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Commenti
Ma il proprietario si sa cosa ha dichiarato?
ma il tuo livello culturale qual'e?,
le tue frequentazioni quali sono?,
no giust p capì?
Mi piace il termine che hai usato per descrivere questo forum...
In ogni caso io non avrei comprato mai un terreno con l'intenzione di piantare un tendone li. I vincoli per le zone archeologiche sono molto restrittive più di quelle a vincolo paesaggistico e di fasce di rispetto. Addirittura non si possono ne piantare piante alte e radici profonde; non si possono fare arature o movimenti terra profonde non ricordo di quanto. Se devi fare qualche modifica al terreno devi avvertire la Sovraintendenza...
O sbaglio?
Ogniuno agisce di propria coscienza non puoi addossarmi ogni responsabiltà degl'altri "colleghi". Pensa ai deficenti del costruttore e del conducente/proprietario del mezzo pesante che hanno acconsentito allo scarico dei rifiuti in quel sito senza autorizzazione... come vedi le responsabiltà stanno anche in altre categorie più "illustri".
Complimenti a Gianni Nicastro che ha portato a conoscenza di noi tutti questo scempio, speriamo in un intervento delle autorità preposte alla sorveglianza del territorio.
Gianni ne hai fatta di strada: ti ricordi quando avevi un vecchio pc e non sapevi nemmeno usarlo?
Adesso invece: foto satellitari, piano regolatore, video interviste.
Quando la prima inchiesta su Report?
Ciao.
Speriamo che chi di dovere non stia ancora a guardare e si dia una mossa per recuperare l'area in questione.
Chissa quanti reperti archeologici sono andati persi o ci sono ancora sotto quei terreni?!