Questa mattina i bambini della elementare “Settanni” davanti alla loro scuola hanno trovato una catasta di eternit abbandonata vicino al bidone dell’immondizia.
L’abbandono di un materiale così pericoloso in un luogo frequentato da tanti bambini è un fatto di inaudita gravità.
L’abbandono di un materiale così pericoloso in un luogo frequentato da tanti bambini è un fatto di inaudita gravità.
Qualcuno (forse del centro storico) avrà smontato la sua tettoia di amianto sul terrazzo e, approfittando della notte, ha abbandonato il materiale a ridosso del primo cassonetto dei rifiuti che ha trovato. Che questo cassonetto, poi, fosse a due passi dall’entrata della scuola, non lo ha preoccupato per niente.
L’impellenza di disfarsi del pericoloso fardello avrà completamente obnubilato la mente di chi ha commesso questo atto di estrema inciviltà, di disprezzo del paese e del prossimo.
Sono intervenuti i Vigili Urbani che, senza perdere tempo, si sono immediatamente mobilitati per far rimuovere dal marciapiede l’amianto.
Non solo la campagna in generale, non solo i luoghi di interesse paesaggistico, naturale, storico e archeologico; ora è anche il centro urbano ad essere preso di mira da questo deplorevole fenomeno.
Quella dell’amianto a Rutigliano è ormai una emergenza, che non può essere affrontata intervenendo solo a posteriori con la rimozione o la bonifica. Il problema è intervenire a monte.
Nel paese c’è ancora un sacco di amianto sulle case, soprattutto nel centro storico. Basta andare su un terrazzo e guardarsi intorno per rendersene conto.
Chi ha abbandonato l’eternit davanti alla scuola Settanni stanotte con molta probabilità è un privato cittadino che ha fatto dei lavori sul suo terrazzo. Per la gran parte questo fenomeno viene da qui.
I cittadini che con il “fai da te” rimuovono l’amianto dalle proprie case corrono un grave rischio, se poi lo abbandonano per strada o in campagna commettono un reato e il comune alla fine paga per la bonifica.
A questo punto perchè non intervenire prima?
Si può pensare a una convenzione con una ditta specializzata (la Serveco?) a cui rivolgersi a chiamata quando ci si vuole disfare di piccole quantità di amianto, un servizio gratuito limitato agli interventi domestici (semplici tettoie e canne fumarie).
Solo così si riuscirebbe ad arginare, se non eliminare completamente, il fenomeno dell’abbandono di un materiale altamente pericoloso.
Nel video qui sotto pubblicato il Tenente Giovanni Redavid racconta più nel dettaglio ciò che è successo stamattina.
Buona visione
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Commenti
sempre attento alle discussioni. La tempestività con cui risponde è "sconvolgente"!
La presenza di manufatti in amianto non costituisce di per sé sempre un pericolo, dipende dallo stato di conservazione. Se l’eternit (o la canna fumaria, la cisterna...) è eroso dal tempo, è urtato, si sbriciola, allora è molto pericoloso perchè rilascia nell’aria le famigerate fibre di amianto. E’ a questo punto che scatta la rimozione obbligatoria per legge anche per i privati.
Se si tratta di piccole quantità, come quelle di cui parla l’articolo, il lavoro lo si potrebbe anche fare in proprio, ma con le dovute precauzioni (bisogna munirsi di una tuta usa e getta con cappuccio, guanti e mascherina; stare attenti a non rompere la lastra, spruzzarla preventivamente di vernice incapsulante in modo da evitare dispersione di fibre, mettere il tutto su un bancale, rivestirlo di plastica fissata con nastro da imballaggio e contattare la ditta di smaltimento locale o il comune per farsi dire dove portarlo).
Per legge chi ha l’amianto in casa deve comunicarlo alla ASL. Si può anche richiedere alla stessa ASL, o all'ARPA, di venire a fare un sopralluogo per verificare lo stato del materiale e se è il caso di intervenire. La denuncia e la richiesta di un controllo del genere possono essere inviate anche al indaco. Per quanto riguarda la ASL dovrebbe essere gratuita la verifica, dell'ARPA non saprei di preciso.
Ripeto, la rimozione dell’amianto è obbligatoria per legge se il materiale è in cattivo stato di conservazione.
Comunque tutta la normativa sull’amianto la trovate a questo indirizzo (che è il sito del Ministero della Salute): http://www.salute.gov.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=111&sub=3&lang=it
però avrei gratido conoscere (certo il Sig. Nicastro è solo una mia vittima!)quando un semplice cittadino che si ritrova con la canna fumaria in amianto in casa che ha intenzione di rimuoverla legalmente... cosa deve fare? dove deve andare? quanto deve pagare?
Ma tutto questo non perchè un cittadino è incapace di aprire le pagine gialle e trovare l'azienda giusta, ma per essere informati prima delle procedure e i costi ed evitare l'incontro di speculatori! Enfatizzando sulla pericolosità del materiale, sulle procedure per l'autorizzazione dell'ASL alla rimozione, sulle altrettanto lunghe procedure della rimozione stessa; non si fa altro che spaventare (economicamente e psicologicamente) colui che ha intenzione di bonificare la propria casa.
Invece informando nel modo giusto, sicuramente le cose andranno diversamente.
A questo era rivolta la mia domanda che è essere sembrata ingenua.
Saluti
ma non l'amianto! Vero?
Basta chiamare questo numero 3486432445, che è della ditta di cui prima con la quale si concorda il giorno e l'ora del ritiro (l'ingombrante bisogna farglielo trovare giù, davanti al portone, se si tratta di un condominio).
IL servizio è gratuito, funzione ed è anche comodo.
Per gli inerti (materiale di risulta di piccoli lavori edili domestici, calcinacci, mattoni, piastrelle, sanitari...) non c'è nessun servizio di ritiro e neanche un punto di raccolta provvisiorio.
Chi fa piccoli lavori in casa e vuole disfarsi di questo materiale può fare due cose: chiamare sempre la ditta Gassi, che in questo caso viene a pagamento, oppure portare il materiale direttamente in discarica per inerti (la più vicina è a Noicattaro, sulla strada per Mola poco dopo il palazzetto dello sport, si paga una fesseria).
Questo succede a Mola di Bari, dove c'è in assessore all'ambiente competente che fa funzionare la macchina amministrativa.
Rutigliano è disseminata di discariche abusive contenenti amianto ed altro genere di rifiuto.
In via madonna delle grazie c'è in casolare con il tetto in eternit che si sgretola, liberando fibre d'amianto nell'aria, ma nessuno si preoccupa.
In Puglia sono stati censiti 5 mila edifici con tetto in cemento amianto.
Servirebbe anche un centro di raccolta per i teloni in disuso. Ultimamente, mi è capitato di assistere a diversi incendi di teloni nei luoghi della lama. Spero che questa Amministrazione si svegli dal torpore e cominci a produrre qualche atto amministrativo a favore di tutta la collettività. Un altro piccolo appunto a questa Amministrazione. Dovrebbe spiegare alla cittadinanza, magari con un manifesto informativo, che i mobili, divani ed altri suppellettili ingombranti sono assimilabili ai rifiuti solidi urbani. Non c'è bisogno di scaricarli di nascosto nei luoghi più disparati del nostro territorio. Basta depositarli vicino ai cassonetti e chiamare l'azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti.
Le Forze dell'Ordine devono compiere il loro dovere di indagine,punire e perseguire con i mezzi messi loro a disposizione chi compie questi scempi.
Purtoppo viviamo una realtà fatta di ignoranza ed inciviltà ove tutto è permesso e tutto è possibile da bruciare la plastica in periferia ad abbandonare in pieno centro cittadino avanzi di eternit.
L'importante è non indigniarsi quando venaimo dipinti come CAFONI.
Immagino in queste notti il numero dei "mascherati" che porterà in quei luoghi descritti il materiale incriminato sapendo che di lì a poco sarà rimosso.
Dovevate dare indicazioni su dove recarsi per portare questo tipo di materiale allo smaltimento legale.
Pubblicate una serie di indirizzi delle aziende specializzate per lo smaltimento con i costi a Mq.
tener conto della pericolosità dell'eternit + chi lo ha scaricato lì davanti la scuola = un IRRESPONSABILE!
VERGOGNA.