Un fine settimana all’insegna del fuoco.
Nella notte tra venerdì e sabato si è incendiato un capannone di una azienda di commercianti di uva su via Conversano. L’incendio ha distrutto tutto, mezzi, attrezzature, uffici.
Nella notte tra venerdì e sabato si è incendiato un capannone di una azienda di commercianti di uva su via Conversano. L’incendio ha distrutto tutto, mezzi, attrezzature, uffici.
Sabato mattina poi, intorno alle 13,00, si sono accesi due fuochi in contrada Castiello, nella lama che corre a ridosso della zona archeologica di Azetium. E’ andata distrutta una vasta area della Lama di Mosca, è mancato poco che si incendiassero anche due tendoni, attrezzati di retine, che si trovano proprio sul ciglio della lama; l’incendio è arrivato a pochi metri da questi impianti.
L’altro focolaio è divampato nella parte alta del bosco di Castiello, sul ciglio della strada che costeggia la lama. Qui c’è una scarpata sempre piena di ogni sorta di rifiuti abbandonati. Materassi e teloni, infatti, hanno preso fuoco. La fortuna ha voluto che il vento di scirocco spirasse dalla parte opposta al bosco, altrimenti sarebbe andato in fumo quello scampolo di verde naturale che ancora resiste all'estinzione.
Anche questa volta si sono combinati i fattori tipici che sono all’origine degli incendi estivi: caldo torrido, vento di scirocco, plastica, erba secca e alta.
L’innesco quasi sempre viene dallo sconsiderato, irresponsabile gesto di buttare la cicca di sigaretta ancora accesa. Non è un caso che i due incendi hanno avuto inizio dal ciglio della strada.
Sono stati chiamati i pompieri, ma non sono intervenuti perchè impegnati altrove. Sul posto si sono recati i volontari della Protezione Civile che, senza mezzi adeguati, hanno fatto quello che potevano.
Buona visione
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Commenti
ora chi ripianterà gli alberi che sono stati bruciati?
il comune?
stiamo apposto se aspettiamo la grazia da cesare
ora chi ripianterà gli alberi che sono stati bruciati?
il comune?
stiamo apposto se aspettiamo la grazia da cesare
Vedo che il signore insiste.
Intanto non ha scritto cosa avrebbe fatto. Si è limitato a dire che lui avrebbe spento il fuoco, non ha specificato come avrebbe fatto senza avere neanche un goccia di acqua in tasca.
Aspetto delicidazioni in merito, voglio sapere come il sig. "forza rutigliano" avrebbe spento l'incendio intero (spegnerlo in parte non avrebbe avuto senso con quel vento).
Lo voglio sapere anche perchè se, in effetti, c'è un sistema, un modo per spegere un fuoco di quelle dimensioni e in quele condizioni a mani nude, lo imparo e la prossima volta anzichè riprendere mi metto a fare il pompiere.
Ultima cosa.
Suggerico al nostro affezionato commentatore di vedere bene il filmato nella sua parte iniziale. Ci sono i due volontari della protezione civile che tentano di spegnere, con quelle specie di fruste, un piccolo focolaio residuo rimasto acceso nella parte già tutta bruciata della lama, sul ciglio della strada.
Dopo alcune frustate il fuoco non si è spento, il volontario non ha insistito, ha rinunciato anche per non intossicarsi col fumo.
La Protezione civile ha fatto tutto quello che poteva fare, e cioè chiamare i pompieri, i vigili, dare qualche frustata qua e là senza successo. I pompieri non sono arrivati, il fuoco ha fatto il suo corso e si è spento da solo.
BRAVI I RAGAZZI DELLA PROTEZIONE CIVILE
Se ci rifletti un attimo il nesso lo trovi tra le riprese dell'incendio e quelle della plastica buttata tutta intorno nell'erba secca, bruciata e no.
Lasciare la plastica intorno al proprio tendone, nell'erba secca, alta, in questo periodo, non è solo incivile, è idiota.
Tu non lo so cosa avresti fatto, io l'unica cosa che potevo fare per spegere il fuoco che ha bruciato diversi ettari di lama era fare la danza della pioggia. L'ho fatta, mi ci sono messo con impegno anche, ho fatto proprio come gli indiani, ma non ha piovuto.