Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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NINO DEFILIPPIS, STELLA DEL FIRMAMENTO CICLISTICO

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Era di Rutigliano Angelo Michele Defilippis, il padre del mitico corridore Nino, morto pochi giorni fa a Torino all’età di 78 anni, vincitore negli anni 50/60  di una sessantina di corse, di almeno una tappa ciclistica nei quattro grandi giri e commissario tecnico azzurro con Felice Gimondi, trionfatore a Barcellona nel 1973. I

nfatti, dall’estratto –riassunto dal registro degli atti di nascita  del Comune di Rutigliano  risulta che “ il primo febbraio del 1910 alle ore undici e minuti zero era nato un bambino di sesso maschile cui furono dati i nomi di Angelo Michele”.

Da una più approfondita ricerca anagrafica è  poi emerso che la strada in cui Angelo ha avuto i natali è quella  intitolata a via Nino Bixio mentre il numero civico è il 3, corrispondente oggi alla vetrina esterna  della centralissima e nota Tabaccheria rutiglianese Ottomano.

Giovanissimo ma con tanta grinta e voglia di sfondare, Angelo Michele tenta la fortuna emigrando nel capoluogo piemontese. Qui riesce con mille difficoltà a trovare un posto di lavoro come dipendente di un pastificio torinese in via Lagrange, azienda che più di vent’anni dopo la sua famiglia rileverà. Incontra  Marietta Fornasaro, nativa di Berzano S.Pietro nell'astigiano, che lavorerà con lui nello stesso stabilimento e che sposerà il 12 dicembre 1929; dalla cui unione il 24 marzo 1932  nascerà  a Torino Nino Defilippis, stella del firmamento ciclistico italiano e grande campione all’epoca di Coppi e Bartali.

Diminutivo, quello di Nino, derivante da Nicola, il Santo di Bari amato universalmente ed anche patrono di Rutigliano, città che  prima il padre Angelo  e poi lo stesso figlio Nino porteranno sempre nel loro cuore e che non dimenticheranno mai.

Nino defilippis, esordisce, non appena ventenne, tra i professionisti del ciclismo (nella Legnano di Bartali,  per passare poi alla Torpado e alla Bianchi di Coppi ) nel suo primo Giro d'Italia, diventando il più giovane vincitore di tappa (Sanremo- Cuneo) e il più giovane titolare di maglia rosa. Ed è proprio in  quell’avvenimento storico che  viene per la prima volta coniato il termine “Cit” (piccolino in torinese) dal giornalista Carlo Bergoglio detto Carlin, soprannome con cui Nino Defilippis  passerà alla storia.

Due volte campione tricolore, vincitore di corse importanti e di tante tappe del Giro, del Tour de France, della Vuelta, del Giro di Svizzera e dell’Ovest., Nino era invece un gigante quando pedalava;"Era esuberante, generoso, compagnone. Ma anche istintivo e schietto: caratteristiche dell’uomo ma anche dell’atleta", così lo ricorda  Italo Zilioli, altro grande ex ciclista italiano. Da tempo malato di cancro, con Nino Defilippis se ne va un pezzo della storia del ciclismo italiano ed anche un uomo che ha sempre mantenuto uno stretto legame con la sua amata Puglia.

E la sua Rutigliano certamente non lo dimenticherà.

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Copia_estratto_atto_di_nascita_di_Angelo_M.le_de_Filippisos

FOTO0019Nino_con_la_moglie_Giacinta_foto_inviata_dal_giornalista_Paolo_Vberti_di_Tutto_Sport

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