Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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SAN LORENZO. ULTIMO GIORNO, LO SCAVO SARÁ RICHIUSO. Video

Scavo_operatori



Ritorniamo sulla scoperta della tomba neolitica fatta da archeologi e operatori della Soprintendenza di Bari, avvenuta venerdì 19 novembre scorso, per un approfondimento.

A risvegliare l’interesse, si potrebbe dire la preoccupazione, della Soprintendenza per il sito di San Lorenzo è stato il cantiere edile immediatamente a ridosso dell’area archeologica, il cui strapiombo è a meno di 2 metri dallo scavo che ha riportato alla luce la tomba con lo scheletro.

E’ stato, dunque, un intervento urgente, quasi di emergenza, per capire a cosa quel cantiere si addossasse. Il terreno è tagliato in modo profondamente verticale, si è forse temuto che il lato del sito archeologico potesse franare. Nel caso, si sarebbe perso tutto o sarebbe stato estremamente difficile ricomporre i reperti.
Come poi si è visto, questo scavo è stata una felice intuizione.

E’ avvenuto su un terreno stratificato e rimasto inalterato nei millenni. Lo strato in cui si è operato conservava i resti di un piano di frequentazione, di una abitazione, ai margini del quale è stata collocata una sepoltura che si è conservata molto bene. Allo scheletro mancava la testa, portata probabilmente via dai lavori agricoli che si facevano su quel suolo, anni fa lì c’era un vigneto.

La sepoltura si inquadra nelle fasi finali di vita di un insediamento databile intorno al 4.500 a.C., quindi 6.500 anni; è una data chiaramente preliminare che andrà verificata attraverso l’analisi del radiocarbonio (C14).
E' interessante per gli aspetti un po’ più antropologici che svela. Ai piedi dello scheletro c’era una fossa con una struttura in pietra che faceva parte del rituale funerario e che conteneva un focolare. Ad essere sepolto lì sarà stato un individuo importante nell’ambito della antica comunità, perché non a tutti -a quel tempo- veniva data sepoltura.
La sepoltura e il diverso modo di seppellire dicono delle cose, sono indice di una stratificazione sociale, e proprio in quel luogo se ne ha una evidente testimonianza.

A non più di trenta metri dalla nuova tomba nel 1976 -come si sa- ne è stata scoperta un’altra con caratteristiche diverse. Una bellissima struttura funeraria in pietra che ospitava tre uomini e una donna deposti contemporaneamente. Qui, dunque, una tomba con grandi lastroni di pietra, lì -a pochi metri- una sepoltura, elaborata, ma con il corpo direttamente nella terra, avvolto in una specie di involucro fatto con impasto di argilla.

L'importanza del nuovo ritrovamento sta, appunto, nel fatto che riferisce di un individuo diverso dai tre rinvenuti poco più in là, arricchisce il campione umano della popolazione del tardo neolitico con tutte le implicazioni antropologiche che questo comporta. Siamo di fronte, dunque, a una pluralità sociale tutta da approfondire, da studiare.

Accanto sono stati trovati dei vasi rotti in modo intenzionale, lo si capisce dal fatto che si ricompongono. Rinvenuti anche dei ciottoli in selce e due punte di frecce, sempre in selce, che erano fuori dalla fossa, portate lì probabilmente dalle arature.

Ora, ce ne sono altri a Rutigliano di insediamenti neolitici, ma è evidente che questo di San Lorenzo è quello più importante. Qui siamo di fronte a un villaggio vero e proprio, con delle sepolture, attivo -a fasi diverse- in un arco di quasi 2000 anni.
Di questo sito è lo stesso Ministero per i Beni Culturali e Ambientali che ne riconosce l’alto valore archeologico e culturale.

In riferimento alla Grande Tomba, nel decreto di istituzione del vincolo archeologico nell’area Madonna delle Grazie-San Lorenzo del 27 giugno 1981, il Ministero parla di un ritrovamento nel quale “compaiono gli aspetti culturali più noti e diffusi durante il Neolitico in Italia Meridionale”. Un patrimonio “la cui tutela e conservazione -vi si legge ancora- consentirebbe la possibilità di studio di una delle testimonianze più importanti della civiltà neolitica nella Puglia centrale”.

Di fronte a un così alto riconoscimento rattrista il fatto che oggi sia l’ultimo giorno di scavo a San Lorenzo, non perché non ci sia più nulla da scoprire, perché -più banalmente- sono finiti i soldi. Le risorse economiche stanziate per questo intervento dalla Soprintendenza erano alquanto limitate. Sarà tutto ricoperto, e lo sarà mentre stava affiorando uno strato di pietre di cui si potrebbe capire bene il significato solo scavando ancora.

Tutti i reperti saranno portati nei laboratori della Soprintendenza di Bari per le analisi di rito. C’è da dire che presso la Soprintendenza -e non solo- è già pronto il materiale che deve essere trasferito al museo di Rutigliano non appena aprirà. Questo succederà forse tra qualche mese, di sicuro non prima che il comune abbia provveduto a mettere a punto la parte organizzativa e gestionale: guardiania, sicurezza, direzione scientifica, restauratore. Insomma non appena avrà messo su uno staff in grado di far funzionare un museo e adeguato all’importanza del patrimonio archeologico scoperto e -si spera- ancora da scoprire che vi sarà esposto.


Buona visione


 

Commenti 

 
#6 azetium 2010-11-26 18:04
E i reperti trovati anni fa torneranno ????? Spero di si ed è il momento (appena apre il museo) di farci valere.
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#5 paolino 2010-11-26 09:16
non dimentichiamoci d Azezio, Britto, Purgatorio, Bigetti, l'Annnunziata...
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#4 tnt 2010-11-25 20:26
speriano che aprono il museo visto che i reperti di rutigliano sono sparsi per la puglia facendo incassare i musei di altre citta'.
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#3 G.D. 2010-11-25 18:33
Tramite questo servizio noi rutiglianesi e non solo possiamo osservare queste scoperte che ci riguardano complimenti.....
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#2 new primitiva 2010-11-25 16:47
bellissime scene emozionanti!
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#1 xxxxxxxxxxxxxxxxx 2010-11-25 14:18
x fortuna non è stata fatta scomparire,coperta per costruire.. diciamo grazie a chi stava conducendo i lavori, i patrimoni come questi vanno tutelati..
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