Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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DOCUMENTARIO SU AZETIUM. GLI SCAVI, I TESORI , LO SCEMPIO

scavo_azetium



Abbiamo chiesto qualche giorno fa a una persona, in passato interessata all’archeologia locale, qual è la consapevolezza dei cittadini di Rutigliano del patrimonio archeologico che è sotto i loro piedi e anche sopra, come nel caso della muraglia di Azetium, Sant'Apollinare... «Nel 99% dei casi» è stata la risposta «sono ignari della grandezza e forse anche dell’esistenza del patrimonio archeologico che il nostro territorio ha la fortuna di avere».

E’ una visione un po’ troppo pessimista, ma se si volesse misurare la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza di questo patrimonio da come sono tenute le aree che lo ospitano, da come non viene valorizzato e -quel che più rattrista- dall’incuria e dalla distruzione che ha subìto e subisce una parte di esso, il pessimismo di quel nostro interlocutore sarebbe purtroppo giustificato.

L’imminente apertura del museo, la scoperta -recentissima- di un’altra sepoltura neolitica a San Lorenzo, sono cose che potrebbero ridestare l’attenzione sulla nostra archeologia, che non ha nulla da invidiare a quella -più famosa al grande pubblico- di Egnazia e di altri siti pugliesi.

Vorremmo qui cominciare una serie di documentari che raccontino non solo di scoperte e ritrovamenti, ma anche di come questo paese non sia stato capace sino ad oggi di valorizzare -così come meritano- le testimonianze di un passato ricco di storia e preistoria, di tutelarlo dalla distruzione, dallo scempio che ad Azetium, in modo particolare, hanno raggiunto livelli intollerabili.

Non sarà, ovviamente, uno studio sull’archeologia locale, non abbiamo di queste velleità. La trattazione sarà fatta consultando soprattutto gli studi della Soprintendenza Archeologica della Puglia.
Affronteremo l’argomento con l’approccio dell’inchiesta giornalistica, che -tra le altre cose- indagherà i motivi per cui a Rutigliano l’archeologia, le sue aree e i suoi tesori, non sono mai stati in cima ai pensieri e alle attenzioni delle classi dirigenti, amministrative ed economiche.

Il nostro paese è ricco di archeologia, è uno dei comuni pugliesi, forse l’unico, che sotto la sua terra nasconde i resti di perlomeno tre antichi insediamenti umani (c’è chi sostiene che ce ne siano addirittura quattro): Purgatorio, Torre delle Monache e Azetium, rispettivamente necropoli del VII-III secolo a.C., villaggio di età neolitica, importante città del IV secolo a.C. Per non parlare di altre zone archeologiche in cui ci sono stati dei ritrovamenti: Pappalepore, Cipierno, San Lorenzo, Madonna delle Grazie, Le Rene, Torre Tanca, Casiglio, Madonna della Stella, Caggiano, l’Annunziata, San Martino, Britti, Tomegna e altre ancora.

Cominciamo questo “viaggio” con un documentario su Azetium, città “in vita fra il IV secolo a.C. e la tarda età imperiale e con tracce di frequentazione precedenti” dice il decreto che l’8 marzo 1990 ha istituito il vincolo archeologico a Torre Castiello.

Nel video vedremo l’anello in oro e pasta vitrea e le monete d’argento di conio romano trovarti da Giuseppe Catamo negli anni ’70 (in quegli anni il sig. Catamo, tenace e appassionato scopritore di tesori archeologici, fu nominato dalla Soprintendenza “assuntore di custodia” degli scavi).
Ad Azetium sono state trovate abitazioni con intonaci affrescati, cisterne di raccolta dell’acqua, tombe con corredi funerari di grande valore. La composizioni di questi corredi “rispecchia, per qualità e consistenza numerica, lo standard documentato in altre necropoli coeve della Peucezia”, tombe riferite a sepolture di “individui di medio livello socio-econimico”, scrive in “L’insediamento di Azetium” (“Bollettino di Numismatica 34-35” del 2000) la dott.ssa Ada Riccardi, responsabile della Soprintendenza Archeologica della Puglia.

C’e una traccia di quell’antica città visibile finanche dal satellite: la muraglia. “La costruzione delle mura di cinta” di Azetium, scrive ancora la dott.ssa Riccardi, “si colloca, con ogni probabilità, nella seconda metà del secolo (IV a.C., n. d. r.), in coincidenza con gli eventi bellici che opposero Taranto alle popolazioni indigene”.

Quello che rimane oggi di questa antica costruzione è un tracciato di 3 km percorrendo il quale ogni tanto si notano torri di avvistamento. In parte sommersa dalla vegetazione, la muraglia oggi versa in condizioni critiche, a tratti devastata dal tempo, spesso di proposito, scempiata dalla presenza di rifiuti.

Buona visione


 

Commenti  

 
#17 VITO ARDITO ARCH 2016-01-19 17:34
MI CONGRATULO CON COLORO I QUALI SI PRODIGANO PER LA TUTELA DELLE TESTIMONIANZE STORICHE ARCHEOLOGICHE IN TERRA DI BARI. AZETIUM (PEUCETA ROMANA) ERA IN QUEL TEMPO CENTRO DI RIFERIMENTO URBANO DI VILLAGGI INDIGENI INSEDIATISI NEL TERRITORIO.NOICATTARO E RUTIGLIANO DEVONO LAVORARE INSIEME AD UN UNICO PARCO ARCHEOLOGICO PAESAGGISTICO E DI STORICA MEMORIA
 
 
#16 G.B 2011-01-04 16:45
Complimenti e mi associo a Giuseppe.L per una campagna di raccolta di consensi
 
 
#15 NikoU2 2010-12-20 15:32
Spero che la parola "Fine" posta al minuto 14.40 non sia un brutto presagio...
 
 
#14 n-m 2010-12-19 12:08
grazie gianni, stai dando molto a questo paese
 
 
#13 dolores 2010-12-18 12:25
quanta ipocrisia regna :eek: .....lodi a gianni nicastro per averci mostrato queste immagine ma poi cosa succederà?Azetium è lì da secoli secoli e secoli e non si è mai fatto nulla le immagini mostrano esattamente questo.....condivido con lorenzo gassi il quale dice che il Rutiglianese non ha mai preso consapevolezza dell'importanza di quei luoghi e questo perchè non ci è stato mai inculcato cosa significa il termine "cultura" .... su questo bene immateriale appunto che è la "cultura" la nostra classe dirigente non ha investito un gran chè forse nulla nascondendosi dietro la solità frase mancano i fondi ci sono altre priorità (dobbiamo crederci?)...quante lamentele in tutti questi anni abbiamo inoltrato per la mancanza di luoghi di aggregazione di musei teatri e del "palazzetto dello Sport"? siamo stati mai ascoltati? il paese cresce anche di queste cose perchè a mio avviso fare cultura pùò creare opportunità lavorative....se qualcuno fosse stato più intelligente e avrebbe creduto nell'importanza di questo settore (forse poco appetibile da un punto di vista di consensi elettorale ma comunque prontamente riportato come argomento nei vari comizi) oggi il nostro paese forse vivrebbe anche di un economia diversa da quella agricola....mi auguro anzi auspico in una partecipazione più assidua e attiva da parte di tutti noi verso queste e altre problematiche che affliggono da tempo il nostro paese "le chiacchiere" sono tante e i "fatti" pochi ..... :-x... è vero viviamo in un momento di crisi profonda dove preoccuparsi di questo per qualcuno può sembrare indecoroso e fuori luogo in quanto ci sono numerose famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese ma crescere "moralmente" ed essere rispettosi del proprio passato credo che non ci sia "crisi" che tenga.... ;-) cari saluti
 
 
#12 Azetium 2010-12-18 08:33
Vedendo il video sono rimasto senza parole. Grazie Nicastro per quello che ci hai fatto vedere.
 
 
#11 883 2010-12-17 15:17
Tutti parlano nel dare la colpa alle istituzioni rutiglianesi passate e presenti ma vi rendete conto di quanto costa tutelare i beni archeologici? Dovrebbe intervenire lo stato e non le ammministrazioni comunali che sono piene di debiti. Siamo alle solite c'e' spreco per moltissime cose e non finanziano le cose più importanti.
 
 
#10 Lorenzo Gassi 2010-12-16 20:38
Caro Giovanni ***** i veri "assassini" del nostro patrimonio archeologico,storico,architettonico,ambientale.sono stati da sempre i nostri governanti,i politici che si sono susseguiti, ******...loro attraverso *** sentieri burocratici hanno dato la possibilità che il nostro patrimonio venisse scempiato *****
Con l'ass. Archeoclub e Peppino Sorino che approfitto salutare,qualcosa se mosso,ma la storia rutiglianese appartiene ed essere firmare da tutti noi,in che modo?
DENUNCIANDO **** ED INVESTENDO SUI NOSTRI FIGLI SENSIBILIZZANDO LE SCUOLE CHE SONO I PRINCIPALI CONTENITORI RESPONSABILI D'ISTRUZIONE E FORMAZIONE.
Con la storia di Roma e Magna Grecia si potrebbe parlare di Azezium,lo studente sicuramente sarebbe avvolto da fierezza nel sapere di appartenere ad un grande paese con grandi storie da raccontare e siti da custodire gelosamente.
Questa secondo me e' la strada da perseguire se si vuole salvare il salvabile.
Chiedo scusa se il commento e' troppo lungo..anche se non abbastanza da poter esprimere la tristezza che provo verso il mio paese alla denuncia dell'articolo.
Approfitto nell'augurare a tutti un sereno Natale e buon 2011.
Lorenzo Gassi
 
 
#9 Lorenzo Gassi 2010-12-16 20:35
Giovanni mi complimento per il tuo incessante lavoro di sensibilizzazione su tematiche di grande interesse per la nostra comunità.
Il problema secondo me e' porsi la domanda... Rutigliano, il rutiglianese ha acquisito culturalmente l'importanza come sito archeologico, del suo paese?
A malincuore esprimendo una mia opinione alla domanda, direi proprio di no, anzi da buon leghista del sud, le definisce pietre e con queste non si mangia :sad:
Se ci fosse stata una politica di tutela,di recupero,di conservazione,oggi avremmo un'intera area che gira intorno agli scavi,ai siti archeologici,protetta,sorvegliata e recintata.
Vedi il sito archeologico di Monte Sannace (gioia del colle)

http://luirig.altervista.org/monte_sannace/index.htm
Aprite questo link e vi accorgereste cosa gira intorno a questo sito di grande valenza ambientale - storico ed archeologico.
Ebbene se dobbiamo fare dei confronti tra due siti territoriali e comuni diversi,credo,anzi sono più che sicuro che rutigliano sarebbe di gran lunga più interessante,perché a differenza di Monte Sannace i nostri siti si espandono a palma di mano sull'intero territorio rutiglianese.
E' allora c'e' da chiedersi Perché a Gioia si e' creati una vasta area recintata e monitorata da enti preposti e da noi no?Eppure Gioia del Colle e' famosa per le sue cantine,del suo vino,dei suoi vigneti,dei suoi prodotti caseari...come rutigliano famosa per la sua uva,i suoi tendoni...eppure loro scoprono l'importanza di una risorsa turistica-artistica-culturale,con tanto di rispetto verso i loro antenati,da noi invece si distrugge,si scassa,si macina e ci si pianta su un bel tendone il tutto condito con una bella pernacchia alla faccia nostra.
 
 
#8 Antonella R. 2010-12-16 19:05
come al solito i contadini sono sempre "condannati"... cmq nn bisogna dare sempre e solo la colpa ai tendoni, all' uva e ai contadini ma bensi anche alle istituzioni.... mio padre possiede pochi ettari di terra in contrada castiello ricevuti in donazione dai genitori;al momento dello scasso ha trovato resti di tombe e quant'altro..senza portarla per le lunghe, sono più di dieci anni che mio padre coltiva qste terre in attesa di
un giusto indennizzo da parte dello stato per l'esproprio della sua terra... e sono anni cari miei che ci prendono in giro che qsti soldi sono in arrivo...ma probabilmente si sono persi per strada.. quindi nn date sempre e solo la colpa a chi coltiva la terra perchè il marcio è presente dapprima nelle istituzioni...
 
 
#7 dolores 2010-12-16 18:57
carissimo marco81 troppo comodo puntare il dito contro... :-* e vergognarsi .... io fossi in te non attribuirei colpe solo a chi coltiva uva... ma le attribuirei all'intera cittadinanza rutiglianese me compresa e naturalmente anche all'inerzia di chi per tutti questi anni ci ha governato per essere stati incapaci di partecipare alla valorizzazione di quel patrimonio archeologico che rutigliano possiede(e non solo)... le preziose ma nello stesso tempo triste immagini che nicastro ha commentato per lo stato di degrado di abbandono di incuria in cui versa quella parte del nostro paese così ricca di tesori di storia deve veramente scuotere la coscienza di tutti noi e farci riflettere su come quei siti potevano essere e diventare luoghi importanti e dal punto di vista economico che socio culturale......come sempre siamo abituati ad avere il cosidetto "oro" nelle mani e non lo sappiamo valorizzare e sfruttare .... :sad: saluti
 
 
#6 cobras 2010-12-16 12:07
sono d'accordo con Franci,
Rutigliano è un forziere pieno di tesori e pezzi di storia, ma mai nessuno ,(o pochi ) si sono interessati di fare emergere tali ricchezze, che oltre ad avere una valenza economica per la nostra comunita', hanno una grande valenza storica ed emozionale, quindi gli studiosi, anche quelli locali , anche per spirito di curiosita' "domestica",si interessino prima delle nostre radici,e poi magari di quelle fuori dal nostro territorio!
 
 
#5 paolino 2010-12-16 09:31
complimenti a gianni nicastro per il documentario. poco tempo fa sono stato a s. apollinare: al momento la chiesetta è utlizzata come deposito di cassetta per l'uva...
 
 
#4 Cittadino 2010-12-16 09:25
Il fatto che che siano stati impiantati tendoni, non significa che queste persone siano fuori norma.
Se sono proprietari, possono coltivare, a meno che lo Stato non espropri i terreni.
Però essendo una zona con vincoli archeologici, ogni coltivazione o impianto dovrebbe essere autorizzato e controllato dai beni culturali.
Il fatto grave è che si vede chiaramente che alcuni tendoni hanno subito uno scasso. Le pietre macinate ne sono la prova, ciò sicuramente è vietato in una zona con vincoli archeologici.

Questo servizio sarebbe utile inviarlo a striscia la notizia!

Ciao!
 
 
#3 maria grazia lepore 2010-12-16 09:03
Grazie Gianni x questo video anche se a guardarlo mi e' venuta molta malinconia x cm maltrattiamo la nostra storia.Ottima scelta x le musiche.Spero che si sveglino le coscienze di .....tutti.Ciaoooo
 
 
#2 marco81 2010-12-15 22:24
L'ingordizia nel produrre Uva da tavola in questo paese non ha risparmiato nemmeno i siti archeologici, vedere i tendoni con un infinità di rifiuti agricoli in un sito così importante, mi ha fatto provare tanta vergogna di essere un cittadino rutiglianese.
 
 
#1 Giuseppe.L 2010-12-15 21:13
Caro Gianni Nicastro, in che modo si può ipotizzare una azione di maggiore sensibilizzazione nei confronti della amministrazione della città affinché si iniziano a trovare strumenti e risorse idonea al recupero e alla valorizzazione dei questo patrimonio ? Potrebbe diventare un importante progetto per portare un determinato tipo di sviluppo turistico e sviluppo di ricchezza per il paese. Potremmo avviare una campagna di raccolta di consensi per presentare una richiesta alla amministrazione sia locale ma anche centrale quale regione etc ?
Saluti Giuseppe L.
 

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