Sabato 20 Gennaio 2018
   
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A BARI FUOCHI D’ARTIFICIO PER VITO MOCCIA

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Il Nichi Vendola del maestro Vito Moccia fa incetta di vendite presso La Feltrinelli a Bari, prima di Natale, sebbene i riflettori della kermesse di Sant’Antonio Abate siano ancora spenti. A fare compagnia alla desiderata statuetta ci sono altri tre personaggi del calibro di Andrea Calogero Camilleri, Gianrico Carofiglio e Vito Signorile, che con il Presidente condividono la meridionalità, lo charme e lo spessore culturale. Come era facile immaginare, nessuno dei tre ha goduto il medesimo seguito di attenzioni del primo, probabilmente sia grazie alla differente esposizione mediatica sia in virtù della centralità di cui gode in Puglia, concorda con noi l’autore (NdR.).  Tuttavia Moccia tiene da subito a precisare come l’intento artistico non debba essere confuso con una tendenza politica: “Creare un fischietto su Vendola non vuol dire immediatamente essere un suo sostenitore, né al contempo un detrattore”.

Potreste darci un ritratto tecnico dell’ormai celeberrimo Vendola fischietto?

“In realtà si parla di due figure dello stesso personaggio, l’uno col pugno alzato con indosso un guantone da box, in chiaro segno di vittoria, e l’altro con le braccia distese lungo i fianchi, come vuole la tradizione figula rutiglianese. L’altezza dei due soggetti è di cm 22 e la loro ideazione risale al 2005, in seguito alla vittoria per le regionali”.

Come mai un fischietto di Vendola sugli scaffali de La Feltrinelli Bari?

“Certamente non è stato merito mio, giacché sono tra le persone più pigre al mondo. Un dipendente La Feltrinelli di cui desidero tutelare l’anonimato, ha lanciato di sua iniziativa la proposta ed è riuscito a mettermi in contatto con il direttore Giovanni Bello. Ne è seguito un successo inaspettato, di cui vado fiero non solo per mio conto, bensì perché finalmente è in vetrina il fischietto in terracotta di Rutigliano”.

Cosa seguirà al successo di vendite?
“Il dott. Bello è entusiasta. La richiesta di copie è stata talmente alta che molti clienti sono venuti qui in bottega, poiché la disponibilità presso La Feltrinelli era andata esaurita. Adesso però il mio impegno è rivolto all’appuntamento con la Fiera di Sant’Antonio Abate”.

Dal suo tono, non sembra completamente disteso, eppure si tratta di una vittoria o no?
“La mia preoccupazione va all’arte figula rutiglianese che è in serio pericolo. Di recente si è assistito alla chiusura definitiva di due botteghe e l’impressione generale è quella di una sconfitta. Soprattutto per la mancanza di eredi e di prospettive future. Io sono felice della mia personale riuscita, non lo nego, ma fatico ad accettare che a Rutigliano si fa davvero molto poco affinché i riflettori su questa meraviglia non finiscano col spegnersi inesorabilmente al finire della Fiera del 17 gennaio. Né si può reggere tutto su un’unica data né si può confinare il fischietto ad una mera vetrina locale.”

Parteciperà quest’anno al concorso nazionale del fischietto in terracotta?
“Non parteciperò. Presenterò ugualmente una mia opera fuori concorso dedicata al compianto maestro Mario Monicelli, che oltre ogni mia ovvia ammirazione è amato come se fosse un mio stretto parente. È stato un uomo incredibile, un signore fiero e deciso fino alla fine, del quale ad esempio ricordo l’energia con cui riusciva a smuovere gli animi dei giovani nel ribellarsi vivacemente contro chi opprime il loro futuro”.

Commenti  

 
#6 L. Gassi 2011-01-07 20:14
e del patrimonio lasciatoci dal compianto Carlo Suglia c'e' qualcuno che ne parli o si interessi?
Si parlava di dedicare a Carlo una fondazione,sarebbe stata la fonte unificatrice artistica e culturale dell'arte figula rutiglianese(il fischietto solo un'immagine,un giocattolo,un simbolo).
Mentre arrivando a gravina di puglia ci si imbatte in un maestoso fischietto,una gallina cucco,a rutigliano trovi ancora citta dell'uva....
Cultura a rutigliano?
Azezio ed altri siti ?...solo pietre
fischietti e arte figula?....solo creta
Caro Vito Moccia,tu ti distingui per la creativita' e spirito ANIMATO che sai dare allee tue opere, non solo quelle create con argilla.
Il tuo estro artistico nasce in te da tempi lontani,adolescenziali(ti conosco da quando eravamo seduti nella stessa aula e mi,ci ai immortalato con il maestro Giampaolo facendoci diventare fischietto...haahah)
Essere un'artista non e' saper fare pupazetti con un fischietto...artista e tutt'altra cosa....e tu ARTISTA lo 6.
Un saluto affettuoso alla tua famiglia in particolare a colei che e' sempre al tuo fianco,collaboratrice e madre Rosa Pagliarulo....AUGURI!
Lorenzo Gassi
 
 
#5 michele didonna 2011-01-07 15:47
Congratulaizoni a Vito. Si può avviare un processo di sensibilizzazione e formazione delle nuove generazioni? secondo me si.... anche tu Vito hai iniziato quando non c'era quasi nulla, eppure hai avuto qualche occasione. Passato il Santo non facciamo passare la Festa. Complimenti cmq
 
 
#4 rutigliano 2011-01-06 10:11
sono davvero delle opere d'arte:troppo bravo, straordinario il nostro Vito Moccia
 
 
#3 Alfredo Algelo 2011-01-06 03:19
condivido quello che dice dolores. in realtà nn esiste un "fronte anti-fischietto" e forse nemmeno si è mai creato un movimento consistente di figuli, o attorno ai figuli, che cercasse di andare molto più in là del fine mercantile. un tale movimento dovrebbe nascere normalmente dal basso, cosa però che nn si vede...manca una rete di interessati e specialisti alla conservazione e al rilancio di quest'arte. del resto, nn possiamo più pensarla come mestiere, sarebbe, a mio parere, un anacronismo. l'approccio ad essa potrebbe essere oggi più erudito, proprio perchè nn è possibile congelarla in questa formula: quanto c'è da gaudagnare da tegami o fischietti? dunque, pur ammettendo che ques'arte ha una premessa nell'artiginato (inteso proprio come lavoro di settore secondario), ma che forse è impossibile pensarla oggi ancora tale, tanto vale erudirla, ripensarla come arte scultoria, nn seriale, darle un linguaggio nuovo che le permetta di sopravvivere...
 
 
#2 dolores 2011-01-05 20:36
come fda anch'io faccio i miei complimenti a vito moccia ma da lui mi piacerebbe sapere quali sono le difficoltà che si incontrano nel trasmettere alle nuove generazioni la passione nel lavorare la creta? e inoltre quali potrebbero essere le soluzioni per rilanciare e dare nuovo slancio ai fischietti in terracotta visto che comunque se il prodotto viene pubblicizzato (come nel suo caso) riscuote grande successo? perchè la vostra categoria non si è mobilitata affinchè la fiera del fischietto come già da noi utenti suggerito non è stata inserita nel programma estivo? e ancora visto che per voi il fischietto è anche fonte di sostentamento cosa si è fatto per farlo conoscere non solo a livello locale ma anche a livello nazionale a parte la fiera del fischietto? perchè non ha proposto alla nostra classe dirigente manifestazioni mostre in più periodi dell'anno che valorizzassero e promuovessero di più il prodotto o se ciò è stato fatto quali ostacoli ha trovato? non si è mai pensato a certificare il fischietto? le chiedo scusa se l'ho tempestata di domande ma è davvero un peccato che questo mestiere come lei dice vada in via di estinzione solo perchè ci si rassegna o non lo si può tramandare....secondo il mio modesto parere credo invece che vi sia scarsa volontà da parte vostra all'unione allo spirito di aggregazione e alla stessa riorganizzazione del settore per salvaguardare e tutelare la tipicità e la tradizionalità del "fischietto in terracotta".....saluti
 
 
#1 FDA 2011-01-05 17:13
Complimenti!!!! Vito, leggendo l'intervista mi sono sentito orgoglioso di far parte della comunità Rutiglianese, innanzitutto per il tuo successo, poi perchè tu hai anteposto ai tuoi interessi, quelli della categoria dei figuli che va scomparendo a Rutigliano, e del fischietto che non deve essere solo il 17 gennaio ma sempre, potevi egoisticamente pensare solo per te e a quello che questo successo porta anche alle tue tasche invece :
quello che tu dici: " vado fiero non solo per mio conto, bensì perché finalmente è in vetrina il fischietto in terracotta di Rutigliano”. ti fa onore e fa onore a chiunque valorizza la categoria ed il paese. By
 

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