Il liceo di Rutigliano ha deciso di oltrepassare le “colonne d’Ercole” e di addentrarsi tra i meandri della tecnologia con una insolita videochiamata Skype.
L’occasione per mettere cuffie e microfono e collegarsi con Messina è l’incontro, seppur virtuale, con Giovanni Merenda, autore del libro “Il ritorno del diavolo” proposto agli alunni ma non apprezzato da tutti.
Il giallo “Non è avvincente né mozzafiato” secondo alcuni lettori, che però riconoscono la qualità dello scritto.
Il professor Merenda è uno scrittore riconosciuto e un artista stimato anche per le sue opere pittoriche. Ciò nonostante, al carisma accennato dalle poche battute oltremare sarebbe stato meglio un raffronto dal vivo.
L’impegno c’è stato, dalla professoressa Angela Difino referente del progetto, alla professoressa Giovanna Petrosino che ha stimolato gli alunni delle classi 1^ E, 2^ G, 3^ B non solo nella lettura, ma anche nella rappresentazione scenica della verosimile ispirazione dell’autore per questa storia.
Purtroppo il lavoro è stato sminuito dall’incompatibilità tra tecnologia e dialoghi fra esseri umani che non rende giustizia ai principi de “A scuola con l’autore”.
La causa di tale disagio è il malore che ha incontrato il professore e che lo ha costretto a posticipare il virtual meeting dal 19 gennaio al 9 febbraio, e comunque da una camera di ospedale. Davvero una triste faccenda che ha lasciato i presenti all’evento con l’amaro in bocca per la scarsa comunicabilità con l’autore.
Ma non rammarichiamoci per questo episodio, anche perché è stato il primo tentativo di tecnologizzazione più spinto nella storia del liceo.
Forse l’unico imbarazzo è verso i ragazzini delle scuole medie dei paesi limitrofi che hanno assistito a questo scenario non gratificante per un istituto intraprendente come l’ “Ilaria Alpi”.
Ma i conti vengono pareggiati quando il consueto premio per i liceali con la migliore recensione viene assegnato anche ad una studentessa di seconda media, che offre una improbabile critica al libro parlando di “dicotomia” e citando Platone. Una terminologia che non credo sia consona ad una dozzina di anni di vita, a meno che non siamo al cospetto di una enfant prodige . E avrei preferito comunque la freschezza dei pensieri della gioventù.
"A dodici anni dipingevo già come Raffaello, ma ho impiegato tutta la vita per imparare a dipingere come un bambino" - Pablo Picasso.
Passo e chiudo.
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