Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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A SCUOLA CON “IL MINOTAURO CIECO”

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Tutti noi conosciamo l’antica leggenda del Minotauro, ma pochi di noi conoscono il “Minotauro Cieco”, quella bestia metà uomo – metà toro che, in una delle incisioni di Pablo Picasso, si spoglia della violenza, della forza bruta, per mendicare aiuto e divenire, così, fragile. A soccorrerlo è una bambina, che in una notte stellata lo guida lungo un sentiero che, probabilmente, ella stessa ignora.

 

Non c’ immagine migliore per spiegare, al cospetto di bambini curiosi ed interessati, la volontà di riscatto, il bisogno di ricominciare provato dall’intera umanità dopo la grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

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Il Minotauro Cieco” è, infatti, il titolo scelto da Francesca Romana Mormile per il suo primo romanzo, presentato lo scorso 11 febbraio alle classi quinte del 2° Circolo Didattico Aldo Moro.

 

L’incontro conclude il calendario di appuntamenti organizzati dalla scuola in occasione della “Settimana della Memoria” e ha visto gli alunni particolarmente partecipi. L’autrice stessa ha, d’altra parte, stimolato i piccoli studenti a porle domande serenamente e in totale libertà.

Ebbene, così è stato.

Attraverso i numerosi quesiti dei bambini – tutt’altro che banali -  l’autrice (insegnante di origini pugliesi) ha potuto raccontare le emozioni e gli intenti che l’hanno condotta alla stesura del libro: “Non ho personalmente vissuto il dramma dell’Olocausto, per questo motivo ne racconto le brutture in punta di piedi, nel rispetto delle vittime e convinta della necessità di trasformare il dolore in forza”.

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Nonostante questa distanza, gli alunni hanno prontamente individuato elementi squisitamente biografici nel ritratto di alcuni personaggi: vivido è, ad esempio, il ricordo della figura del nonno (personaggio chiave nella vicenda della protagonista Ninnì), un vero gentiluomo del Sud, uomo di cultura e creatore di favole.

 

Orfana di entrambi i genitori, deportati in un campo di concentramento, la piccola Ninnì intraprende un viaggio alla scoperta di sé stessa, di un mondo che non è solo violenza e in cui, grazie al magico rapporto con il nonno, si accorge di poter sopravvivere unicamente affrontando il dolore e superando le proprie paure.

Tutto il libro è pervaso da un profondo senso di fiducia; per questo alla domanda “Quale messaggio vuole lanciare ai lettori del suo libro?”, Francesca Romana Mormile non può che rispondere: “Che domani è un altro giorno e bisogna andare avanti nonostante le difficoltà”.

Il Minotauro Cieco” racconta, quindi, una storia di dolore e di speranza, che i giovani scolari hanno dimostrato di apprezzare per la sua semplicità.

Eppure trovare un senso alla più grande tragedia del secolo scorso è, ancora oggi, tutt’altro che semplice: ai soldati del Führer che, guardando il quadro di Guernica, chiesero "Avete fatto voi questo orrore, maestro?" Picasso rispose "No, è opera vostra”.

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