Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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LELLO ESPOSITO: “ARTISTA DI CULTO”

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Nuovo appuntamento con l’arte per il Rotary Club “Rutigliano e Terre dell’Uva” che ieri ha ospitato, presso l’Agriturismo “Lama San Giorgio”, il noto artista napoletano Lello Esposito.

Dopo i dovuti ringraziamenti e la commossa presentazione dell’architetto Nicola Lioce, segretario del Rotary rutiglianese, particolarmente legato all’artista, la parola è passata al pittore- scultore che ha contribuito a diffondere la tradizione napoletana – e più in generale italiana – nel mondo.

Lello Esposito, infatti, vive ed opera spostandosi tra Napoli e New York, senza mai rinnegare le proprie radici e, anzi, riconoscendo al suo difficile percorso un’importanza fondamentale nel raggiungimento del successo di cui attualmente gode (successo testimoniato dall’invito ad esporre le proprie opere alla prossima Biennale di Venezia).

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In un quasi intimo colloquio con il suo pubblico, l’artista ha ricordato le sue origini, la sua perseveranza, la sua formazione da autodidatta e, soprattutto, la nascita di quel profondo stimolo creativo che non lo avrebbe mai più abbandonato: l’incontro con un burattinaio.

 

Mi fermai a guardare il burattinaio e gli chiesi di mostrarmi una delle sue marionette. Mi mostrò Pulcinella e da quel momento capii che avrei fatto dell’arte il mio mestiere”.

E in effetti è proprio da Pulcinella che ha inizio la carriera di Lello Esposito, intensamente attaccato alla sua terra, tanto da raffigurarne i simboli in maniera fedele eppure originale, coniugando tradizione ed innovazione, storia e sperimentalismo.

Tra le definizioni di sé stesso che più preferisce, vi è quella di “artista di culto”, laddove per “culto” si intende esattamente l’immaginario culturale che emerge e prende forma prevalentemente in sculture, installazioni bronzee o in alluminio, tele di grandi dimensioni.

Identità e Metamorfosi sono i termini chiave per comprendere l’arte di Lello, capace di “uccidere Pulcinella”, per sottrarlo all’immobilismo sterile della memoria storica e donargli nuova vita, fuori dai confini partenopei e nazionali, ma dentro le cangianti prospettive del mondo.

Perché è vero che il volto di Pulcinella è nascosto da una maschera, però dietro la maschera ci sono degli occhi: i nostri occhi, gli occhi di Lello, gli occhi del Vesuvio.

 

 

 

 

 

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