Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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SATIRICAMENTE “PAZZI PER L’ITALIA”

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Si può parlare di storia senza necessariamente assumere quell’espressione seria e contrita che disperde l’interesse ed attira la noia?

Si può insegnare la storia senza necessariamente ricorrere ai corposi volumi storiografici che appesantiscono gli zaini degli studenti?

La risposta è sì, se si considera un’opera come quella presentata ieri presso la Biblioteca Comunale di Rutigliano, in occasione del secondo incontro organizzato dal Presidio del Libro, in collaborazione con l’Associazione PRO LOCO, l’Associazione Menti a Piede Libero e il sostegno dell’amministrazione comunale.

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Parliamo di “Pazzi per l’Italia”, opera scritta dal viceprefetto Donato Giovanni Cafagna, pubblicata dalla casa editrice barese Progedit ed arricchita dalle illustrazioni del vignettista Marino Di Tanno.

 

Come ha spiegato in apertura di serata la responsabile del Presidio del Libro rutiglianese Paola Borracci, il testo (a metà strada tra un romanzo breve e un canovaccio teatrale) si inserisce perfettamente nel progetto tematico che il presidio stesso ha scelto di realizzare sul nostro territorio: la satira.

E in effetti “Pazzi per l’Italia” offre un ritratto satiricamente interessante dell’Italia di ieri e di oggi, in un momento particolare quale quello della commemorazione della nostra unificazione, avvenuta, come tutti sappiamo, 150 anni fa.

A tal proposito, l’editore Gino Dato ha specificato che la decisione di pubblicare il testo di Cafagna è nata dal desiderio di soddisfare due esigenze precise: la prima di affrontare il tema dell’Unità d’Italia in maniera ironica; la seconda, non disgiunta dalla prima, di permettere ai ragazzi e alle scuole di avvicinarsi alla storia (e di comprenderla) con curiosità ed entusiasmo.

Obiettivi pienamente raggiunti a detta del pubblico intervenuto (sfortunatamente poco numeroso a causa di alcune circostanze che hanno sfavorito la partecipazione), colpito e divertito dalla magistrale interpretazione che Lino De Venuto ha dato alle parole dello scrittore.

Ma veniamo all’opera. Una seduta spiritica richiama le defunte anime di quattro storici protagonisti della storia italiana: Aldo Moro, Benito Mussolini, Benedetto Croce e Giuseppe Garibaldi, personaggi chiaramente antitetici attorno a cui si sviluppano gli intrecci.

I quattro  intraprendono, infatti, singolari dialoghi con altrettante figure tratte dal mondo contemporaneo, sotto la vigile direzione di quello che può essere definito il “mediatore del talk-show”, nonché alterego dell’autore stesso: Donca.

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E’ così che Garibaldi, morto per unire l’Italia, si trova a discutere con l’onorevole che l’Italia la s-lega; il Duce è costretto a confrontarsi con chi, per certi versi, gli assomiglia: per la sua capacità di raccogliere consensi, di sfruttare i mezzi di comunicazione e, ovviamente, per la sua passione nei confronti delle donne (a voi decifrare il riferimento!); la laicità di Moro si oppone alla fede cristiana di Papa Ratzinger ed infine Benedetto Croce discute con l’attuale Capo dello Stato nel ricordo  dell’Assemblea Costituente e, quindi, richiamando l’attenzione sul tema, particolarmente sentito, del rinnovamento della Costituzione.

Un viaggio nella Storia, dunque, pensato con sapiente umorismo, con spirito critico e con la consapevolezza di chi, aiutato anche dal suo ruolo istituzionale, riconosce all’Italia grandi meriti e grandi responsabilità. Passato e presente si intrecciano continuamente: la sfida è saper guardare a ieri con lo sguardo di oggi e ad oggi con lo sguardo di ieri, senza cedere alle banalizzazioni e agli stereotipi a cui da tempo ci siamo abituati.

D’altro canto, “cosa sarebbe successo se i dialoghi tra la Contessa di Castiglione, Napoleone III e Cavour fossero stati intercettati?”.

 

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