Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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IL RICORDO DI ALDO MORO: SUA FIGLIA RACCONTA

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Questa mattina, presso l’auditorium dell’I.T.C.S. “E. Montale”, Agnese Moro, figlia dello statista democristiano Aldo Moro, ha incontrato gli studenti di Rutigliano, dai quali è stata calorosamente accolta.

 

All’evento hanno preso parte, insieme agli allievi e ai dirigenti degli istituti scolastici, il giudice del Tribunale di Bari Giovanni Battista e il sindaco Roberto Romagno, intervenuti per condividere con la giovane platea la propria personale esperienza nel ricordo di Aldo Moro.

Un ricordo che, passando attraverso la tragica vicenda del rapimento e dell’uccisione del politico pugliese firmata dalle Brigate Rosse nel 1978, ha permesso alla prof.ssa Agnese Moro di dipingere il ritratto di un uomo impegnato, fiducioso nelle grandi capacità dei giovani, convinto che la giustizia fosse la vera meta del cammino degli uomini, consapevole delle difficoltà eppure sempre pronto a superarle.

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Attraverso testimonianze semplici ed appassionate, i ragazzi hanno imparato a conoscere il valore di un padre, di un professore, di un carismatico rappresentante istituzionale che ha vissuto (ed è morto) alla luce dei propri principi, perché profondamente innamorato dell’uomo, della Patria, della libertà.

 

Il giudice Giovanni Battista ha ricordato Aldo Moro come colui che «ha dedicato la sua vita alla pacificazione e all’unificazione degli italiani»; il sindaco Roberto Romagno come colui che ha ispirato la sua azione politica sin dai primi passi.

Agnese Moro ha, infine, risposto alle domande degli studenti, invitandoli a non demordere, a cercare nella quotidianità i modelli a cui ispirarsi, a coltivare le proprie passioni, a costruire il presente con lo sguardo proiettato verso il futuro.

La speranza è che l’invito venga raccolto, perché come diceva suo padre, “senza i giovani non c’è domani”.

Commenti 

 
#1 lastoriasiamonoi 2011-06-02 15:57
Testo della canzone Io se fossi dio di Giorgio Gaber dall'album Io se fossi dio

cOPIO Alcuni passaggi meritevoli di riflessioni...

Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia. Io come Dio, non è che non ne ho voglia io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili ma come uomo come sono e fui ho parlato di noi, comuni mortali quegli altri non li capisco mi spavento, non mi sembrano uguali. Di loro posso dire solamente che dalle masse sono riusciti ad ottenere lo stupido pietismo per il carabiniere di loro posso dire solamente che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente. Io come uomo posso dire solo ciò che sento cioè solo l’immagine del grande smarrimento.
Ma io se fossi Dio non mi farei fregare da questo sgomento e nei confronti dei politicanti sarei severo come all’inizio perché a Dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiar giudizio. E se al mio Dio che ancora si accalora gli fa rabbia chi spara gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque se gli ha sparato un brigatista diventa l’unico statista.
Io se fossi Dio quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana. Io se fossi Dio un Dio incosciente, enormemente saggio c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era.

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