Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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“A GELOSÈ” TRA RUTIGLIANESI E NOJANI: LO SPETTACOLO

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Il conflitto è ancestrale: “tigneus” e “uauein” da sempre in contrasto da una sponda all’altra del territorio di Azetium.

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Gli insulti sono gratuiti ed ognuno rivendica le proprie origini, solitamente appellandosi alla “fetta di mortadella” barattato con la chiesa di Sant’Antonio, o al classico “pugno di chiaconi” per la chiesa di San Lorenzo.

 

La disputa è celebre anche nei paesi limitrofi, ma le “voci di paese” hanno il sapore delle leggende metropolitane, e seppur evidenti dalle battutine e dagli sguardi di sfida che i rutiglianesi e i nojani non si risparmiano neanche tra parenti, servirebbe una prova concreta che sfati il mito di questa illogica e gretta rivalità, oppure una evidente testimonianza che possa condannare gli uni e scagionare gli altri affinchè gli animi vengano messi a tacere per sempre.

L’associazione nojana “Amici del teatro” ha furbescamente fatto di questa faccenda un’ opera teatrale, presentandola anche in territorio “nemico”; ma apprezzando l’ironia del pensiero, le porte dell’ ITC rutiglianese sono state spalancate a questo spettacolo curioso.

La regista è Rita Tagarelli, che ha scelto per presentare questa storia il titolo “A Gelosè”, per rimarcare il concetto del sentimento che devia gli umani verso comportamenti insensati e inutili per questioni che viste dall’esterno sembrano ridicole.

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Gli attori sono nojani dialettofoni e abbracciano una larga fascia di età, dai bambini agli adulti già negli “anta”. Senza il magone di uno stipendio, il loro unico intento “è quello di diffondere la cultura popolare e di recuperare in ogni sua forma il patrimonio storico e glottologico del paese, oltre all’impegno di sostenere con le proprie prestazioni i bisogni della comunità”. Infatti, il ricavato della serata rutiglianese è stato devoluto in beneficienza al gruppo dell’ UNITALSI.

 

La serietà del lavoro di volontariato si è unita alla vivacità dell’arte drammatica, e l’atmosfera è stata il più grande successo della serata.

Un libretto da consegnare agli spettatori sarebbe stato l’ideale per permettere ai forestieri di comprendere meglio la trama, nonostante l’interpretazione dei personaggi fosse molto naturale ed esplicita.

I protagonisti si sono calati nella parte con una confidenza estrema con il palcoscenico, questo forse perché recitavano la consuetudine.

La Festa del Fischietto è uno dei pretesti per il litigio tra moglie e marito, entrambi purosangue nojani, e il cognato rutiglianese, con cui si intrecciano giovani intrighi amorosi ed equivoci che sfiorano il delitto passionale.

Il finale è moralizzatore ma troppo simpatico da sembrare fintamente retorico.

Commenti 

 
#1 Eustachio 2011-06-04 14:51
Buon pezzo e pieno merito all’associazione teatrale per l’ottima interpretazione, ma prima di ogni sottolineatura vanno accesi maggiori riflettori per il reale scopo della serata, che mirava alla raccolta di fondi benefici per quella gente diversamente abile e meno fortunata di noi.
Grande plauso va segnalato ai volontari dell’associazione UNITALSI, che settimanalmente con spirito d’amore fraterno e ricco d’altruismo, dedicano parte del loro tempo ai disabili.
Senza il cuore e la passione dei suddetti volontari non sarebbe stata possibile la realizzazione della meravigliosa serata, cui unico scopo era il sostegno alle attività di gente bisognosa, a cui vanno gli unici, forti e veri applausi.
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