
[…]Ma odo/parole più nuove/che parlano gocciole e foglie/lontane[…]
Non siate superstiziosi per “La pioggia nel pineto” e godetevi questi versi dannunziani come tributo al quadretto agreste del concorso musicale “Suoni a piede libero” – certamente ispirato al nome dell’associazione “Menti a piede libero” che ha promosso l’evento. In association with Extrablatt Cafè, Officine ufo, CanaPuglia, Odessa Recording Studio, Indiepercui 103.7 FM, Web Radio Ondattiva. E a farcire l’iniziativa è in corso anche una lotteria di autofinanziamento con in palio premi green in linea con la loro mission. Fidiamoci della musica.
Ieri sera le prime band in gara hanno scaldato le armature suonanti tra i pini, scenario carinamente allestito per l’occasione, un po’ hippy, un po’ rock.
I Bohemiens si sono lanciati per primi, non nel canalone, ma giusto a ridosso, per un’atmosfera più underground dal fascino misterioso: forse era anche quello che cercavano. Più freschi e spensierati, hanno cantato modestamente di una giovinezza simpatica. Anche se, per l’atteggiamento quasi lusinghiero nei confronti del pubblico, mi sarei aspettata un finale alla Mark Sandman che sputa: “Grazie Rutigliano. È una serata bellissima, è bello stare qui e voglio dedicarvi una canzone super-sexy”. Evitando lo storico tragico seguito della storia.
I Mari di Ossian hanno ricevuto un largo consenso da parte del pubblico. Sono raffinati, e intelligentemente sanno sfruttare il loro rimario e le note più particolari.
Imprevedibili, hanno conquistato le menti più ingorde. A qualche spettatore hanno ricordato Benigni. E sono piaciuti.
Altro giro, altra corsa. Altra Linea. Direi una linea vorticosa per il loro rock. La voce del cantante assomiglia a quella di Francesco Sarcina delle Vibrazioni. E non dispiace affatto. Non è una cover band perciò non è una imitazione forzata. È solo una personale ricordanza, molto gradita.
L’emorragia della prima serata è stata questa.
SECONDA NOTTE DI METà CONTEST
Per quest’oggi non cambiare, stesso posto, stesso cantare.
Proprio lo stesso no, perché le band si sono rinnovate e l’ambiante sembrava un po’ più grunge.
Forse merito degli OverCaos, più incazzati di tutti. Il cantante “grattava” la chitarra come se volesse fargli uscire il suono più forte possibile. Belli tosti, erano anche sicuri del loro posto quando si sono esibiti. Si notava che avessero più esperienza anche dalla tranquillità con cui interloquivano con il pubblico o con la quale chiedevano qualcosa da bere. E si concedevano anche di più alle emozioni, con monologhi cantati molto espressivi.
A tratti sembrava di rivedere Rino Gaetano con quelle faccende dei non sensi e quella mimica facciale con i capelli sugli occhi. Perfetti per chi richiedeva qualcosa di più “forte”.
Hanno inoltre la caratteristica della componente femminile.
Ma non l’esclusiva.
Gli Spasmi hanno la voce protagonista tutta donna. Una bella rivelazione. All’apparenza i componenti del gruppo sembrano eterogenei tra loro, ma insieme funzionano abbastanza. Sono solo un po’ “statici”.
I pezzi sono orecchiabili, benché abbiano eseguito brano tutti diversi tra loro e quindi il rischio di dividere il pubblico era maggiore, ma l’hanno corso benissimo.
Avrebbero gareggiato anche con gli Aebrexa, che a causa di un imprevisto non hanno potuto partecipare alla serata.
Magari potremo ascoltarli stasera in coda alle ultime tre band, e magari è anche un’occasione per rigenerare i nostri iPod di musica alternativa e ancora tutta da scoprire.
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Commenti
Mi dispiace se sei offeso/a da grande fan della buona musica dall' accostamento indegno tra Mark Sandman e I Bohemiens. Sicuramente è una svista dell' autrice della recensione, alla quale rivolgo un paio di consigli: numero uno, si dice che la lettura dei classici aiuti a migliorare il proprio stile di scrittura, ti consiglio di leggerne un pò perchè il linguaggio che hai usato lascia molto a desiderare. Numero due: ascolta tanta musica, tanta tanta tanta. Do ragione a Laiconzatalinzalata per il pessimo accostamento in quanto anche un bambino riuscirebbe a capire l' abissale differenza stilistica tra i due tipi di artisti.
Un Fan del gruppetto Post-Parrocchiale (I Bohemiens)
Come offendere la memoria di grandi artisti...Accostare un gruppetto post-parrocchiale, Rutigliano e i Morphine è scandaloso