Mercoledì 23 Maggio 2012
   
Text Size

DON QUIXOTE DI ORSON WELLES

DonChisciotte_-_Copia

DonChisciotte

Il più celebre dei grandi film incompiuti

a Palazzo San Domenico per la mostra

“Don Chisciotte: dalla parte del torto”

di Vito Moccia

 

Nell’ambito della mostra allestita nel chiostro di Palazzo San Domenico, “Don Chisciotte: dalla parte del torto”, acquerelli, sculture, olii e disegni di Vito Moccia, sarà proiettato Giovedì 20 Ottobre alle ore 18,30 (ingresso libero) il più celebre dei grandi film incompiuti: il Don Quixote che Orson Welles non riuscì a completare in 14 anni, faticosamente ricostruito e montato da Jess Franco, suo collaboratore, che regalò al mondo la possibilità di poter ammirare il capolavoro del genio di Welles.

 

Le riprese iniziarono nel 1964 con pochissimi mezzi e con pochi attori, tra cui anche Welles nel ruolo di se stesso, che improvvisavano sul set. Welles spiegò ai giornalisti: «Potrei inventare una ragione estetica secondo la quale un film deve essere girato in questa maniera e dire che non c’è altro modo di fare un film. Ma la vera ragione è che sapevo che certi capolavori del muto erano stati realizzati così. Ero sicuro che questa storia sarebbe stata più fresca e interessante se avessi davvero improvvisato. È evidente che bisogna avere una fiducia assoluta negli attori (Francisco Reiguera, Akim Tamiroff, Patty McCormack e lo stesso Welles): si tratta di un metodo di lavoro molto particolare, pressoché impraticabile nei film commerciali». Girato in Messico e in Spagna Don Quixote avrebbe dovuto avere una durata limitata tra i 75 e gli 80 minuti. Ma è stato così poco commerciale da finire in quel grande limbo dei progetti inconclusi che caratterizza buona parte del lavoro registico di Welles. Anni dopo, con le riprese non ancora ultimate, Welles dichiarò alla stampa: «È veramente un film difficile. Devo dire anche che è molto lungo; quello che devo ancora girare non servirà a completare il metraggio: con il materiale esistente potrei montare tre film. Nella sua prima forma il film era troppo commerciale; era stato concepito per la televisione e ho dovuto cambiare certe cose per farlo più consistente. La cosa curiosa è che è stato girato con un’equipe di sei persone. Mia moglie (…) era la script-girl, l’autista piazzava le lampade, io dirigevo, facevo le luci e l’operatore in seconda. Solo attraverso la cinepresa si può avere l’occhio a tutto».

 

La mostra sarà aperta al pubblico, con ingresso libero, fino a Domenica 23 Ottobre.

Commenti 

 
#2 perumassi 2011-10-20 06:02
Nel 1958 Orson girò molte scene a Bracciano, lo ricordo perfettamente mentre girava nel centro storico, al Castello, al Comune e nella campagna: c'è persino ripreso un graffito sul muro da me fatto a tredici anni, ed era il 1958! Orson amava particolarmente il castello ed il paese, "Orsini=Orson" diceva. Nel 47 vi aveva già girato Cagliostro (Blak Magik): aggiorniamoci con le informazioni!
Segnala all'amministratore
 
 
#1 Gennarino 2011-10-19 15:40
Grazie Maestro Moccia per il suo impegno e di aver riportato la CULTURA a Rutigliano..
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI