Mercoledì 23 Maggio 2012
   
Text Size

PERCHÉ DI IMPARARE NON SI SMETTE MAI

lute - inaugurazione

Inaugurato il XVI anno accademico della libera università della terza età a Rutigliano

 

Bisogna continuare ad imparare finché si ignora qualcosa, o forse, meglio, finchè si vive” (Seneca, Lettera a Lucilio II). Parlava così un grande drammaturgo latino e le sue parole trovano riscontro ancora oggi nella grande affluenza di giovani e meno giovani, che ha visto l’aula magna della Scuola Elementare “G. Settanni” di Rutigliano, per la cerimonia d’inaugurazione del XVI Anno Accademico della Lute (Libera Università della Terza Età) intitolata a “Lia Damato”.

La riapertura di un nuovo anno accademico è sempre un momento emozionante, quest’anno l’emozione letta sul viso dei partecipanti, assume connotati più ampi grazie al ritorno di una Damato a guidare l’Università. E’ avvenuto, infatti, il passaggio di consegne tra la Presidente uscente, Alessandra De Salvia e la nuova Presidente della “Lute”, Marisa Damato, sorella della fondatrice.

“La nostra università – esordisce Gianni Capotorto, vice Presidente “Lute” – è cresciuta qualitativamente e quantitativamente è un’università viva, che guarda con spirito fiducioso al domani”.

Tema dell’incontro e filo conduttore poi, del nuovo anno accademico, è un’ argomento tanto forte quanto centrale per una società democratica come la nostra, ovvero: “Noi e gli altri, dalla Cultura alle Culture”.

E chi meglio di Don Delphen Mutanga, parroco della Parrocchia Maria SS. Addolorata, intervenuto alla manifestazione e proveniente da una cultura diversa dalla nostra, può sottolineare come “Il passaggio dalla cultura alle culture, deve avvenire innanzitutto con il passaggio dall’io al noi, in un incontro-scontro, che deve sfociare in un abbraccio. Dialogo, accoglienza integrazione, devono essere un programma di vita, che sfortunatamente a volte è limitato dal pregiudizio, un limite nel conoscere l’altro”.

Ma è proprio l’integrazione la parola chiave che lega tutti gli “alunni” di questa scuola un po’ speciale, dove le differenze, a partire da quelle dell’età, scompaiono, lasciando il posto a mamme, papà, nonni e zii che hanno ancora voglia di imparare e mettersi in gioco.

Grazie soprattutto all’aiuto di docenti che con professionalità mettono a disposizione, gratuitamente, il loro sapere. I molteplici corsi si ispirano ad una crescita individuale e comunitaria della persona, spaziando da lezioni di teologia a quelle di scrittura creativa, passando per giornalismo, narrativa, lingue straniere, neuropsichiatria, informatica, fisioterapia, joga, balli di coppia e di gruppo. Senza dimenticare corsi volti al recupero di storia e tradizioni del territorio come quello di ricamo. Alcune novità introdotte quest’anno, sono rappresentate dai corsi di filosofia etica e cineforum, con la proiezione e discussione di film a tema, mentre un corso pluridecennale, è quello di pittura, che ha avuto il pregio di scoprire veri e propri talenti artistici nascosti. Oltre al rinomato corso teatrale, che vede i partecipanti, impegnati in vere e proprie rappresentazioni molto richieste anche in paesi limitrofi.

Attività che sembrano un passatempo, in realtà allenano la memoria e le capacità di coordinamento psicofisico. Senza dimenticare che la “Lute” non è una scuola formata da docenti e alunni, ma una grande famiglia in cui ciascuno mette il cuore nel tendere la mano.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI