Domenica 19 Settembre 2021
   
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Concerto della Banda “Citta di Rutigliano” in occasione della Fiera del Fischietto. Una nuova avventura per il Maestro Gregucci.

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Piazza XX Settembre, ore 11.00. Un silenzio di attesa, poi la bacchetta tocca il leggio, le mani del Maestro si alzano e la musica parte, lascia gli strumenti, si diffonde nelle strade e nelle piazze, nei vicoli, nelle abitazioni, nei bar. In una danza ordinata contro il vento, come tanti nastri invisibili che solfeggiano nell’aria, le mani dei musicisti la accarezzano delicatamente, ogni respiro le appartiene, è lei la protagonista del momento, la padrona indiscussa di un paese in festa. Gli anziani si radunano intorno alle sedie, disposte ad anfiteatro, qualcuno chiude gli occhi e canticchia piano la sinfonia, quasi come fosse lui il maestro. Ed è così che la Banda "Città di Rutigliano" apre la sua stagione artistica, la 138° dalla sua fondazione avvenuta nel 1877, con un concerto mattutino e la direzione del neo maestro Giuseppe Gregucci. Con l’occasione si è voluto anche rendere omaggio al grande maestro Claudio Abbado, recentemente scomparso, che ha speso tutta la sua vita per la musica e nell’interesse verso i giovani, in un momento storico di crisi anche per questa arte. Incontriamo il nuovo Maestro, attualmente parte del Corpo Musicale della Marina Militare Italiana, un curriculum di tutto rispetto; è un uomo cordiale, sorridente, riservato: “In occasione della Festa del Fischietto, come di consuetudine la Banda di Rutigliano si esibisce in piazza con un programma di musica lirica, sinfonica e anche qualcosa di moderno. È doveroso rivolgere questa mattina un ricordo al maestro Abbadio, che in questi giorni ci ha lasciato, ha lasciato il mondo della musica. Dobbiamo rendergli omaggio con questo concerto e in particolar modo con la Sinfonia della Forza del Destino, che forse più si addice al momento. […] È il mio primo anno qui a Rutigliano, stiamo lavorando affinché la stagione vada nel migliore dei modi. Abbiamo fatto già l’inaugurazione qui in occasione di Santa Cecilia, oggi siamo ritornati a Rutigliano e già a marzo dovremmo iniziare la nostra stagione”. Alla domanda “Cosa è per Lei la musica?“ risponde ”La musica è parte della mia famiglia”. È il Coordinatore artistico Viktor Ottolino a darci delucidazioni più concrete riguardo la situazione delle bande in genere e di quanto sia difficile oggigiorno portare avanti questa tradizione. “Bandisticamente sono nato qui con la Banda di Rutigliano nel 2000/2001, quindi mi sento legato a Rutigliano e conosco bene l’attaccamento della città alle tradizioni e in particolar modo alla tradizione bandistica, che l’associazione Circolo “Amici A.N.B.I.M.A.”, presieduta dal presidente Franco Diomede, continua da oltre un ventennio a sostenere. Una banda da giro, infatti, comporta, al di là del lato artistico, tutta una serie di spese, di gestione. Per fortuna il circolo cittadino e l’Amministrazione Comunale cercano sempre di essere vicini a questa realtà. E questa vicinanza è, a maggior ragione, un incoraggiamento ulteriore a dare il massimo, perché ci si sente sostenuti. Noi non suoniamo negli ambienti ovattati dei teatri, dobbiamo rapportarci al nostro uditorio, che è il popolo, quindi dobbiamo essere al passo con i tempi, per avere un pubblico sempre pronto e attento, giovane, dobbiamo spaziare con i repertori al di là delle pagine classiche, liriche, sinfoniche. È questo che ci contraddistingue: le riduzioni per banda sono affiancate a delle riduzioni di pagine di musica leggera, per accostare anche i giovani a questa antica, nobile tradizione della banda, che cerca sempre di essere a passo con i tempi. La banda per noi è un accanimento terapeutico alla crisi del momento, perché purtroppo è un ambiente lasciato alla deriva da decenni, è una tradizione che invece andrebbe tutelata, a cui gli Enti Pubblici dovrebbero sicuramente rivolgere maggiore attenzione, in quanto patrimonio culturale, perché la banda è sicuramente un unicum, non solo della Regione Puglia, ma di tutto il Centro Sud Italia, è una nostra peculiarità che andrebbe tutelata nell’interesse non solo di tramandarla, ma soprattutto di farla sopravvivere, perché, è proprio il caso di utilizzare questo termine, parliamo di uno stato comatoso con il fiato della sopravvivenza sul collo. Per fortuna qualcosa viene portato avanti dalla grande passione che accomuna sia questi comitati “pro banda”, sia queste poche Amministrazioni Comunali ancora storicamente legate e sensibili alla causa. Noi cerchiamo di mettercela sempre tutta e cerchiamo di lasciare sempre positivamente e in maniera meritocratica il segno, ed è questa l’unica arma che ci rimane per poter degnamente fare il nostro, lo definisco tale, mestiere”.


 

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