Domenica 19 Settembre 2021
   
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40 anni di Archeoclub a Rutigliano

Nicola Valenzano e Peppino Sorino

 

In occasione del 40esimo anno associativo, l’Archeoclub di Rutigliano ha regalato alla cittadinanza un’imperdibile catena d’eventi.

In un congresso speciale, presso la Sala Congressi della Biblioteca Comunale, l’Archeoclub ha rivissuto insieme agli affezionati soci, estimatori e curiosi, i quarant’anni di attività assidua sul territorio.

Il moderatore, il giornalista Gianni Capotorto, ha presentato gli ospiti dell’incontro: Peppino Sorino, presidente dell’Archeoclub Rutigliano; Prof. Nicola Valenzano, vicepresidente della sezione rutiglianese; Dott. Letterio Munafò, vicepresidente Nazionale S.I.P.B.C.; Dott. Diego De Ceglia; Walter Scottucci, vicepresidente Archeoclub Italia; Carlo Amodio, dal Consiglio d’amministrazione del GAL Seb.

Ad introdurre i festeggiamenti per i 40 anni di Archeoclub, l’assessore Ancona, delegata ai servizi sociali, tesse le lodi della longeva associazione ringraziando i soci per il servizio svolto alla comunità e al territorio.

L’incontro si apre con un discorso introduttivo di Peppino Sorino, il cui nome è indissolubilmente legato a quello dell’Archeoclub. Il professore Sorino provvede a fornire una rapida infarinatura generale a proposito di quelle che sono state le maggiori scoperte archeologiche degli ultimi quarant’anni sul territorio rutiglianese. i racconti di Peppino Sorino  sono espressi con innegabile enfasi, la stessa enfasi di chi parla attingendo gli argomenti dal pozzo della propria memoria, incrociando scoperte archeologiche archiviate ai profili psicologici dei personaggi che hanno riportato alla luce tutti quei reperti, fino ad intrattenere gli ascoltatori con amichevoli aneddoti come quelli sulla leggendaria 128 blu, mezzo protagonista di moltissime scoperte nella rutigliano rurale. L’intervento di Peppino Sorino si chiude con una massima che riassume a pieno il suo discorso: “Il futuro di una società poggia sulla memoria”.

Il microfono e l’attenzione del pubblico viene deviata sul vicepresidente dell’Archeoclub di Rutigliano, Nicola Valenzano. Il Professor Valenzano incentra il proprio intervento sulla storia dell’associazione e sugli scopi che questa si era prefissa. L’Archeoclub di Rutigliano si è formato nel 1973, nonostante l’idea ed il desiderio di formare questo gruppo fosse già vivo e fervente sin dagli anni ’60. Tra gli obiettivi che l’Archeoclub si è prefissato, l’associazione si è impegnata e si impeggna tutt’ora nel preservare i beni culturali rutiglianesi e nel donare alla cittadinanza un punto di riferimento con la formazione di un museo civico nel quale raccogliere tutti i reperti raccolti sul territorio. obiettivo che, a quanto pare, trova ancora troppe difficoltà.

Il successivo oratore, Vincenzo Defilippis, socio storico dell’associazione rutiglianese, regala al pubblico una perla di speranza, formulata alla luce della propria esperienza: “Questa città può fare cose grandi, bisogna solo darle grandi obiettivi”.

Ospite molto atteso, giunto a rutigliano in occasione del 40esimo anniversario dell’Archeoclub, Diego De Ceglia ha parlato, alla luce delle proprie ricerche, della presenza ebraica a Rutigliano. De Ceglia, appassionato dell’argomento, ha elaborato i dati provenienti dall’Archivio Diocesano di Conversano, il quale copre il territorio di Rutigliano, collaborando con le ricerche del Prof.Colafemina. La presenza di ebrei sul territorio rutiglianese è confermata nel periodo della dominazione aragonese, durante  la quale l’esperto ha individuato i nomi di alcuni individui di provenienza ebraica,a quanto emerge usurai. Altri cittadini rutiglianesi di religione ebraica sarebbero vissuti nel 1500, sarebbero stati, secondo le fonti dagli archivi, noti commercianti di tessuti. Diego De Ceglia, al termine della propria esposizione si riallaccia all’anima archeologica dell’associazione festeggiata con un appello. Durante le proprie ricerca, l’esperto De Ceglia ha notato di come nei paesi con maggior concentrazione ebraica come ad esempio Giovinazzo o Molfetta, non sia presente un’area da loro dedicata, ad esempio una tradizionale Giudecca, cosa che invece si ritrova nei centri ebraici maggiori come Bari e Trani. Probabilmente tracce di un eventuale “ghetto” potrebbe essere state perse nel corso della storia e solo un pronto intervento archeologico potrebbe riportarlo alla luce.

  Un intervento molto più severo e mirato è stato quello del Dott. Letterio Munafò, vicepresidente nazionale del S.I.P.B.C. (Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali). Chiamato a parlare a proposito dell’ “Importanza dei Beni Culturali, necessità di recupero, valorizzazione e fruizione”, il discorso del Dott. Munafò si apre con un duro e rigido “Non posso che provare rancore per l’amministrazione rutiglianese”. queste forti parole indispettiscono subito l’assessore Ancona che rappresenta nella conferenza del 23 ottobre tutta l’amministrazione rutiglianese. il Dott.Munafò continua accusando l’amministrazione per la negligenza dimostrata nei confronti dei beni culturali rutiglianesi. La prolifera presenza di reperti antichissimi e di inestimabile valore viene, secondo Munafò, azzerata dall’ inadeguatezza dei servizi investiti per la valorizzazione. I reperti rutiglianesi sono infatti confinati in depositi ed il museo archeologico di Rutigliano, causa per la quale molti si battono da più di 40 anni non vede ancora la luce. Rutigliano, secondo il pensiero del Dott. Munafò, non ha più ragione di fregiasi dell’appellativo di “Città d’Arte”. Persino lo Scudo Blu, simbolo che garantisce la protezione armata in caso di guerra, attribuito alla chiesa Matrice di S. Nicola e S. Maria della Colonna non ha ragione di essere attribuita ai beni del territorio rutiglianese. la Scudo Blu non viene ritirato solo in onore della incolpevole cittadinanza di Rutigliano.

Al termine dell’intervento del Dott. Letterio Munafò, viene concesso il diritto di replica all’assessore Ancona che, premettendo chiaramente la fresca nomina dei nuovi assessori, cerca di spiegare la situazione controversa al centro della quale si trova il, si spera, futuro museo archeologico di Rutigliano. La sovraintendenza di Taranto, organo di controllo in materia di Beni Culturali, si sarebbe dimostrata sorda davanti alle pressanti richieste dei cittadini di Rutigliano e all’amministrazione locale. Senza l’autorizzazione della sovraintendenza è impossibile agire nella piena legalità. L’iter burocratico, in ogni caro, necessita di tempi molto lunghi anche nel caso in cui i permessi venissero tutti concessi. L’agone dell’assessore Ancona contro le accuse del Dott. Munafò, hanno alzato un polverone di rumorose opinioni all’interno della Sala Congressi della Biblioteca Comunale. A questo punto è il moderatore Gianni Capotorto a concludere strappando all’associazione festeggiata la promessa di mettersi immediatamente al lavoro per risolvere la travagliata e oscura situazione, aprendo un’agorà pubblica e cercando una soluzione insieme all’intera cittadinanza.

  Il discorso conclusivo spetta di diritto al Dott. Walter Scottucci, vicepresidente di Archeoclub Italia. Il vicepresidente dell’associazione madre si dice commosso nel vedere una cittadinanza così legata ai beni culturali del proprio paese da infervorarsi così come è stato mostrato pochi minuti prima. Questo attaccamento alla propria terra è sintomo che nel 40 anni di attività. Lo’archeoclub di Rutigliano si è davvero amalgamato alla gente, mettendo radici profonde e diventando parte integrante del territorio.

  Al termine della conferenza, come da programma, è seguito la consegna degli attestati di riconoscimento alle famiglie dei soci che si sono distinti nel corso della storia di Archeoclub e che sono scomparsi. Gli attestati sono stati consegnati alle famiglie di: Pasquale Moccia; Lillino Ciavarella; Tonino Meliota; Vito Simone; Margherita Losito; Vito Gara; Tonino D’Alba; Carlo Suglia; Enzo Poppa; Peppino Lombardo; Gianni Caso; Pippo Catamo; Lia Damato; Nicola Di Donna.

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