Lunedì 27 Settembre 2021
   
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L'inaugurazione del XIX anno accademico della L.U.T.E. rutiglianese con il dibattito storico, filosofico e artistico sulla bellezza

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Si è svolta venerdì 14 novembre alle ore 17,30 presso l'Aula Magna  "Aldo Moro" del primo circolo didattico "Settanni" la cerimonia di inaugurazione del XIX anno accademico della Libera Università della Terza Età "Lia Damato", incentrata sul tema della bellezza e della sua capacità di salvare gli uomini. Ad intervenire alla manifestazione, la prof.ssa Melpignano, dirigente scolastico della scuola "Settanni", la prof.ssa Marisa Damato, presidente della L.U.T.E. e l'avv. Anna Ancona, assessore alle Politiche Sociali, che hanno presenziato agli interventi di carattere storico, artistico e filosofico dei tre esperti. A discutere sul significato della bellezza per la vita umana e del suo potere salvifico dal punto di vista psicofisico e culturale, la prof.ssa Prudenza Pavone, docente di storia e filosofia presso il Liceo Classico "Domenico Morea" di Conversano, il prof. Nicola Troiani, docente di storia dell'arte anch'egli presso il liceo classico conversanese,  e il dott. Marino Giuliano, medico neurologo e docente presso la L.U.T.E.

Un concetto di bellezza, quello al centro della discussione e preso in prestito come tema della cerimonia, per aprire gli occhi non solo sulla bellezza intesa dal punto di vista paesaggistico, che circonda l'uomo e che lo affascina in ogni suo angolo più recondito, anche quello che spesso è oggetto di rovina e dimenticanza. Ma come dimenticarsi di quella bellezza, di quella meraviglia che inebria gli occhi, il cuore e la mente e che permette all'uomo di ammirare uno stato di cose quasi fermo, immobile davanti alla grandiosità della natura e della sua forza  sorprendente? Come dimenticarsi di quella bellezza quasi estremizzata, portata al suo limite più orrendo, tirata con forza per condurla sulla strada del parossismo wildiano? Una bellezza che si imbruttisce, in qualche contesto, e che non permette di scorgere la vera origine del concetto di bellezza, quella nata dalla culla della civiltà greca. Proprio dalla perfezione e dall'armonia delle misure è partito il viaggio a ritroso illustrato dalla prof.ssa Prudenza Pavone, che ha ripercorso le tappe dell'evoluzione del concetto filosofico di bellezza, riproponendo alcune espressioni artistiche e storiche dell'epoca greca: l'esattezza dei numeri di Pitagora, l'armonia delle forme geometriche, la riproduzione della perfezione nelle sculture, che si traduce nello sforzo della mimesis, di quel tentativo da parte dell'artista di riproporre nell'arte l'idea della bellezza che è presente soltanto in un mondo ideale. Quello stesso mondo delle idee che viene poi riproposto come concetto filosofico e trasposto nelle espressioni kantiane, in cui la bellezza viene separata dalla conoscenza, così come l'arte dalla vita, riproducendo quella dicotomia tra arte e sublime che sopravvive per tutto l'800 e che identifica il bello come quella tensione alla sofferenza e alla realtà delle cose.

Proprio dalla sofferenza e dal concetto limite di bellezza ha ripreso le fila del discorso il prof. Troiani, introducendo il collegamento tra bellezza e decadimento, morte, senso di declino, che nel mondo moderno si traduce in qualcosa che ha a che fare con il maledetto. Un collegamento reso possibile con la riflessione delle scene finali del film "Morte a Venezia" di Luchino Visconti. Ed è proprio Venezia, assieme ad un'altra città quale è Ravenna, a diventare scenari di una decadenza senza precedenti, che è stata a sua volta decadenza dell'Impero Romano d'Oriente e d'Occidente. A realizzare il perfetto equilibrio tra sentimento di decadenza e bellezza rovinosa e malinconica, i dipinti di Klimt, specchio di una meraviglia che possiede in sé qualcosa di misterioso che va incontro al disfacimento, alla decomposizione, alla scomparsa.

In qualsiasi modo si intenda e si interpreta la bellezza, questa inevitabilmente scatena delle reazioni, stimola delle sensazioni, suscita delle emozioni che l'essere umano elabora e custodisce nella propria memoria interna: è l'impatto della bellezza sulla psiche umana, introdotto dal dott. Giuliano. E cos'è la bellezza, se non una creazione della mente umana, il risultato di un'elaborazione, di un'emozione assunta in modo consapevole, che si propone di mettere fine alla frustrazione quotidiana a cui l'uomo va incontro con i pensieri negativi? Il cerchio, così, si chiude in modo perfetto: è proprio l'uomo a dare la definizione di bellezza, quell'uomo che utilizza il pensiero della bellezza per sfuggire all'inquietudine, all'angoscia, persino a quell'estremizzazione di bellezza che provoca la fuga dalla realtà e dalla dimensione dei fenomeni di cui l'unico responsabile è ancora l'uomo.

A concludere la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico della L.U.T.E., l'augurio dell'assessore Ancona a tutte le grandi studentesse e l'intervento di Vitangelo Radogna, presidente dell'ASP - Monte del Poveri, che ha annunciato l'imminente termine dei lavori per il nuovissimo Centro aperto Polivalente per gli anziani, che ospiterà non solo la Casa di riposo ma anche degli spazi di cui la L.U.T.E. potrà usufruire tramite delle convenzioni che saranno stipulate a breve. A chiudere l'evento, gli omaggi floreali ai docenti intervenuti e la dedica di una poesia alla presidente Marisa Damato, e a seguire una graditissima sorpresa musicale: l'esibizione del coro della L.U.T.E., diretto dalla prof.ssa Antonella Apollonio, che ha così presentato il corso di canto corale, novità dell'anno 2014/2015.

Domenica Redavid

*foto di Stefano Netti

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