Domenica 19 Settembre 2021
   
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Il nuovo romanzo di Gabriella Genisi presentato a Torre Belvedere

Da sinistra Paola Borracci, Gianni Capotorto, Gabriella Genisi e Antonella Rondinone

 

Un omicidio che scuote  il mondo del calcio barese e ne diventa quasi complice, il vastissimo e pericolosissimo giro del calcio-scommesse, uno spaccato di Bari che è città accogliente ma difficile, attraversata dai sonori tacchi firmati Louboutin che indossa il commissario Lolita Lobosco, sullo sfondo di un linguaggio parlato ed estremamente colloquiale, che mette il lettore a suo agio, che lo fa sentire a casa, nella sua casa: sono questi gli ingredienti principali del nuovo romanzo di Gabriella Genisi, presentato giovedì 20 novembre alle ore 20 presso il Caffè artistico - letterario "Torre Belvedere", in collaborazione con la cartolibreria Barcadoro. A conversare con l'autrice, Paola Borracci, responsabile del Presidio del Libro di Rutigliano, i giornalisti Gianni Capotorto e Antonella Rondinone.

Una ricetta ormai consolidata, quella utilizzata della Genisi, che ricompare nelle librerie con il suo quarto romanzo: a dettare le regole e le dosi di questo noir alla barese, quell'aria di casa e di cucina che seduce e conquista, quel profumo che si respira nelle ultime pagine, tra la ricetta della focaccia e quella del nostrano 'risopatateecozze'. Una parola unica, detta tutta d'un fiato, che il fiato lo spezza davvero, come il sexy commissario Lolita Lobosco, le cui caratteristiche denotano un personaggio dalla forte valenza femminista, che non arriva al suo estremo ma che invece agisce con intelligenza e astuzia, aggirandosi tra le pagine del romanzo con l'energia e la professionalità di una donna perfettamente calata in un ruolo, in una posizione e in un'uniforme tutta maschile.

Abbandonando il filone prettamente agroalimentare dei prodotti della terra (uva, arance e ciliegie si lasciavano mangiare con la mente nei tre precedenti romanzi della scrittrice), la Genisi affronta il tema attualissimo del calcio-scommesse, un fenomeno che proprio da Bari ha cominciato ad essere sviscerato, per poi coinvolgere le tifoserie a livello mondiale e spargersi a macchia d'olio, mentre sugli spalti i tifosi dal cuore semplice e sincero guardano con disincanto e disillusione la morte di un giocatore proprio in occasione della partita decisiva per la qualificazione del Bari in serie A. Un evento apparentemente naturale, ma che nasconde un 'gioco pericoloso', quello in cui si imbatte il commissario Lolì e quello che è diventato il gioco - si fa per dire - del calcio al giorno d'oggi. Un giallo rispettato in ogni sua caratteristica, anche quella del cross-over: è proprio la Genisi a spiegare la sua 'passione' per gli interventi esterni, quei piccoli cammei che i personaggi cari alla sua memoria letteraria dedicano nel suo libro, ispessendo così il tessuto narrativo e avvolgendo il commissario Lolì in un alone di fascino e sensuale intelligenza che sembra narrarsi da sola. Ed è proprio ad uno di questi mitici personaggi che si ispira il commissario dalle movenze e dall'appetito mediterraneo: è Montalbano, del quale Lolita Lobosco sembra essere un perfetto alter ego, verace e spontaneo in quella che è la propria terra d'origine, quella in cui non servono spiegazioni. Fonti immaginarie, fantasie letterarie ed influenze di genere da cui la Genisi ha preso spunto, inserendo nel suo giallo anche qualche piccola presenza reale: si tratta del personaggio di Francesco Introna, che nella realtà corrisponde davvero alla persona del prof. Francesco Introna, dell'Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Una figura interessante e utile a chiarire alcuni misteri che per Lolì sembrano sbrogliarsi in una notte senza sonno né pace, tra un boccone e un bicchiere di vino, lasciandosi guidare da un istinto e una caparbietà senza precedenti. Ritornerà la magia del calcio italiano, o sarà solo la disillusione a regnare? A  risolvere il mistero e le indagini, il commissario Lolita Lobosco, le cui pagine finali lasciano spazio al messaggio di speranza contenuto nelle poesie dolorose e sofferte del silenzioso Giuseppe Lapova, reduce da una realtà prigioniera eppure salvifica. Ad accompagnare il viaggio e il lavoro di Lolì, la sua immancabile focaccia barese, ospite d'eccezione al termine della presentazione del romanzo. 

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