Domenica 19 Settembre 2021
   
Text Size

All’UOMO DELLA SINDONE - Torino (quarta ed ultima parte)

Sindone

Epistolario delle origini

   

 

La probabilità complessiva che l’Uomo della Sindone possa essere un altro individuo diverso dal Gesù la morte del quale è raccontata dai Vangeli, è di 1 contro 200 miliardi di crocifissi.  La sua conclusione, anche considerando il “valore di massima probabilità”, che risulta inferiore ad uno, è che “il numero di uomini che in assoluto (cioè su tutti i crocifissi di ogni tempo) possono avere posseduto le stesse caratteristiche dell’Uomo della Sindone che ha la maggiore probabilità di essere il numero vero, non solo non è superiore a uno ma è notevolmente inferiore a uno. Ciò significa che l’Uomo della Sindone non può esser stato che unico, ovvero che non può essere esistito un altro Uomo della Sindone. Pertanto nel caso di Gesù Cristo, come abbiamo visto, si sono verificate le sette caratteristiche qui prese in considerazione, possiamo concludere che è altissima la probabilità che l’uomo della Sindone sia Gesù di Nazareth”.

Finalmente tu, silenzioso e sereno uomo crocifisso della Sindone, hai un nome: Gesù di Nazareth. Per lunghi secoli, sin dal tramonto del 7 aprile dell’anno 30, in cui sei stato accolto nel sepolcro di Giuseppe di Arimatea riavvolto nel telo sindonico che poi hai lasciato alle prime luci del 9 aprile dell’anno 30, la tua storia è stata vergata su queste pagine di lino che le scienze diverse possono ancora leggere. La immagine duplice del tuo corpo è appoggiata su pochi millimetri delle fibrille di lino che la fotografia (la scrittura con la luce) ci aiuta a leggere e ci invita a meditare le tue ultime ore di vita e l’aurora della nuova vita, per la quale hai abbandonato nel sepolcro la tua sindone. Come non emozionarsi a ripercorrere con l’aiuto della preziosa immagine la tua passione, la tua morte e l’alba della risurrezione? L’angoscia della preghiera nel Getsemani segnata dal fenomeno unico dell’ematidrosi (il sudore di sangue), le violenze della cattura notturna con i colpi sulla faccia, la stanchezza dell’andirivieni tra i diversi tribunali (Casa di Anna, Sinedrio di Caifa, Torre Antonio di Pilato, palazzo di Erode), la terrificante flagellazione effettuata con il flagrumi romano mentre nudo sei bloccato a una colonna (?) e non si contano i colpi che arano le tue spalle e altre parti del corpo (gambe, braccia), la pantomima dell’incoronazione di spine (Ziziphus Spina Christi)  a disprezzo di una regalità sconfitta e umiliata messa in scena negli scantinati della torre Antonia dove su una pietra è rimasto inciso il “gioco del re”, la faticosa ascesa lungo una strada scoscesa che facilita le cadute di un uomo gravato del patibulum del peso di 25 kg con uno spessore di 14 cm., la crocifissione con le braccia fissate al patibulum che viene alzato a formare la T sullo stipes mentre il corpo fa bandiera e in un secondo momento i piedi vengono fissati con un chiodo. E poi le gambe che non hanno subito il crurifragio e la larga ferita al costato destro dopo la morte avvenuta per tante cause tra le quali i medici segnalano l’asfissia, il collasso cardiocircolatorio, ecc.    I conti tornano perché rileggendo le pagine dei vangeli il tuo lino sindonico risulta così un vero <<quinto vangelo>> scritto con il sangue. Con emozione ricordo che le macchie di sangue sul lino appartengono al gruppo AB e poi vengo a sapere che anche il prof. Odoardo Linoli dell’Università di Siena analizzando la reliquia del miracolo eucaristico conservato nella chiesa di San Francesco a Lanciano ha scoperto che anche esso è del gruppo AB. Una coincidenza che apre la strada alla conferma della tua identità: sei Gesù il Cristo crocifisso morto e risorto per noi.

Dinanzi al tuo lenzuolo rileggo le parole del card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino, nelle quali si riflette la prudente posizione della Chiesa: “Non trattandosi di materia di fede la Chiesa non ha competenza specifica nel pronunciarsi sull’autenticità o meno della Sindone. Compete agli scienziati e storici seri, non prevenuti, valutare e risolvere tale questione, cioè  dire con certezza se la sindone corrisponde o non al vero lenzuolo che ha avvolto il corpo di Gesù durante la sua breve sepoltura. A noi basta per ora affermare che quanti finora l’hanno studia tana lungo e con criteri scientifici oggettivi non sono riusciti a spiegare come si è formata quell’immagine, che certamente non è un manufatto, per cui rimangono fondate, con alto grado di probabilità, le ragioni della sua autenticità. La nostra fede in Gesù, che patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto e soprattutto risuscitò dai morti secondo le Scritture e quindi è il vero ed unico nostro Salvatore, non ha bisogno della Sindone bensì del vangelo, ma la Sindone, ed è qui il suo fascino misterioso, è un grande aiuto alla fede e alla preghiera dei credenti, perché ci invita a meditare commossi e stupiti sulla Passione del Signore, di cui essa ci presenta i segni visibili, ed il nostro animo è rapito dal pensiero di come e a quale prezzo il Signore Gesù ci ha amati fino a morire per noi”.

Concludo questa lunga lettera. che è stato un dialogo silenzioso in cui con intelletto di amore ho ripercorso la tua vicenda alla scoperta della tua identità, con la riflessione che Paul Claudel comunicava al suo amico Gerard Cordonnier in una lettera del 16 agosto 1635: “… E’ lui! E’ il suo volto”… In questo modo ci è possibile contemplare fin che vogliamo il Figlio di Dio faccia a faccia, poiché una fotografia non è un ritratto fatto manualmente. Tra questo volto e noi  non c’è nessun intermediario umano. E’ lui che materialmente ha impressionato questa lastra; ed è questa lastra che a sua volta s’impossessa della nostra anima. Vi è in questi occhi chiusi e in questa figura come una manifestazione di eternità, come qualche cosa che ci sgomenta. Come un colpo di spada al cuore ci dà la morte, così questa figura ci fa prendere coscienza di noi stessi. E’ un qualche cosa di così tremendo e bello allo stesso tempo che non si può sfuggire se non ponendoci in adorazione…”

 

                                                                                  Sac. PASQUALE PIRULLI  

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI