Domenica 26 Settembre 2021
   
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“Testimonierò agli altri il dono della misericordia di Dio"

Rutigliano-Testimonierò agli altri il dono della misericordia di Dio

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Intervista a Don Antonio. Il giovane ventiseienne Antonio Giardinelli ordinato sacerdote negli scorsi giorni. La festa della comunità rutiglianese e il nuovo percorso parrocchiale

 

Don Antonio, come hai vissuto questa esperienza? Ripercorriamone le tappe...

Venerdì 11 settembre è stato un giorno particolarmente carico di emozioni: mi apprestavo a ricevere un dono immenso, e di fronte a questa grandezza ci si sente spesso un po' troppo piccoli. Ma l'ho vissuto nell'atteggiamento di chi si affida completamente nelle mani del Signore con fiducia, con la consapevolezza che una vita consegnata a Lui è una vita piena, benedetta, che riceve già su questa terra una grazia in termini di amore. Il giorno dopo, sabato 12, ho concelebrato la Messa per la prima volta, in piazza XX Settembre, in occasione della chiusura del Settenario: e anche lì mi sono sentito abbracciato dal calore della comunità rutiglianese. Domenica 13, nella Collegiata di Santa Maria della Colonna, ho celebrato la mia prima Messa, e anche quello è stato un momento di grandissima emozione: presiedere per la prima volta la celebrazione dell'Eucarestia è stata una gioia immensa per me e per i tantissimi giovani che erano presenti. Questo mi ha fatto davvero molto piacere, anche se avevo un certo timore: nelle mie mani passavano quell'ostia e quel calice che poi sarebbero diventati il Corpo e il Sangue di Cristo. È stata un'esperienza unica ed irripetibile, e come mi hanno sempre detto in seminario, devo fare in modo che ogni celebrazione sia per me la prima, l'ultima e l'unica. Sono molto contento di questi giorni pieni di emozioni per me e di affetto nei miei confronti.

Come si evolverà il tuo percorso, adesso?

Nei prossimi giorni saluterò la Parrocchia del Sacro Cuore di Monopoli, dove dal 29 settembre scorso ho vissuto l'esperienza pastorale insieme a don Michele Petruzzi, anch'egli rutiglianese. Dal 23 settembre prossimo sarò viceparroco presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Conversano, assieme a don Donato Rizzi, dando il mio aiuto anche per la Zona Pastorale di Conversano. A Rutigliano tornerò appena mi chiameranno per celebrare, o comunque sarò qui la domenica per stare insieme alla mia famiglia.

Cosa ne pensi dell'arrivo del nuovo parroco, don Sandro Dibello, alla Parrocchia Maria SS. Addolorata?

Conosco don Sandro, ha finito da poco il suo mandato di Rettore del Seminario Diocesano di Conversano. Certamente porta con sé un bagaglio culturale e spirituale molto ricco, e il suo arrivo sarà senza dubbio piacevole. Spero che sia accolto con affetto e amore, anche perché quando arriva un prete giovane a guidare una comunità parrocchiale, è una gioia per tutti.

In conclusione, cosa ti aspetti d'ora in poi? Quali sono i tuoi obiettivi?

Innanzitutto il fatto di essere destinato ad una parrocchia di Conversano mi stimola molto, perché avrò l'opportunità di 'affiancare' un sacerdote con molta più esperienza di me. Io sono solo agli inizi del mio cammino, ho molte cose da imparare e vorrei farlo in maniera semplice e umile, sulla scorta dei consigli di chi è più grande, di chi sa come si guida al meglio una comunità parrocchiale, camminando passo passo con lei. Da prete giovane, la mia attenzione sarà rivolta ai giovani e mi piacerebbe molto stare accanto a loro, far capire loro che la presenza dei giovani in parrocchia è importante perché sono il futuro, sono le nuove risorse e costituiscono nuova linfa per sostenere iniziative ed esperienze sempre nuove. Mi piacerebbe anche uscire dalla comunità parrocchiale, coinvolgere tutti coloro che sono lontani dalla parrocchia portando la testimonianza della mia vita e facendo capire loro che il Signore ama tutti quanti, indistintamente. Da dicembre in poi, inoltre, ci appresteremo a celebrare l'Anno della Misericordia, indetto da Papa Francesco: ecco, io vorrei essere un prete misericordioso, che sente su di sé per primo la misericordia di Dio nel perdono e nell'accoglienza del suo dono d'amore. Ma allo stesso tempo, questo grande dono che ho avuto, vorrei che fosse trasmesso agli altri, e vorrei essere proprio io a dimostrarlo, con la mia vita e con la mia testimonianza.

 

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