Martedì 28 Settembre 2021
   
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AL PICCOLO PRINCIPE - Deserto del Sahara

Rutilgiano- Don pasquale pirulli-il-piccolo-principe

                                                                                         Epistolario delle origini

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

          Sai, prima di scrivere una lettera a te indirizzata vorrei far conoscenza con colui che si può considerare il tuo papà, perché in quanto autore delle tue avventure e delle tue riflessioni si può dire che ti ha messo al mondo. Non è da trascurare affatto la ulteriore riflessione che in ogni personaggio che viene creato dall’attività artistica o letteraria  si  può intravedere in filigrana lo stesso autore e la sua vita e il suo tempo.

          Vengo a sapere che il tuo autore si chiama Antoine Jean-Baptiste Roger de Saint-Exupéry ed è nato a Lione il 28giugno 1900. Il padre era il conte Jean de Saint- Exupéry e la madre Marie Boyer de Fonscolombe: il primo ispettore delle assicurazioni e la seconda con la passione della pittura. La vita di Antoine si svolge nel castello di Saint Maurice de Rémens sotto la guida della mamma, perché il padre era venuto a mancare nell’anno 1904. Il pilota Védrines gli fa provare l’ebbrezza del primo volo. La sua formazione culturale è di buon livello perché curata dai PP. Gesuiti del Collegio di Notre Dame de Sainte Croix. Non gli dispiace cimentarsi nella  scrittura di racconti ispirati proprio dalla sua passione per il volo e così pubblica L’aviatore (1926) e poi il volo di notte (1931). Per la sua attività egli vola sulla rotta Tolosa-Dakar ma nel tentativo di stabilire il record di volo tra New York e Terra del Fuoco nell’anno 1938 ha il grave incidente che gli pregiudica la brillante carriera di aviatore. Con spregiudicatezza si arruola nel Gruppo di Grande Ricognizione Aerea 2/33 e racconta le sue imprese in Pilato di guerra (1942). Proprio durante la seconda guerra mondiale a New York egli pubblica il volume in lingua inglese dal titolo “Il Piccolo Principe” (1943). Riprende a volare quando gli Stati Uniti entrano in guerra e il 31 luglio 1944 egli scompare durante un volo nella regione di Grenoble-Annecy.

E’ vero che per capire un ‘opera bisogna conoscere bene la vita del suo autore e, dopo aver tracciato le linee del tuo autore, posso intuire i riferimenti autobiografici che costituiscono la intelaiatura del racconto, di cui tu sei protagonista.

          Tutti sono d’accordo nel ritenere il libro che descrive le tue avventure un vero capolavoro perché “descrive la nostra vita in mezzo a un deserto che avanza senza fine: se racchiude una fontana che disseti il cuore e dove essa sia, questo è il problema.” (cf E. DREWERMANN, L’essenziale è invisibile. Una interpretazione psicanalitica del Piccolo Principe, Editrice Queriniana, Brescia 1993, p. 12) Mi sono avvicinato a questo libro non solo per il grande successo editoriale che dura da ben 70 anni, ma più ancora per le riflessioni che suggerisce e che lo fanno uno strumento utile nella educazione dei giovani e nella meditazione degli anziani.

Ultimamente Enzo Romeo si è cimentato nel sottolineare la spiritualità del tuo testo confrontandolo con la Bibbia (cf. ENZO ROMEO, Il Piccolo Principe commentato con la Bibbia, Editrice Ancora, Milano, 2015).  Ecco la cornice di questa lettera, la cui finalità è quella di invitare piccoli e grandi a riprendere in mano il prezioso testo, illuminato da disegni quanto mai accattivanti nella loro spontaneità.

          Non sono mai stato nel teatro delle tue avventure perché soltanto durante il ritorno dalla Costa d’Avorio (13 luglio 1997), dove mi ero recato per il II Incontro Internazionale dei Sacerdoti in preparazione all’Anno santo del 2000 e svoltosi nella città di Yamoussoukro, ho avvertito il colore giallo della sabbia in un cielo azzurro oltre alle vampate di calore che salivano dal basso.

          Ho pensato che un incidente come quello accaduto al tuo amico aviatore possa capitare a tutti nella vita ed allora ti ritrovi con la vita in panne, tormentato da tanti interrogativi e nell’attesa spasmodica di una soluzione che ti permetta di riprendere il tuo volo.

          Capisco che per l’uomo anche il disegno come la parola è una finestra del pensiero e allora ti dico che anche i disegni realizzati nell’essenzialità di un sogno infantile ed elementare mi affascinano: il volo con gli uccelli acquatici, il boia che ingoia un cappello, il ritratto del piccolo principe, la pecora e la scatola, i baobab, la rosa che si difende con le sue spine, i vulcani che devono essere spazzati per una legge di ecologia globale… E poi i tanti incontri sui minuscoli asteroidi che sono abitati da diversi personaggi che diventano tuoi interlocutori: il re, il vanitoso, l’ubriacone, l’uomo d’affari, il lampionaio, l’autore dei libri e finalmente la Terra che è un pianeta del tutto particolare. Descrivi le caratteristiche del pianeta, che è ben differente dai tanti asteroidi, e hai l’incontro con il serpente, il fiore (la rosa), e l’eco della montagne. La volpe introduce il tema della vita sociale per la quale interviene il fenomeno dell’addomesticamento. E poi c’è l’incontro con il controllore dei treni che smista i viaggiatori “a mazzi di mille” e poi quello con il mercante che spaccia le pillole contro la sete.

          L’ottavo giorno il tuo amico aviatore torna alla realtà e avverte il bisogno impellente di riparare l’aereo per riprendere il volo, ed affronta il cammino verso la fontana dalla quale beve un sorso d’acqua ristoratore. Voi due, ormai siete diventati amici e affrontate la fatica e vi convincete che la drammaticità della vita nel deserto con i suoi imprevisti e i suoi pericoli si può affrontare nella speranza di trovare un pozzo, perché c’è sempre la nostalgia di una rosa che deve essere difesa.

          E’ arrivato il momento del distacco e allora ecco il richiamo alla necessità di costruire una museruola anche per la pecora. Tu ti ritrovi con difficoltà proprio al punto della tua caduta nel deserto del Sahara e fai ricorso forse al veleno per chiudere la tua avventura.

          Il tuo autore quando aveva 17 anni aveva scritto in una lettera alla mamma questa riflessione: “Ho letto un po’ di Bibbia: che meraviglia, che semplicità potente di stile e spesso di poesia. I comandamenti sono dei capolavori di legislazione e di buon senso. Dovunque le leggi della morale emergono nella loro utilità e bellezza: è splendido.”(cf  ENZO ROMEO, o. c., p. 7) Ecco giustificato il tentativo di riprendere la riscoperta delle suggestioni bibliche che si ritrovano nel tuo splendido testo.

          Mi piace concludere questa breve lettera con il richiamo derivante anche da un altro tentativo dello stesso Enzo Romeo, il quale nel 2012 si era soffermato ad evidenziare l’afflato religioso del libro “Il Piccolo Principe”: “Saint-Exupéry è stato un esploratore dell’assoluto, sempre alla ricerca di qualcosa che riempisse il suo cuore e desse un senso alla propria vita. Il qualcosa (…) può chiamarsi Dio, ovvero l’invisibile per eccellenza” (cf ENZO ROMEO, l’INVISIBILE BELLEZZA. Antoine de Saint- Exupéry cercatore di Dio, Editrice Ancora, Milano 2012, p. 7)                   

                                                                     Sac. PASQUALE PIRULLI     

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