Venerdì 03 Dicembre 2021
   
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Alberto Bertoli suona le prime “note” di Libri in Jazz

Rutigliano-Alberto Bertoli suona le prime “note” di Libri in Jazz (3)

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

A Rutigliano il figlio d’arte del famoso cantautore emiliano. L’artista racconta sé e suo padre in “Come un uomo”. Pierangelo Bertoli è stato uno dei più grandi cantautori della musica italiana

 

 

Primo appuntamento della rassegna letteraria e musicale di Rutigliano: Libri in Jazz. La saga di eventi culturali presso il Museo Archeologico si apre il 6 dicembre con un grande nome, anzi, cognome. Parliamo di Alberto Bertoli, figlio- non solo d’arte- del più celebre Pierangelo.

  Pierangelo Bertoli, cantautore modenese, ha continuato quasi ininterrottamente nel suo lavoro di “artigiano delle canzoni”- come egli stesso si definiva- dagli inizi degli anni ’70 fino alla nascita del 2000, finché la morte lo raggiunse nel 2002.

  Oggi, Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo, mantiene in vita la memoria del padre eseguendo il suo repertorio in giro per la nazione, seppur integrando con brani scritti di proprio pugno.

  Alberto Bertoli è stato accolto a Rutigliano dalla moderatrice Dominga Lepore, già intervistatrice di Andrea Scanzi (scrittore e giornalista) giunto a Rutigliano nella scorsa estate e curatore della prefazione del libro di Bertoli “Come un uomo”. Per avere un’idea adeguata dell’opera e dell’uomo Alberto Bertoli, è illuminante l’introduzione che ne da lo stesso Andrea Scanzi:

“Alberto Bertoli è figlio d’arte. Dal grande Pierangelo ha ereditato sia talento e voce, tanto da rimanere sbalorditi quando si ascolta un suo concerto, sia l’impegno sociale. Alberto è un grande artista, un ottimo chitarrista e un ispirato paroliere, sempre in tour a “portare avanti la bottega di famiglia” e a scrivere nuova musica. In questo libro il lettore entra direttamente a casa sua, per incontrare la sua musica, i sogni, i grandi personaggi del panorama artistico italiano con cui è cresciuto fin da bambino, e per capire come si fa a diventare un cantautore. In più, il ragazzo di Sassuolo logopedista per vocazione racconta dalle assi di un palcoscenico, sulle note di Come un uomo, da dove viene la forza dell’Emilia per la ricostruzione di quella terra devastata dal terremoto del 2012 e dall’alluvione del 2014. “Alberto è semplicemente un uomo, e un artista, che riesce ad amare – veramente – la vita. E al tempo stesso riesce a indignarsi, nelle canzoni e nel quotidiano, quando è tempo di indignarsi. È ancora pervaso da quella emilianità così intatta e così sincera: si trova bene, ci vive bene, dentro la sua esistenza da musicista giramondo. Crede in una musica che cambi il mondo, o anche solo lo migliori, senza quel paraculismo oggi così di moda. È un ragazzo serio, divertente, genuino. Bello. Di quel “bello” che incontri raramente. I suoi occhi brillano spesso: quando parla di chi ha a cuore, quando rivela che gli piace. E quando racconta di suo padre”.

 

Questo libro parte da una richiesta di pubblicazione da parte di una collaboratrice della “Infinito edizioni”. Richiesta più volte rifiutata fino a quando non è giunto l’aiuto risolutivo di Gabriele Maestri, amico, giornalista e coautore di Bertoli. Il coautore ha raccolto memorie, storie, racconti ed aneddoti di Alberto durante il suo tour e solo alla fine di questo, tutti gli appunti sono stati riordinati e pubblicati. La spiegazione di questo procedimento è molto semplice e ce la fornisce lo stesso autore: “Volevo un libro che si potesse aprire in qualsiasi punto senza perdere senso logico […]. Un lettore potrebbe non avere tempo per 300 pagine, potrebbe aver tempo solo per 10, per questo il mio libro è indicatissimo.”.

  Alberto Bertoli, guidato dalle domande di Dominga Lepore, ci svela anche quali sono i suoi sentimenti verso la figura più prominente ma anche importante della sua vita: il padre Pierangelo.

 

Il giovane cantautore in visita rutiglianese conserva e regala al pubblico preziosissimi quanto intimi aneddoti riguardo suo padre, la sua infanzia, la sua terra, la madre e le canzoni. Riguardo la sua posizione come figlio d’arte, invece, dichiara: “è sicuramente una cosa positiva [essere figlio d’arte], sarei un ipocrita dicendo il contrario. Questo mi da la possibilità di continuare l’operato di mio padre inserendo anche un mio repertorio. Conosco colleghi che se solo potessero si toglierebbero il cognome”.

Lo spettacolo letterario-musicale, animato dai racconti e dalla chitarra di Alberto Bertoli, termina con una canzone che ha avuto l’onore di chiudere quasi tutti i concerti di suo padre. Una canzone che racchiude tutta l’essenza e l’anima di Pierangelo, “A Muso Duro”.

 

GIANLUCA GIUGNO

 

Rutigliano-Alberto Bertoli suona le prime “note” di Libri in Jazz (2)

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