Domenica 19 Settembre 2021
   
Text Size

Terroni internazionali

Rutigliano-Terroni internazionali (2)

Articolo Pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

A Rutigliano Pino Aprile affronta la “questione meridionale”. Appuntamento con la conclusione musicale di Gianna Montecalvo e Gianni Lenoci

 

La storia è scritta dai vincitori, e lo sanno bene i meridionali. Ma per l'estremo sud dell'Italia il riscatto pare essere arrivato, e ha trovato spazio, almeno nella saggistica contemporanea, tra le pagine del giornalista Pino Aprile. Alle sue parole e a quelle di un trionfalismo nazionalistico troppo spesso sbandierato senza un fondamento storico è stata affidata la quarta serata, quella di mercoledì 9 dicembre, della rassegna letteraria e musicale "Libri in Jazz", accolta dalla nuova veste culturale del Museo Archeologico "Pietro e Grazia Di Donna". Una serata dedicata alla storia e ai suoi eventi, che l'autore ha ripercorso attraverso la riflessione sul nostro modo di essere 'terroni' e zavorre del Nord industriale e lavoratore. Una teoria troppo spesso decantata nei libri di storia, che oggi fa tesoro di molteplici altre informazioni sulle verità storiche venute alla luce da chi la storia la scrive sulla terra, non sulla carta.

E parte propria dalla Sardegna, quell'estremo sud che però si trova più vicino al nord, il viaggio saggistico di Pino Aprile, guidato dalla giornalista Donatella Azzone, in un andirivieni di considerazioni sulla cosiddetta 'questione meridionale'. Una serata di grande spessore culturale, quella in cui Aprile ha presentato il volume "Terroni Ndernescional", che analizza il soggiogamento moderno, quello con le parole: abbandonate le armi delle lotte per l'Unità d'Italia, la dominazione moderna non avviene più militarmente ma letteralmente, attraverso il strumento delle parole, attraverso l'imposizione di una lingua, quella del vincitore.

"Il vinto abita lì, in una patria che non gli appartiene", sostiene Aprile, proprio come l'Italia diventata estremo sud per l'intera Europa. E allora, si può ancora parlare di unità nazionale? Si può ancora nutrire il sentimento nazionalistico, all'alba delle considerazioni sull'eterno conflitto tra nord e sud, che pare non essere mai stato superato? Un conflitto attualissimo, che l'autore ripercorre attraverso gli eventi di quella che, agli occhi dei più, è passata un po' come una conquista, un po' come una liberazione. Lo specchio di un trionfante nazionalismo, le cui prospettive aperte da Aprile nei suoi libri non sono altro che il ricordo e la degna restituzione dei fatti, volutamente rimossi nella retorica dell'unificazione.

Un sud trainato e un nord che traina, questo si legge nei libri di storia, tra le pagine dei giornali, quotidianamente paventati da un buonismo che sconfina nella solidarietà nazionalistica. Perché la vera zavorra, oggi, sono le idee passate come realtà storiografica, nella cui penalizzazione non è più possibile rinchiudersi ma al contrario, gridare forte il nome di un sud che fieramente prende il nome di Terronia.

Dopo le parole e le riflessioni di Pino Aprile e di Donatella Azzone, ai quali è stato consegnato il tipico fischietto rutiglianese da parte dell'assessore alla Cultura e Turismo Gianvito Altieri, spazio al momento musicale, affidato alle note di pianoforte di Gianni Lenoci, che ha accompagnato a suon di jazz le strepitose variazioni vocali della cantante Gianna Montecalvo, a chiusura del quarto appuntamento di "Libri in Jazz".

 

 

Rutigliano-Terroni internazionali (1) Rutigliano-Terroni internazionali (3)

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI