Martedì 28 Settembre 2021
   
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La Memoria raccontata alla 'Settanni'

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Appuntamento con Frediano Sessi e con il suo libro per non dimenticare l'Olocausto

La storia di un medico virologo che si intreccia con quella di un gruppo di adolescenti, decisi a lottare a costo della loro vita per restituire la libertà al loro paese, sullo sfondo di un dramma umano ed umanitario quale è quello della deportazione e dello sterminio degli ebrei durante il Secondo Conflitto Mondiale. Due storie che corrono parallele l'una a fianco dell'altra, per incontrarsi laddove la morte e la sofferenza ormai non hanno più voce, strappate assieme alla dignità e ad un profondo e straziante silenzio, che vigila su quei luoghi di morte e dolore.

É il ricordo di una storia scritta dai vinti, e che ogni anno vuole ricordare quanto sia importante non dimenticare, in una giornata quale è quella del 27 gennaio 1945 che rimarrà impressa nella memoria dell'umanità. É con questo spirito che, anche quest'anno, il primo circolo didattico "G. Settanni" ha organizzato una serie di giornate dedicate alla Memoria e alle vittime dell'Olocausto, di cui ricorre il settantunesimo anniversario. Un capitolo della storia buio e controverso, sempre difficile da aprire e sempre doloroso quando si scoprono aspetti nuovi ed ambigui, seppur interessanti, come quello che ha visto protagonista il dottor Eugen Haagen, la cui storia è stata ricostruita e narrata da Frediano Sessi nel suo libro "Mano nera. Esperimenti medici e resistenza nei lager nazisti", presentato negli scorsi giorni alla Settanni. Ad intervenire, assieme all'autore, la dott.ssa Maria Laterza della Libreria Laterza di Bari, l'assessore alla Cultura e Turismo Gianvito Altieri, il dott. Francesco De Florio, vicepresidente del Rotary Club Rutigliano e Terre dell’Uva, e la prof.ssa Maria Melpignano, dirigente scolastico.

Una storia forte, quella raccontata minuziosamente da Sessi, e drammaticamente opposta: da una parte, un uomo che aveva deciso di servire contestualmente la Germania nazista e la scienza, considerandosi altresì al servizio dell'umanità perché praticava esperimenti medici utilizzando gli internati come cavie, alla ricerca di un vaccino contro il tifo, la febbre gialla e altre malattie infettive; dall'altra, quella di alcuni adolescenti ribelli rinchiusi nei lager non ancora maggiorenni, che hanno dato vita alla "Mano nera", un'organizzazione di resistenza e di opposizione al nazismo in Alsazia. Un filo oscuro e disarmante, che lega le due storie, e che conduce il lettore sulla strada della doppia riflessione: da una parte, le considerazioni su un'esistenza che, pur giustificata dall'obiettivo esaltante della medicina e della ricerca, si concluderà in maniera irrimediabilmente impunita; dall'altra, la determinazione a rendere giustizia a coloro che hanno combattuto per la libertà e ne sono morti, il cui nome si è perso tra la polvere degli anni passati. Un esempio di quanto ancora non si conosca, della Seconda Guerra Mondiale, e di quanto ancora possa venire alla luce, seppellito ormai da troppo tempo in quei luoghi come Schirmeck e Natzweiler, lì dove l'umanità ha conosciuto il suo lato peggiore.

DOMENICA REDAVID

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