Venerdì 17 Settembre 2021
   
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Giorno della Memoria, Enrico Modigliani testimone a Rutigliano

Enrico Modigliani

 

Enrico Modigliani, testimone delle leggi antiebraiche, racconta la sua esperienza nel ghetto di Roma

Con i bambini non è facile parlare di barbarie, morte, persecuzione, di ciò che non vogliamo si ripeta più insomma. Però bisogna comunque ricordare e raccontare loro la Shoah. Il ricordo può molto. Porta a farsi domande, a muovere cuore e menti facendole organizzare perché una simile tragedia non accada più. Con questo auspicio, Enrico Modigliani, uno degli ultimi testimoni viventi delle Leggi antiebraiche, è intervenuto nel corso dell’incontro “I giovani ricordano la Shoah” organizzato dalla scuola primaria “G. Settanni” nell’ambito delle iniziative dedicate al “Giorno della Memoria”, celebrata ogni 27 gennaio. All’incontro, che si è svolto il 3 febbraio a partire dalle ore 18, hanno preso parte il dirigente scolastico, la dott.ssa Maria Melpignano; la dott.ssa Ancona e il dott. Pellegrino.

Ad accogliere Enrico Modigliani nell’aula magna gli alunni accompagnati dai genitori. Enrico è un distinto signore di 78 anni, membro della Comunità ebraica di Roma, promotore del “Progetto Memoria” del Centro di Documentazione Ebraica di Roma. Modigliani, con lucidità e fermezza, ha raccontato la sua esperienza di vita vissuta nel ghetto di Roma. “Nacqui nel ’37 e un anno dopo entrarono in vigore le leggi razziali. Noi abitavamo nel ghetto di Roma, mio padre perse subito il lavoro e ci trovammo in mezzo ad una strada”.

La sua famiglia venne coinvolta nelle conseguenze delle leggi razziali, prima, e dell’occupazione nazista, dopo, ma si salvò grazie all’aiuto di alcuni suoi amici e alla avvedutezza dei genitori. Purtroppo alcuni suoi parenti furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz. I ricordi di Modigliani hanno suscitato un grandissimo interesse e una grandissima emozione, portando i bambini a fare domande su come fu possibile che milioni di persone vissero questo dramma, negli anni bui del Fascismo e del Nazismo. Ma soprattutto Modigliani è stato bravissimo nel trasferire ai presenti il concetto che non esistono le razze ma solo l’umanità e ha sottolineato l’importanza di ricordare il passato, perché questi momenti di riflessione, di ricordo, sono propulsori di pace. “Il giorno più bello della mia vita è stato il 4 giugno 1944, quello della liberazione di Roma, quando non c’era più il rischio di essere deportati ad Auschwitz”, ha aggiunto avviandosi alla conclusione.

Il dott. Pellegrino ha poi ricordato che in questo momento preciso dobbiamo ricordare non solo ciò che è accaduto nell’altro secolo ma anche le atrocità che ancora purtroppo insanguinano i nostri giorni. Basti pensare alle guerre che si consumano nel Medio Oriente e alla triste situazione in cui versano i profughi. Il dirigente ha concluso sottolineando l’importanza del momento, invitando i giovani a fare tesoro di queste testimonianze per non dimenticare, affinché questi errori non si commettano mai più.

MARIA CARMELA PALUMBO

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