Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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RUBRICA AD ARTE: DOMENICO MAZZONE

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Il 10 novembre 1999 nel New Jersey moriva Domenico Mazzone. A dieci anni dalla sua scomparsa Rutiglianoweb.it dedica la rubrica “Ad arte” al nostro concittadino scultore e ritrattista contemporaneo.

Mazzone era nativo di Rutigliano dove venne al mondo nel 1927, sin dalla precoce età iniziò a lavorare in un laboratorio di un marmista dove il suo talento artistico esplose sebbene si trattava, come disse lo scultore in una intervista, “di un marmista molto geloso della sua tecnica tanto da  smettere di lavorare alla mia comparsa.”

Qui poté approfondire la tecnica dello scolpire, in lui allo stadio ancora embrionale e perfezionarla tanto da divenire un noto artista apprezzato dalla critica quanto dal pubblico e da “realizzare lavori che sono un canto spontaneo del cuore” come li definì Gino Gullace. Iniziò così la lunga serie di committenze da parte di privati e dalle Amministrazioni Comunali: basti pensare infatti alla riproduzione dell’opera seicentesca venerata nel Santuario dei Cappuccini.

Risale al 1976 il trasferimento dello scultore, all’età di 49 anni negli Stati Uniti d’America, da lui definita come un meraviglioso mosaico che permette l'evoluzione, sia economica che sociale. In un intervista dichiarò infatti la necessità di emigrare poiché “nel nostro meridione c'è la stasi... sorella povertà  che ti accompagna ovunque”.

Nell’anno del suo trasferimento infatti, risale un importantissimo incarico da parte del’Onu: l’incarico di insegnare scultura alla “United Nations International School of New York” compito da lui degnamente ricoperto in diversi anni nei quali divenne anche membro della Società Nazionale di Scultura e nei quali ritrasse personaggi famosi come Lady Diana, Madre Teresa di Calcutta e Frank Sinatra.

Della sua arte ne hanno abbondantemente parlato i volumi Who’s Who in American Art e Who’s Who in International Art. Citiamo un commento della scrittrice Sabina Fedel, apparso nel volume, che racchiude in sé l’essenza della sua arte: “dalle sue mani sono uscite opere pregevoli, di delicata fattura ma capaci di trasmettere forti emozioni, perché in esse Domenico Mazzone è riuscito a catturare l’anima del personaggio ritratto.

Altra grande definizione dei suoi lavori deriva dalla penna di Robert Muller che disse della sua scultura: “innalza i cuori e lo spirito; guardando le sue opere ognuno si sente fiero di essere umano...”

eeeee

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Commenti 

 
#24 Teta 2009-11-15 11:06
Però la casa editrice non può fare di questi errori, perchè poi chi ne paga le conseguenze sono gli autori.
La nostra Maria Pesce non ha potuto affermare, a seguito dell'intervento di Nikola67, che l'opera fosse di De Bellis e come lei chissà quanti.
Un saluto cordiale
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#23 ..... 2009-11-14 21:37
Sig. Capotorto,
mi scuso se lo offesa ma deve capire che sudiamo per sdradicare mentalità e interessi rivolti solo all'agricoltura in questo paese e quando abbiamo la possibilità di fare bella figura fuori dal nostro ambito ecco che succedono gli incidenti. La casa editrice doveva porre più attenzione, i correttori di bozze ci sono a posta. Nulla toglie alla sua bravura e a quella di Maria Pesce che ha legittimamente riportato la fonte.
In merito alle "due cose" da me citate; capisce che è stato scritto per sottolineare il fatto che certamente su Rutigliano non si fa un immane fatica di ricerca e studio del patrimonio artistico, architettonico e archeologico tale da sbagliare facilmente una datazione o altro viste le dimensioni.
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#22 Gianni Capotorto 2009-11-14 20:24
In merito al post di ....: Senza alcuna vena polemica ma solo per chiarire quanto probabilmente non sono riuscito a fare nel precedente post. Nessuno ha sbagliato ad individuare le "due cose" che "abbiamo a Rutigliano" (sicuro che siano solo due?...). In quella pagina del libro edito da Adda (libro realizzato su commissione dell'editore a cui io ho solo fornito il testo), in un primo momento dovevano essere inserite le note biografiche di Domenico Mazzone e Vitantonio De Bellis. Per scelta dell'editore, comunicatami a stampa praticamente in corso, la curatrice redazione della casa editrice, per contenere gli spazi e le pagine (e quindi i costi...) ha tagliato il trafiletto su De Bellis, ma evidentemente, nel "Taglia", "Incolla" e "Ricuci", è rimasto quel refuso. Lo stesso editore. Quando il libro è stato presentato a Rutigliano nel cortile del Castello nell'estate del 2005, come i numerosi presenti ricorderanno, si scusò pubblicamente per quel tipo di errore (che nell'editoria, come i più avezzi sanno, è sempre dietro l'angolo...). Gli altri due errori, comunque, sono assai meno gravi (a questo punto li svelo: il poeta rutiglianese Giovanni Chiaia è diventato, ahimè Giovanna Chiaia, mentre lo scultore Adolfo Rollo, scritto bene una volta, in un'altra citazione è diventato Adoilfo Rocco). Ad ogni modo, quel libro, diffuso in tutta Italia nella collana "Puglia in tasca", ha avuto il pregio di far conoscere la nostra città, la sua storia, i suoi fischietti (chiedete ad esempio agli artistigiani della terracotta Moccia, Lasorella e co. i clienti nuovi acquisiti provenienti da tutte le regioni sulla scia della lettura di quel libro...), ad un pubblico più vasto. E spero di chiudere qui questo, comunque civile confronto (e per questo ringrazio te e gli altri intervenuti), rimanendo a disposizione, qualora si ritenesse opportuno, per ulteriori delucidazioni sulla vicenda.
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#21 Gianni Nicastro 2009-11-14 20:15
"giraffa" ti abbiamo inviato una mail, non l'hai ricevuta?
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#20 giraffa 2009-11-14 18:37
Grazie alla redazione per la rimozione del mio post.
poi mi spiegherete il perchè?
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#19 ..... 2009-11-14 12:57
Ma se sono inesatte che fonte attendibile è? Due cose abbiamo a Rutigliano e sbagliamo pure ad individuarle.
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#18 nikola67 2009-11-14 11:37
grazie a tutti coloro che hanno votato negativamente il mio post
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#17 Maria Pesce 2009-11-14 04:37
Grazie Gianni per il tuo intervento.
Le tue pubblicazioni restano una fonte preziosa per la conoscenza del nostro patrimonio storico e artistico.
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#16 Teta 2009-11-13 23:04
Un refuso importante l'erronea attribuzione dell'opera in questione!
Per Natale regalerò il libro invitando a cercare gli altri due refusi promessi.
:-)
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#15 Gianni Capotorto 2009-11-13 22:12
Mi hanno appena riferito di essere stato "tirato" (si fa per dire...) in ballo su questo sito. In effetti, devo fare ammenda (anche se in realtà si tratta di un refuso la cui correzione è prevista nella prossima edizione del mio libro citato da Maria Pesce): il busto di Mons. Di Donna è a tutti gli effetti di Vitantonio De Bellis e non di Domenico Mazzone. In quella sezione del libro citata da Maria, ci sono brevi cenni biografici di entrambi gli scultori che hanno dato lustro alla nostra città. In fase di impostazione grafica del libro, purtroppo si è verificato il refuso. Anzi, visto che va di moda, proseguo nell'outing: in altre parti di quel libro, si sono verificati altri due analoghi errori. A questo punto mi viene voglia di proporvi un gioco per testare il vostro grado di conoscenza di Rutigliano: rileggetevi il libro e scoprite dove si annidano gli altri due refusi. Ad ogni modo, gli errori sono stati già eliminati in previsione della prossima edizione del libro che l'editore Adda pubblicherà a breve. Chiedo ancora venia per il disturbo arreccato (soprattutto, seppur indirettamente e involontariamente a Maria...) e vi saluto tutti.
Gianni Capotorto
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#14 vitino 2009-11-13 20:47
Allora facciamo un pò di chiarezza:

il monumento ai caduti ed il busto di mons. Didonna sono stati realizzati da Nicola Giampaolo.

Digioia ha fatto il monumento a Divella.

Fonte: L. Cardassi - Rutigliano tra il XX e XXI secolo. Editore Colamussi.
Prefazione R. Romagno, postfazione V.V. Berardi.
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#13 Maria Pesce 2009-11-13 20:35
ok... verificherò personalmente.
grazie per la tua osservazione propositiva.
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#12 nikola67 2009-11-13 19:54
Nulla togliere al bravissimo Gianni Capotorto, ti prego ancora una volta, dopo che hai consultato personalmente il libro a cui faccio riferimento, di correggere la tua notizia.
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#11 Maria Pesce 2009-11-13 19:29
Per nikola 67
ti cito invece la mia fonte: G. Capotorto, Rutigliano, Puglia in tasca -10, adda editore, 2005, p. 91.
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#10 nikola67 2009-11-13 17:34
per Maria Pesce
Vi prego di non fornire notizie, soprattutto false. Prima di darle (le notizie) bisogna documentarsi.
Infatti, come si evince dal libro "IL MONUMENTO AI CADUTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE DI RUTIGLIANO" di Di Gioia - Lasorella, a pagina 80 c'è proprio la foto dello scultore DE BELLIS accanto al busto di Monsignor DIDONNA.
Un chiarimento soprattutto per i giovani di Rutigliano.
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#9 Teta 2009-11-12 23:38
C'è un dipinto dell'artista donato nel 2007 all'amministrazione comunale dalla figlia Cecilia?
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#8 vitino 2009-11-12 21:43
Il busto di mons. Didonna non è ne di Mazzone e nemmeno di Debellis!
E' di Lanfranco Digioia!
E' scritto sotto.
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#7 Maria Pesce 2009-11-12 21:36
No, non mi risulta... lo scultore Vitantonio Debellis è autore del Monumento ai Caduti della Grande Guerra.
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#6 nikola67 2009-11-12 20:27
ma il busto di monsignor DIDONNA non è opera di Vitantonio De Bellis????
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#5 michele didonna 2009-11-11 19:30
l'immagine del Cristo nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria è di Mazzone (prima stava in Chiesa Madre).
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