
Il 10 novembre 1999 nel New Jersey moriva Domenico Mazzone. A dieci anni dalla sua scomparsa Rutiglianoweb.it dedica la rubrica “Ad arte” al nostro concittadino scultore e ritrattista contemporaneo.
Mazzone era nativo di Rutigliano dove venne al mondo nel 1927, sin dalla precoce età iniziò a lavorare in un laboratorio di un marmista dove il suo talento artistico esplose sebbene si trattava, come disse lo scultore in una intervista, “di un marmista molto geloso della sua tecnica tanto da smettere di lavorare alla mia comparsa.”
Qui poté approfondire la tecnica dello scolpire, in lui allo stadio ancora embrionale e perfezionarla tanto da divenire un noto artista apprezzato dalla critica quanto dal pubblico e da “realizzare lavori che sono un canto spontaneo del cuore” come li definì Gino Gullace. Iniziò così la lunga serie di committenze da parte di privati e dalle Amministrazioni Comunali: basti pensare infatti alla riproduzione dell’opera seicentesca venerata nel Santuario dei Cappuccini.
Risale al 1976 il trasferimento dello scultore, all’età di 49 anni negli Stati Uniti d’America, da lui definita come un meraviglioso mosaico che permette l'evoluzione, sia economica che sociale. In un intervista dichiarò infatti la necessità di emigrare poiché “nel nostro meridione c'è la stasi... sorella povertà che ti accompagna ovunque”.
Nell’anno del suo trasferimento infatti, risale un importantissimo incarico da parte del’Onu: l’incarico di insegnare scultura alla “United Nations International School of New York” compito da lui degnamente ricoperto in diversi anni nei quali divenne anche membro della Società Nazionale di Scultura e nei quali ritrasse personaggi famosi come Lady Diana, Madre Teresa di Calcutta e Frank Sinatra.
Della sua arte ne hanno abbondantemente parlato i volumi Who’s Who in American Art e Who’s Who in International Art. Citiamo un commento della scrittrice Sabina Fedel, apparso nel volume, che racchiude in sé l’essenza della sua arte: “dalle sue mani sono uscite opere pregevoli, di delicata fattura ma capaci di trasmettere forti emozioni, perché in esse Domenico Mazzone è riuscito a catturare l’anima del personaggio ritratto.
Altra grande definizione dei suoi lavori deriva dalla penna di Robert Muller che disse della sua scultura: “innalza i cuori e lo spirito; guardando le sue opere ognuno si sente fiero di essere umano...”


ULTIMI COMMENTI
- Scout Rutigliano 2 sulle ...
Confermo, vanno bene le rievocazioni di personaggi stor... - BRACCONAGGIO A RUTIGLIANO
MITICHE LE GUARDIE ECOZOOFILE!!!!! SOLO NELL'ABBIGLIAME... - Scout Rutigliano 2 sulle ...
Sono stato un vostro "avo" di quella squadriglia. Ottim... - Sono arrivati gli album d...
Non capisco dov'è il problema. Queste figurine tolgono ... - Grande Orchestra di Fiati...
uff...ce sit psand... - Scout Rutigliano 2 sulle ...
Bella idea!!! - Scout Rutigliano 2 sulle ...
altro che figurine, l'amministrazione si impegni a prom... - Sono arrivati gli album d...
Assessore, pensi alle cose serie, piuttosto che perdere... - Sondaggio popolare sul re...
Io lo riutilizzerei come autosilo: niente più macchine ... - Grande Orchestra di Fiati...
ei..ma è vera la storia della villa sequestrata in via ...
La voce del Network
-
Mercieri: "Creeremo un’opposizione di controllo e di stimolo"
Turi
-
Ordigno a Bari: in manette un imprenditore putignanese
Putignano
-
Slitta a domani il Consiglio: solidarietà lutto
Acquaviva delle Fonti
-
Giovanni Falcone: "La mafia ha un inizio e avrà una fine"
Noicattaro
-
A vent'anni da Capaci, come resistere a Mafiopoli. Intervista a Giovanni Impastato
Cassano delle Murge
-
“ENORMI QUANTITÁ DI RIFIUTI SEPPELLITI NEI TERRENI”
Gioia del Colle
-
ECONOMIA USA E GETTA? NO, DECRESCITA FELICE
Casamassima
-
RIFIUTI A DUE PASSI DAL VIGNETO. POSSIBILE CONTAMINAZIONE.
Monopoli



Commenti
La nostra Maria Pesce non ha potuto affermare, a seguito dell'intervento di Nikola67, che l'opera fosse di De Bellis e come lei chissà quanti.
Un saluto cordiale
mi scuso se lo offesa ma deve capire che sudiamo per sdradicare mentalità e interessi rivolti solo all'agricoltura in questo paese e quando abbiamo la possibilità di fare bella figura fuori dal nostro ambito ecco che succedono gli incidenti. La casa editrice doveva porre più attenzione, i correttori di bozze ci sono a posta. Nulla toglie alla sua bravura e a quella di Maria Pesce che ha legittimamente riportato la fonte.
In merito alle "due cose" da me citate; capisce che è stato scritto per sottolineare il fatto che certamente su Rutigliano non si fa un immane fatica di ricerca e studio del patrimonio artistico, architettonico e archeologico tale da sbagliare facilmente una datazione o altro viste le dimensioni.
poi mi spiegherete il perchè?
Le tue pubblicazioni restano una fonte preziosa per la conoscenza del nostro patrimonio storico e artistico.
Per Natale regalerò il libro invitando a cercare gli altri due refusi promessi.
Gianni Capotorto
il monumento ai caduti ed il busto di mons. Didonna sono stati realizzati da Nicola Giampaolo.
Digioia ha fatto il monumento a Divella.
Fonte: L. Cardassi - Rutigliano tra il XX e XXI secolo. Editore Colamussi.
Prefazione R. Romagno, postfazione V.V. Berardi.
grazie per la tua osservazione propositiva.
ti cito invece la mia fonte: G. Capotorto, Rutigliano, Puglia in tasca -10, adda editore, 2005, p. 91.
Vi prego di non fornire notizie, soprattutto false. Prima di darle (le notizie) bisogna documentarsi.
Infatti, come si evince dal libro "IL MONUMENTO AI CADUTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE DI RUTIGLIANO" di Di Gioia - Lasorella, a pagina 80 c'è proprio la foto dello scultore DE BELLIS accanto al busto di Monsignor DIDONNA.
Un chiarimento soprattutto per i giovani di Rutigliano.
E' di Lanfranco Digioia!
E' scritto sotto.