Domenica 26 Settembre 2021
   
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Pippo Moresca: 'La Comunità deve essere solidale. Chi tace è complice'

Pippo Moresca


L’artista rutiglianese è vicino a Francesco Romito, vittima dei misfatti di Tor Vergata

Nei precedenti numeri de “La Voce del Paese” abbiamo raccontato lo spiacevole accaduto di Francesco Romito, concittadino rutiglianese oggi a Roma per gli studi universitari.

Francesco Romito dopo il pestaggio subito

Francesco frequenta l’università di Tor Vergata ed è un rappresentante del Senato Accademico per Altro Ateneo-Link. Non molto tempo fa, un gruppo studentesco filofascista “Sempre Domani” ha visto l’opposizione di Francesco e del proprio gruppo di appartenenza contro seminari ed incontri volti a propagandare ideali violenti e xenofobi. Da allora Francesco è stato pedinato ed intimorito in più occasioni. Il 19 febbraio, nel tentativo di soccorrere un suo compagno aggredito dal già citato gruppo studentesco, Francesco viene colpito in pieno volto, il tutto sotto gli occhi e l’impotenza di agenti di vigilanza. Francesco oggi sta bene e non è stato lasciato solo.

Vuole commentare l’accaduto e far sentire la propria vicinanza un nostro concittadino considerato un esempio da molti giovani rutiglianesi. Parliamo dell’artista Pippo Moresca, il quale si rivolge alla nostra testata per trasmettere il suo messaggio a tutta la comunità.

"Il fatto in questione non si tratta di una semplice zuffa. Fa parte di un’aria mefistofelica che aleggia nel mondo. Qualcosa che non permette di esprimere il proprio pensiero. In Grecia c’è Alba Dorata, in Italia abbiamo la Lega Nord, in Francia il partito di Marie Le Pen, altri movimenti ci sono già in Danimarca e Nord Europa, perfino nella democratica America troviamo un candidato Presidente USA che ha sul suo comodino il ‘Mein Kampf’, che legge Mussolini e litiga con il Papa. Si tratta di movimenti xenofobi e razzisti che devono preoccupare".

"Bisogna far sentire a Francesco la solidarietà, non solo mia, ma di tutta la comunità. Far sentire la solidarietà - insiste Moresca - perché questo gesto venga percepito da tutta la comunità. Bisogna farlo per svegliare la società da questo torpore mefistofelico e dica la sua, faccia sentire la propria voce. Più ci si rintana, più questo tipo di organizzazioni partitiche prosperano. È un tipo di mentalità che ci vuole sempre più chiusi nel nostro alveo, nella nostra conchiglia, nella nostra casa. Questo mi ricorda una frase che c’era in tutte le scuole nel 'periodo nero': "Qui non si fa politica, qui si studia", certo! La politica la stabilivano i gerarchi fascisti, la tua voce non aveva un peso, per cui, far sentire la propria presenza in un momento come questo è importante».

"A Francesco, che noi qui abbiamo apprezzato per le sue qualità di Persona Sociale, impegnata in tutte le cose buone che si possono fare, va esternata tutta la nostra solidarietà e vicinanza, la nostra comunanza di idee, perché lui si fa portavoce di apertura e di amore verso il diverso. Lasciarlo isolato - prosegue l'artista - è una pecca grossissima che può commettere tutta quella gente che persegue l’apertura verso l’altro. Esiste anche una comunità chiusa, che non cerca il dialogo, che parla una lingua uguale solo a se stessa, una comunità che odia il diverso. È per questo che deve esserci la tua presenza nel Paese. Devi creare un contraddittorio, qualcosa che a Roma non si voleva fare e che sancisce l’inizio di una mentalità dittariale. L’ISIS, oggi, ha bisogno proprio di questo per alimentarsi. È un parallelismo che costituisce la stessa faccia della medaglia. Da questo elemento cruciale possiamo riconoscere e prevenire i sistemi totalitari. Le leggi razziali sono partite da persone che hanno taciuto. Proprio per evitare che la storia si ripeta bisogna parlare al momento giusto".

"Proprio per questo - chiosa Moresca - sento il dovere civico di esternare la mia solidarietà a Francesco e a tutti quelli che esprimono idee senza paure, in qualsiasi luogo e spero che accanto a me ci siano tantissime altre persone che non stiano zitte, perché il silenzio è complice di questi misfatti".

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