Venerdì 17 Settembre 2021
   
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La Giornata della Donna al Liceo “I.Alpi” nel ricordo di Sarah Bernhardt

Il baritono Pietro Barbieri e l'alunna Margherita Settanni

 

Lo scorso 8 Marzo, il Liceo Scientifico “Ilaria Alpi” di Rutigliano - nell'ambito del progetto Break & Read - ha celebrato la Giornata Internazionale della donna ricordando Sarah Bernhardt, la più celebre attrice tra Ottocento e Novecento.

 

In foto la prof.ssa Mariella Rizzi

La figura della “Voix d’Or” è stata ricalcata nelle parole della prof.ssa di Lingua e Letteratura Francese del Liceo Mariella Rizzi, nonché studiosa del costume ed autrice del libro “Sarah Bernhardt. Teatro e Arte della Moda”.

L’evento è stato aperto dall’intervento della prof.ssa di Lettere Giovanna Petrosino, la quale ha illustrato ai presenti le tematiche da affrontare nel pomeriggio, anticipando i consueti contributi degli alunni del Liceo. Le classi 3A e 4A , infatti, hanno dapprima mostrato alcuni video di film muti di Sarah Bernhardt - occasione colta dalla prof.ssa Rizzi per affrontare aspetti biografici inerenti l’attrice francese - e poi si sono cimentate in alcune letture in lingua originale.

Su questa scia sono state approfondite, nella prima parte dell’incontro, le tematiche strettamente connesse all’enorme contributo artistico offerto da quella che oseremmo definire un “emblema di energia e seduzione”. Un mix che si fonde, in Sarah appunto, per un nuovo ideale di bellezza che emerge incontrastato nelle correnti artistico-letterarie fin de siecle . Una concezione ripresa da Charles Baudelaire che definisce la bellezza come “composta da un elemento eterno, invariabile, la cui quantità è difficile da determinare e un elemento relativo che sarà tutto insieme o a sua volta la moda, la morale , la passione”.

Dov’è, però, evidente l’affermarsi di questa nuova immagine di bellezza? Corposa è stata a tal proposito la documentazione fotografica e pittorica - inerente all’autrice e alla moda del tempo - offerta dagli studenti liceali. Plurimi dipinti - basti pensare, ad esempio, ad autori quali Renoir - attraverso cui cogliere l’eleganza, strumento nelle mani di Sarah per sfuggire dalla dimensione del quotidiano. Ed è nel clima di un vero e proprio tentativo di superamento della modernità che la Divina - uno dei tanti appellativi attribuiti all’artista francese - porta, nel 1916, il suo modo di fare teatro persino sull’arido terreno del primo conflitto mondiale. A conclusione di questo primo “frammento”, l’interpretazione di un’area de “La vedova allegra” (La Veuve Joyeuse) da parte dell’alunna Margherita Settanni e del baritono Pietro Barbieri.

Successivamente la riflessione della prof.ssa Rizzi si è spostata in un parallelismo tra Sarah Bernhardt e una figura precipua nel panorama dell’estetismo: “L’ideale di cui si fa carico Sarah ricorda il mito della giovinezza e dell’eterna bellezza presenti nell’opera di autori come, ad esempio, Oscar Wilde nel celebre ritratto di Dorian Gray”. Un elemento che consente a Sarah di guadagnarsi l’etichetta di icona dell’estetismo decadente, appunto, e del simbolismo. Questi gli aspetti su cui si concentra l’attenzione del manoscritto intitolato “Sarah Bernhardt. Teatro e arte della moda”, per sottolineare il ruolo di Sarah Bernhardt anche nella storia del costume e della moda, per il suo modo di essere, di vestire, per lo stile di vita che coniugava lusso, stravaganza e, paradossalmente, funzionalità.

MICHELE RUBINO

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