Domenica 19 Settembre 2021
   
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Le Scuole Rutiglianesi Unite ospitano Gherardo Colombo

Gherardo Colombo ed i presidi rutiglianesi


La legalità raccontata dall'ex magistrato del pool di Mani Pulite

L’auditorium dell’ ITET “Eugenio Montale” si fregia della presenza di un nuovo grande ospite. Dopo il successo dell’incontro dello scorso 5 dicembre 2015 dell’On. Luciano Violante, l’istituto di Istruzione Superiore rutiglianese ospita, nella mattinata del 9 marzo, il Dott. Gherardo Colombo.

Questa volta, al team letterario già collaudato ITET- cartolibreria Barcadoro, si aggiungono ulteriori forze e numerosi giovani menti. Prendono parte all’organizzazione e all’evento tutte le scuole del territorio rutiglianese in un'iniziativa nominata “Le Scuole del territorio per la Legalità”. Un grassetto giustificato dopo le numerose vicissitudini che hanno visto, infine, la creazione del Polo Scolastico Rutiglianese, ribattezzato “Mont-Alpi”. Ai due Istituti superiori si aggiungono, dunque, le due scuole elementari e la scuola media “Alessandro Manzoni”. Questa dimostrazione del motto “l’unione fa la forza” vede Andrea Roncone (ITET), Angela Borrelli (Ilaria Alpi), Ferdinando De Chirico (Alessandro Manzoni), Maria Melpignano (G. Settanni) e Luciano De Chirico (Aldo Moro), stringersi la mano per la causa comune: l’educazione alla legalità a Rutigliano.

Gherardo Colombo

Gherardo Colombo è un ex magistrato italiano. Il suo nome è accostato ad alcune delle inchieste più famose e celebri della storia italiana, come ad esempio la scoperta della loggia P2 ed il delitto di Giorgio Ambrosoli. Indimenticato, inoltre, il suo contributo nel pool dell’inchiesta “Mani Pulite”, al fianco del collega Antonio Di Pietro. Il Dott. Colombo si è ritirato dal ruolo in Magistratura nel 2007, dopo trent’anni di servizio, per dedicarsi al compito di ‘testimone della legalità in Italia’.

Durante l’incontro, moderato dall’avvocatessa Rosalin Ungaro, Colombo giustifica la propria scelta di abbandonare la toga utilizzando una semplice metafora. La criminalità può essere rappresentata come un rubinetto da riparare, ad ogni perdita risanata ne segue sempre un’altra, fino all’intuizione dell’esistenza di un rubinetto generale dal quale partono tutte le perdite: “Per trent’anni è come se mi fossi occupato di un piccolo rubinetto. Poi ho trovato il rubinetto centrale: il rapporto tra noi e le regole. Siamo tutti noi il rubinetto centrale”. Questa semplice ma esplicativa metafora, giustifica altresì la stessa presenza del Dott. Colombo nell’auditorium, 'immerso' tra gli studenti rutiglianesi.

La lezione di Gherardo Colombo si è svolta in maniera anticonvenzionale: per stessa ammissione dell’ex magistrato, non è sua abitudine rispondere a domande comodamente seduto su di una poltrona. Ragion per cui ha preferito scendere tra il pubblico per dialogare in maniera più diretta con i ragazzi, chiedendo le loro opinioni, accompagnandoli passo per passo verso un ragionamento logico. Vari sono stati gli argomenti trattati: Costituzione, uguaglianza e diseguaglianza, diritti e doveri del cittadino, solidarietà e legalità.

Dalle domande poste dalla moderatrice Ungaro, l’idea del Dott. Colombo riguardo la Costituzione Italiana è la considerazione di un essere vicino alla perfezione. Non va cambiato niente nella Costituzione perché è un’ opera 'nuova': “Tutte le società al mondo sono state fondate in base a discriminazioni e ad un principio di diseguaglianze di diritti in base a razza, sesso o religione. La Costituzione Italiana lo impedisce. Questo lo rende un testo del tutto nuovo. Cambiandola torneremmo indietro”. Unica correzione da fare, secondo Colombo, è rappresentata unicamente da oggetti che non sarebbero stati potuti pensare dai costituenti: “Io penserei a qualcosa riguardo la cittadinanza. Chi nasce in Italia è un cittadino italiano”. L'ex magistrato si collega così ad un tema molto attuale, calcando però vie secondarie. Viene chiesto ai giovani ascoltatori cosa volesse dire la parola solidarietà. A questa domanda segue la spiegazione sillogistica dell'ospite: "È rendersi conto di essere parte di uno stesso insieme. Rendersi conto che qualcuno è in difficoltà ed essere consapevoli che quella sorte potrebbe capitare a chiunque. Facendo parte dello stesso insieme si decide di aiutarsi a vicenda perché un male può essere comune". Questo il principio di solidarietà e "Lampedusa ne è l’esempio".

Quanta importanza ha parlare di legalità nelle scuole? Un altro sillogismo, tratto dal discorso agli studenti, può rispondere egregiamente a questa domanda: “La scuola è necessaria a sapere. Il sapere è necessario per fare buone scelte. La scuola è necessaria a fare buone scelte di vita”. È indispensabile, secondo Colombo, istruire le nuove generazioni, tanto quanto mantenere il controllo contro i piccoli gesti di illegalità. “Il controllo manca gradualmente, si passa dal copiare il compito in classe, al non pagare il biglietto dell’autobus a reati più gravi gradualmente. All’italiano non piace essere controllato, agli italiani piace quando la giustizia funziona male”. Con questa ultima, vera, dichiarazione tratta dall’esperienza di Mani Pulite, termina l’incontro con Gherardo Colombo, applaudito dalle scuole rutiglianesi e, si spera, nuova ispirazione di legalità.

GIANLUCA GIUGNO

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