Domenica 19 Settembre 2021
   
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Nota “vendoliana”

Nato figlio coppia Vendola-Testa, si chiama Tobia Antonio

Mi auguro che cessi l’assordante clamore intorno al caso del bambino Tobia Antonio nato dal sig. Eddy Testa canadese, compagno di vita dell’on. Nicky Vendola, e da una donna N.N. che ha prestato il suo utero per la gestazione di un ovulo a sua volta ancora di una donna N.N. Una nuova vita costruita con sofisticata tecnologia che è andata al di là della naturale trasmissione della vita dall’incontro di amore tra un uomo e una donna. È una forma nuova di titanismo prometeico che si rivolge non contro la divinità ma contro la natura dell’uomo. Quattro persone, due uomini (Eddy e Nicky) e due donne ( N.N. e N.N.) che rivendicano a loro proprio modo i diritti genitoriali nei confronti del piccolo il quale si ritroverà, almeno in Italia, in una famiglia che qualcuno ha definito “del futuro”, perché i presunti genitori sono dello stesso sesso.

Avrei preferito che l’evento “rivoluzionario” fosse stato protetto dal rispetto che si deve al mistero della vita che nasce e non sbandierato sulle pagine dei giornali e le videate dei tg, a scatenare un battaglia ideologico-politica dai toni a volte beceri ed esagitati (cfr. commenti di Vittorio Sgarbi, Beppe Grillo, Marcello Veneziani, Laura Boldrini, Alfonso Signorini, Aldo Busi, ecc.).

Ho sempre pensato che la trasmissione della vita sia l’esperienza di amore che realizzano l’uomo e la donna nella loro naturale complementarietà e che la famiglia, fondata sul matrimonio, sia il luogo naturale e sociale in cui un bambino nasce e cresce formandosi nella sua personalità (cognitiva affettiva e operativa) che dice prima di tutto capacità di ricche e diverse relazioni.

Attraverso il caso del piccolo Tobia Antonio, fabbricato in laboratorio, sono indotto a riflettere prima di tutto alla presunta onnipotenza dell’homo technologicus che viola il mistero della nascita della vita umana oltrepassando le tradizionali e antiche leggi della natura.

I due "genitori" Eddy e Nicky, che vivono in Italia e che non hanno certamente le connotazioni individuali di papà e mamma, potranno assicurare al piccolo sicurezza economica e magari anche successo sociale, ma non potranno mai togliere alla sua vita l’ombra di una donna che non ha completamente realizzata la sua maternità perché limitata al solo aspetto biologico.

Qualcuno in questi giorni di battage e di gossip ha ricordato che ci sono altri modi “civili” per esprimere la vocazione genitoriale: per esempio l’adozione di bambini che sono vittime innocenti di tragici eventi come la guerra, e la perdita improvvisa dei propri genitori.

L’artificio della discutibile nascita di questo piccolo ha avuto dei risvolti economici che gridano allo scandalo, proprio perché messi in atto da chi si è presentato nel passato quale paladino dei diritti dei poveri e dei diseredati. Segue di qualche giorno l’approvazione da parte del Senato della Repubblica di una discutibile legge sulle unioni civili proposta dalla senatrice Cirinnà e può essere considerata come una anticipata attuazione della "stepchild adoption" che soltanto per un calcolo politico è stata stralciata.

Alcuni commentatori hanno osannato l’impresa di Vendola e C. quasi una “eroica battaglia del futuro”, ma altri hanno deplorato le perdita di ogni remora nei confronti della legge naturale per la quale ogni essere umano ha diritto non solo di nascere, ma anche di essere educato da un papà e da una mamma, ruoli che la natura affida a un uomo e ad una donna.

È vero che a nessuno è permesso di violare il santuario della coscienza individuale, ma una domanda vorrei rivolgere al dott. Nicky Vendola, ex governatore della regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà, il quale nel passato si è presentato ai cattolici quale entusiasta e devoto discepolo del Servo di Dio Mons. D. Tonino Bello: “Il santo vescovo di Molfetta avrebbe approvato questa scelta rivoluzionaria intesa a soddisfare un discutibile progetto di paternità, scelta e operazione difficile a qualificarsi come umana, sociale e tanto meno cristiana?”.

Mi pare che la politica del futuro non debba stravolgere i diritti naturali di una persona che rimane sempre essere umano cui è dovuto prima di tutto rispetto e non può essere oggetto di discutibili operazioni di laboratorio e di transazioni economiche.

Sac. PASQUALE PIRULLI

Commenti  

 
#1 unoqualunque 2016-03-22 11:03
Mi fa piacere notare come in questo articolo sia preponderante l'utilizzo di un linguaggio forbito e quasi tecnico trattando un argomento che di tecnico non ha nulla se non il metodo di procreazione. Da una persona di Chiesa, e da Lei, ci si attenderebbe una reazione di fronte all'amore più aperta e meno gretta e limitata: la famiglia non può più essere solo maschio+femmina. la famiglia è ben altro.
Siate più aperti e meno quadrati..le forme geometriche al mondo sono infinite e non solo quelle che conoscete.
Una persona di cultura come lei dovrebbe riuscire ad andare oltre a quattro concetti in croce che il "mainstream" propina costantemente.
Vorrei poter continuare a commentare le inutili sciocchezze elencate qui di sopra, ma credo che sia abbastanza inutile.
Buona vita.
 

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