Lunedì 27 Settembre 2021
   
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Nota “pakistana”

PAKISTAN BOMB BLAST POLIO VACCINATION

 

Probabilmente è da assegnarsi almeno all’equilibrio della “par condicio” la redazione di questa nota “pakistana” all’indomani dei tragici fatti avvenuti al parco di Laohore.

Le notizie di agenzia parlano di un kamikaze talebano che si è fatto esplodere in mezzo a famiglie che all’uscita della chiesa cattolica festeggiavano la Pasqua. Si registrano 72 vittime innocenti e tra queste ben 30 bambini. Il sangue di questi innocenti ha insanguinato le bianche ali della colomba pasquale che ricorda il saluto del Signore risorto: “Pace a voi!”.

Il giovane Yousuf Farid, di 28 anni, si è fatto esplodere nel Gulshan-e-Iqbal Park di Lahore e ci sono stati 72 morti e 300 feriti e tra questi 51 cristiani morti e 157 feriti.

Nel folle gesto di un uomo che, in base ai discutibili principi di fondamentalismo religioso, immola la propria vita per colpire a morte quelli che gli hanno indicato esser soltanto degli infedeli si rimane disorientati tra il dolore e l’incomprensione di tanto odio omicida. Giustamente non è religione (alta espressione dell’uomo!) questo disprezzo della vita. Non è un Dio per l’uomo un Allah, che stando alla lettura fondamentalista della prima sura del Corano “Al-Fatiha” viene invocato in questi termini: “Guidaci sulla retta via, la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi nella tua ira e coloro che vagano nella tenebre”. Il favore di Allah “misericordioso e compassionevole” è per chi segue il “retto cammino” indicato dal profeta Maometto e non per quelli che sono oggetto della “sua ira” perché “traviati” e “accecati”.

Il giornalista Enrico Mentana, direttore del TG La7, alle ore 20,58 del 27 marzo 2016, Domenica di Pasqua, sulla sua pagina di Facebook scriveva: “Capire cosa passa per la testa di un uomo che si fa saltare in aria per uccidere altre persone è sempre molto difficile. Definire essere umano o cercare una motivazione per il kamikaze che si fa esplodere in mezzo a bambini e donne che escono dalla Messa di Pasqua è impossibile. I bimbi di Lahore ci riguardano come i morti di Bruxelles. E il nemico è lo stesso: il fanatismo di chi crede di avere licenza di uccidere da Allah!”.

Con paterna partecipazione papa Francesco ha espresso il suo sgomento dinanzi a questo gesto di insensata ferocia durante la recita della preghiera Regina Coeli del 28 marzo 2016: “Nel Pakistan centrale la santa Pasqua è stata insanguinata da un esecrabile attentato che ha fatto strage di tante persone innocenti, per la maggior parte famiglie della minoranza cristiana, specialmente donne e bambini raccolte in un parco pubblico per trascorrere nella gioia la festività pasquale. Desidero manifestare la mia vicinanza a quanti sono stati colpiti da questo crimine vile ed insensato, e invito a pregare il Signore per le numerose vittime e per i loro cari. Faccio appello alla autorità civili e a tutte le componenti sociali di quella nazione, perché compiano ogni sforzo per ridare sicurezza e serenità a quella nazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili. Ripeto ancora una volta che la violenza e l’odio omicida conducono solamente al dolore e alla distruzione; il rispetto e la fraternità sono l’unica via per giungere alla pace”.

Un portavoce della fazione talebana Jamat-ul-Ahrar ha così giustificato l’attentato: “L’obiettivo erano i cristiani. Vogliamo inviare questo messaggio al primo ministro Nawaz Sharif che siamo entrati a Lahore. Possono fare quello che vogliono, ma non sarà facile fermarci. I nostri attentatori suicidi continueranno questi attacchi”.

Su Twitter il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai ha dichiarato: “Sono sconvolta da un crimine insensato che ha colpito gente innocente!".

Oltre la deprecazione per un attentato ingiustificato nelle motivazioni e drammatico nelle conseguenze c’è l’invito a una riflessione sulle prospettive di un dialogo interreligioso sempre più difficile e la cui strada è bagnata dal sangue di innocenti.

Sac. PASQUALE PIRULLI

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