Domenica 19 Settembre 2021
   
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INTERVISTA ALLO SCRITTORE FRANCESCHINI

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Al Liceo Scientifico "Ilaria Alpi" di Rutigliano, ha preso il via il progetto lettura "A scuola con l´autore", giunto quest´anno alla sua XV edizione. Venerdì 11 dicembre 2009, alle ore 15.30, si è tenuto il primo incontro ( ne sono previsti altri cinque ) con Enrico Franceschini, scrittore e giornalista, corrispondente da Londra per "Repubblica", vincitore nel 1994 del Premio Europa. A

utore per la Feltrinelli di diversi romanzi, tra cui "La donna della Piazza Rossa (1994), "Avevo vent´anni, storia di un collettivo studentesco,1997-2007-(2007), Franceschini si è confrontato con i giovani lettori dell´Istituto sulla sua ultima fatica, "Voglio l´America", ed. Feltrinelli-2009, un racconto romanzato, autobiografico, che si rifà alla sua storia.

Nel 1980, ventiquattrenne, partì per New York, con un borsone rosso a tracolla, una macchina per scrivere portatile, mille dollari in tasca, senza conoscenze e senza saper parlare l´inglese ma con un sogno: quello di fare il giornalista.
Sogno che realizzò nell´arco di dieci anni, tra rocamboleschi esordi sulla carta stampata e mille avventure. In quegli anni, in America, il giornalista bolognese conobbe tanti personaggi, che come lui avevano grandi progetti nel cassetto e tra quelli un giovanissimo, Bruce Willis, barista, che sognava di conquistare Hollywood.

All'incontro hanno partecipato gli alunni del liceo e gruppi di genitori e docenti di diverse scuole. La referente del progetto, la prof. Angela Difino ha salutato i presenti lasciando la parola agli alunni della classe II E che hanno presentato il libro, "Gli studenti", ha riferito l´insegnante Difino, "hanno realizzato un video multimediale commentato e "interpretato", sulla base delle riflessioni e considerazioni, anche metatestuali, sollecitate dalle lettura del romanzo. Ma Il sogno americano può affascinare ancora? E cosa rispondere a quanti sostengono che "bisogna" fuggire dall'Italia a causa delle condizioni economiche culturali e del sistema generale italiano? Queste ed altre domande sono state poste all'autore che ha risposto con l'ironia che lo contraddistingue"


Al giornalista di Repubblica, entusiasta per la calorosa accoglienza e per il lavoro realizzato dagli studenti, da lui definiti " dei veri professionisti", gli abbiamo rivolto alcune domande.


D. Yes we can", tutto è possibile, tutto può succedere, se si ha la costanza di inseguire un sogno. Nel suo caso, chi e che cosa l´hanno sostenuta sulla strada per la realizzazione del suo sogno? Come sintetizza in poche battute la sua vita americana?
R. Hemingway diceva che il successo è 1 per cento inspiration, ispirazione, cioè talento, e 99 per cento perspiration, cioè sudore, fatica, determinazione. Direi che sono stati questi due elementi a sostenermi sulla strada per realizzare il sogno di diventare un giornalista, un corrispondente estero, da New York. Insieme a un terzo necessario elemento: un po' di fortuna. La mia vita americana di allora era la vita di un ragazzo di provincia italiano che sbarca a New York e ne rimane abbacinato. Lavoravo molto, cercavo di imparare il più possibile come autodidatta e mi divertivo anche molto. Ero giovane e libero, credo di essere uscito tutte le sere per dieci anni di seguito: il modo migliore per conoscere New York.

D. Tra i tanti personaggi incontrati a New York in quegli anni ´80,ci può raccontare del suo incontro con i due grandi attori del cinema americano Bruce Willis e John Cassavetes?


R L'incontro con Bruce Willis fu casuale. Nel 1980 faceva il barista in un caffè sulla 50esima strada e 10ema avenue, all'angolo di casa mia. Era l'unico caffè frequentato da bianchi in un quartiere chiamato hell's kitchen, la cucina dell'inferno, predominantemente portoricano. Si guadagnava da vivere così e la sera recitava in un teatrino d'avanguardia off-off Broadway.  Diventammo un po' amici, mi invitò a qualche party e a vederlo a teatro. Poi un giorno andai a cercarlo per dirgli che ce l'avevo fatta, avevo pubblicato il mio primo articolo su un giornale, ma Bruce non c'era più, era partito per Hollywood, ce l'aveva fatta anche lui.

Conobbi Cassavetes a un party su una barca sul fiume Hudson, dopo la prima di "The tempest", un film diretto da Paul Mazursky e da lui interpretato. Gli dissi che con i miei amici italiani ci divertivamo a imitare gli sketch del suo film 'Mariti', la storia di tre uomini che passano un week-end a New York senza le mogli. Lui mi rispose che per giocare ai mariti bisognava essere sposato e mi suggerì di sposare l'americana che era al mio fianco, prima che la sposasse qualcun altro. Potevo ignorare un suggerimento di Cassavetes!


D. Qual è il consiglio che si sente di dare ai giovani che volessero seguire la sua stessa strada? E che cosa farebbe lei , oggi, se tornasse indietro ai suoi vent´anni?

R Direi loro di andare nella New York del 21esimo secolo, cioè a Shangai, in Cina, innamorarsi di una cinese che li aiuti a imparare la lingua e a conoscere il paese, e cominciare a proporre articoli da là a quotidiani, riviste, stazioni radio e tivù, siti internet, in Italia. Scommetto che ce la farebbero come ce la feci io, e che si divertirebbero forse anche di più. Se tornassi ai miei venti-ventitre anni, cioè all'età in cui partii per New York, credo che rifarei le stesse cose e ripartirei di nuovo per la stessa avventura.


D. C´è qualcosa di nuovo , che ha riscontrato nel video realizzato dagli alunni del Liceo? E che cosa ha apprezzato di più della loro recensione?


R. Il video degli studenti del liceo di Rutigliano mi ha colpito e commosso per come ha saputo mescolare spezzoni di film, pubblicità, poesie, brani del mio libro e commenti propri, con un'abilità tecnica degna di professionisti. Più di tutto ho apprezzato il fatto che sono entrati in sintonia col messaggio della mia storia: sognare è importante, cercare di realizzare concretamente un sogno lo è ancora di più.

D.  Parliamo, ora, della nostra terra, la Puglia: che cosa l´affascina, la incuriosisce e che cosa vorrebbe conoscere meglio?


R. Conosco la Puglia, ci sono stato tante volte e la amo molto. Mi piace perché ha un mare meraviglioso, piccole città bianche dalla magica atmosfera,un panorama naturale selvatico e autentico, e una gente calorosa e ospitale. Ogni volta che ci vengo, penso: io qui vorrei trasferirmi e viverci".

D. Di che cosa si sta occupando ora? - Che cosa pensa di fare in futuro?


R. A parte il mio lavoro di corrispondente da Londra per "Repubblica", sto cominciando a occuparmi del progetto di un nuovo libro. Questa volta è un giallo, un thriller che si svolge a Gerusalemme, dove ho vissuto e lavorato per anni. E c'entra anche il giornalismo.

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Commenti  

 
#1 gianvito 2009-12-22 20:12
come rutiglianesi dobbiamo essere orgogliosi del nostro liceo che nonostante le difficoltà dei tempi si sforza e continua a fare cultura, senza tanti proclami, facendo "crescere" intellettualmente e come persone i nostri ragazzi! bravi tutti, docenti, alunni...continuate così!
e un grazie anche alle altre scuole presenti nel territorio...il vostro compito è prezioso per l'intera comunità, nonostante il periodo buio di tagli in questo settore che stiamo vivendo...
 

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