
“Udii tra il sonno le ciaramelle, ho udito un suono di ninne nanne” così Pascoli ne “I Canti di Castelvecchio” celebra un ricordo autobiografico: l’arrivo degli zampognari dai monti e il loro particolarissimo annuncio sonoro dell’imminente periodo natalizio attraverso quello che il poeta chiama “suono di chiesa, suono di chiostro, suono di casa, suono di culla”.
Le occasioni per ascoltare il dolce suono delle nenie natalizie sono sempre più rare nelle nostre città, tuttavia Rutigliano rivive la bellissima tradizione della notte delle Pastorelle grazie alla volontà della Associazione Porta Nuova che ieri 22 dicembre a partire dalle ore 23,00 fino a tarda notte, ha animato e avvolto in un atmosfera magica il borgo antico con un gruppo nutrito di cantori e suonatori.
Ulteriore appuntamento con il dolce suono sarà invece questa sera alle ore 19,00 per la tradizionale pastorella a cura del Piccolo Conservatorio per le principali vie cittadine.
Non resta che scendere in strada e seguirla dal vivo.
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Commenti
Ieri notte però, verso le 3 abbiamo fatto uno spiacevole incontro mentre suonavamo in via Tasso, la pattuglia del 112, intenta a rifocillarsi al panificio presente su quella strada ci ha fermato nel bel mezzo di "astro del ciel" e invitato ad andare a suonare in campagna (?!?!?).
Allibiti da ciò che stava accadendo abbiamo cercato di spiegare all'agente che si trattava di un equivoco in quanto era una veglia di adorazione (evidente anche la presenza tra di noi di donne e bambini), che si svolge nel nostro paese da più di 50 anni e che fino ad ora nessuno ci ha tirato secchi d'acqua o piante dalle finestre anzi molte persone che apprezzavano uscivano a salutarci e offrirci bevande e cibi tipici vari (come da tradizione..) ma impavido l'agente in difesa dei cittadini ci ha diffidato dal proseguire la nostra pastorella minacciando che avrebbe potuto chiederci i documenti e denunciarci.
Cosi abbiamo fatto gli auguri e chiuso lì la questione, evidentemente amareggiati e delusi...con qualcuno anche pronto a sfidare la denuncia per una cosa da parte nostra molto sentita e che per una notte e per una giusta causa poco centrava con il disturbo della quiete pubblica rivendicato dall'agente.
Speriamo in futuro di non far sparire questa tradizione nonostante le difficoltà, nonostante chi non conosce, nonostante chi non apprezza (perche anche noi oggi siamo andati a lavorare).
Auguri di un sereno Natale.