Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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RUBRICA AD ARTE: CANTI E STORIE DELLA MIA TERRA DI MIRIZIO

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Rutigliano riscopre le sue vecchie storie e antiche tradizioni popolari con il nuovo cd di Francesco Mirizio: “Canti e storie della mia terra”, risultato di un nuovissimo progetto ultimato solo il 6 dicembre 2009.

Il cd è infatti in  vernacolo rutiglianese e racconta antichissime leggende, storie e pettegolezzi del nostro paese, pazientemente tramandate da generazione in generazione, canti e musiche quindi ispirate dal popolo e a lui interamente dedicate dal musicista e “cantastorie” Francesco Mirizio.

Cd entusiasmante e allegro, cd dal speciale rapporto con il passato indistinto,  scritto e musicato da chi è invaghito dal profumo della propria terra, dei suoi sapori, delle sue sfumature più colorite e suggestive, da chi è interamente invaghito delle sue feste: come la festa di “Sanda Anduain” (prima canzone in repertorio) o da chi ben conosce e vive i tipici lavori locali come “uwascinied ".

D.Francesco Mirizio, di cosa parlano e cosa racconta nelle sue canzoni?

R. Nelle mie canzoni racconto in forma dialettale sopratutto le tradizioni, le leggende, le storie e gli avvenimenti di Rutigliano, il mio paese d’origine. Nel brano iniziale “S. Anduain” racconto la storia di due fidanzati che si incontrano e fanno conoscenza con i rispettivi genitori il 17 gennaio giorno della festa di S.Antonio Abate e della Sagra del Fischietto. Durante la passeggiata, come è tradizione, il fidanzato dona il fischietto di terracotta alla propria amata, mentre i genitori decidono la sorte dei propri figli , la dote e fissano la data del matrimonio.
“1945” e’ il titolo del secondo brano del mio CD che parla della partenza di emigranti rutiglianesi per l’America, intorno al 1945, per motivi economici. Dopo 40 anni,alcuni tornati nel proprio paese ricchi, divorziati, altri anche più poveri di prima , hanno trovato le nuove generazioni sempre con problemi di disoccupazione e per questo si fanno mantenere dai propri genitori.
Il terzo “S. Nicoul” è un brano della tradizione classica di pubblico dominio in cui ho voluto dare un’espressione ritmica orientale al testo e alla musica.
“Uascniedd” è il brano che mi ha dato notorietà perché tratta del lavoro popolare estivo del mio paese che coinvolge giovani studenti e donne che desiderano avere una certa autonomia economica. Nel brano mi diverto a raccontare la sequenza della giornata lavorativa dell’acinino intrecciando il passato con il presente.
L’ultimo brano del mio disco “Don Peppein” è la storia di un sacerdote che si innamora perdutamente di una sua parrocchiana ed usava lo stratagemma della confessione per dare appuntamento alla sua amata.
Pur trovando ostacoli alla sua storia egli decide di abbandonare la vita sacerdotale per crearsi una famiglia.

D. Quali sono i generi musicali e gli autori ai quali si ispira?

R. Quando scrivo e compongo i miei brani mi ispiro alla tradizione italiana di matrice cantautorale cercando di coniugare gli stili del rock classico con il folk elettrico di Dylan.

D. Programmi ed obiettivi futuri?

R. In questo periodo mi sto dedicando alla promozione del CD con dirette radiofoniche e concerti occasionali nelle varie sagre, inoltre, realizzo progetti nell’ambito scolastico cercando di trasmettere e divulgare gli usi, i costumi della propria terra alle nuove generazioni mediante i canti e i suoni tipici della musica popolare.

BIOGRAFIA: Francesco Mirizio nasce a Rutigliano (Ba). Da piccolo, rovistando nei cassetti del comodino, trova libri di musica per pianoforte, usati dalla mamma durante l’adolescenza, così incomincia ad appassionarsi al mondo della musica.

La sua propensione è per il canto e il ritmo coinvolgente della chitarra acustica. Ascolta brani di ogni genere, preferendo quelli di una certa tradizione italiana melodica, di matrice cantautorale, che cerca di coniugare con gli stilemi del classic rock con riferimenti espliciti alla west coast e al folk elettrico di Dylan. E’ iscritto dal 2001 al Collocamento dello Spettacolo di Roma in qualità di cantante orchestrale.

Negli anni a seguire le esperienze live sono state varie: da manifestazioni organizzate da autorità locali e provinciali a feste di partito, da dirette radiofoniche ad esibizioni teatrali. Nell' Agosto 2005 partecipa a Voce dal Ponte (un meeting internazionale giunto alla sua terza edizione, organizzato dall' associazione culturale Ken Saro Wiva e dalla VdPmusic con il patrocinio della città di Monopoli), acquisendo la possibilità insieme ad altri finalisti di incidere un brano per la compilation, di cui fa parte un noto artista internazionale : Carl Palmer Performing Emerson Lake & Palmer .

Nel corso del 2006, Francesco Mirizio rilegge il proprio canzoniere in chiave eminentemente acustica, proseguendo il lavoro di ricerca formale di un folk- minimalista, sospeso tra intimismo ed espressione ludica del fare musica. Nel 2007 , affascinato dalla musica popolare, in particolare da quella pugliese che va dal Gargano fin giù nel Salento, decide di realizzare un nuovo progetto musicale scrivendo testi dialettali riferiti a vecchi racconti, leggende, pettegolezzi tramandati da anziani del suo paese: Rutigliano. Inoltre ricerca e sperimenta anche suoni diversi, mediante oggetti rudimentali e occasionali trasformando gli stessi brani in chiave ironica. Il progetto è stato ultimato il 6 dicembre 2009 con l’uscita del CD “CANTI E STORIE DELLA MIA TERRA”.

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Commenti 

 
#3 Ugo di Asgot 2010-01-13 23:33
Mirizio forse conoscera la canzone " Nannina la Malalingua "...Come mai non e' inserita nel CD!!?:cry:
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#2 regata 2010-01-09 11:04
NEMO PROFETA IN PATRIA SUA EST...
A prescindere se il genere musicale del sig. Mirizio possa piacere o meno,
io credo che la vera difficoltà in questo paese sia esporsi, nel bene e nel male: la gente critica, preferisce vivere nella massa, puntare tutti il dito...io di solito rispondo"ciò che faccio cmq è meglio del niente che fate voi...".
Io premierei il coraggio, l'originalità, il voler emergere sopra il mare piatto della banalità...sempre conservando un briciolo d'umiltà...
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#1 c.a.d i.c.k.m. rutigliano 2010-01-07 21:13
Quello che tu cerchi di fare adesso nelle scuole e' stato gia' fatto decenni addietro da compagni rutiglianesi..E NON SOLO NELLE SCUOLE.
Peccato che agli occhi di queste venivamo visti "grazie ai politici democristiani e socialisti" dei terroristi,loro invece costruttori della demolizione culturale rutiglianesi e della politica clientelare e maffiosa.
Chi ricorda CICCIO BUSACCA?cHI RICORDA LA FESTA DI LIBERAZIONE FATTA SALTARE PER UNA RICHIESTA STUPIDA NON PRESENTATA AI CARABINIERI?CHI RICORDA LA MOSTRA SULLA REPRESSIONE CARCERARIA?CHI RICORDA RADIO APERTA? E COME SI PUO' DIMENTICARE IL SETTIMANALE ...LA CICALA la controinformazione all'informazione. E tu caro Mirizio dove e con chi militavi?Ora ai scoperto canti appartenenti alla cultura e sofferenza popolare...mi fa piacere meglio tardi che mai
:-)
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