Un filmato interamente dedicato alla festa di Sant’Antonio Abate e alla fiera del fischietto in terracotta che ricorrono tradizionalmente ogni anno il 17 gennaio.
Una panoramica sulla fiera che si svolge in Largo Pineta, a seguire la sfilata dei cavalli e del carro con la statua del santo, la benedizione degli animali e i ringraziamenti del sindaco Roberto Romagno.
La seconda parte del filmato (che sarà caricata a breve) si concentra sul museo del fischietto in terracotta che ospita migliaia di pezzi con una infinita varietà di soggetti, forme e colori.
Abbiamo ripreso anche un momento della votazione popolare del Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta Città di Rutigliano giunto, quest’anno, alla sua 22ª edizione.
La seconda parte termina con riprese serali della fiera e della chiesetta di Sant’Antonio che si trova in via Noicattaro, aperta al pubblico solo in occasione della festa del santo.
Buona visione.
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Commenti
Qualcuno ha filmato?
Sig. Nicastro, ce la registri e ce la fai vedere qui? Lo scorso anno fu al cinema l'acquario, e c'era il pienone...credo che quest'anno non sarà possibile accogliere lo stesso numero di persone...
stanno semplicemente esponendo consigli e proposte!
ce ne fosse di gente così!
Certo sarebbe molto bello portare come materia di insegnamento la terracotta nelle scuole di Rutigliano (se succedesse farebbe una vittoria non da poco) nel frattempo però non aspettiamo che li eventi cadino dal cielo... Se credo e sono consapevole delle mie potenzialità investo quello che ho o quello che posso in una bottega; se poi arriva un "aiuto" dalle istituzioni ben venga... ma non il contrario!
Un conto è comunque parlare, un conto è prendere la terracotta e plasmarla, lavorarla, essiccarla, infornarla, dipingerla e ammirarla sul caminetto ricordandone il momento felice in cui i tuoi bambini si sporcavano le mani pensando di creare un capolavoro...
Non tutti però fanno questa esperienza...e le cose belle vanno condivise.
Il fatto di dire "campare"di arte figula...Bè, se non ci credi, non avverrà mai.
C'è gente (poca)che già lo fa, ma se non diamo il ricambio generazionale agli attuali figuli, questo mestiere rischia di scomparire...
Questo paese non ci crede mai abbastanza, eppure basterebbe fare del fischietto un simbolo permanente, per far aumentare il turismo, l'attrattiva: le vetrine dei negozi sempre addobbate con i fischietti, le case, le scuole...tempo fa qualcuno parlava di fischietti giganti ad addobbare le strade... sai che bello passeggiare fra piccoli monumenti colorati?
Forse molti rutiglianesi sono "saturi" del fischietto, ma ti assicuro che negli altri paesi stravedono, e non so cosa darebbero per un pezzo di storia e tradizione come la nostra...
è assolutamente impossibile che il nostro paese "campi" di arte figula! Tutti artisti non siamo, perchè oltre alla passione deve esserci talento.
Penso anche che non sia vero che i bambini di oggi non conoscano le tradizioni del paese (prendo esempio dai miei), le scuole si impegnano molto a favore della conoscenza delle tradizioni che deve continuare a casa con la famiglia...
Non dobbiamo sempre aspettare che le istituzioni facciano qualcosa, siamo noi a diverci prodigare. Se voglio che mio figlio impari a suonare la chitarra non vado a cercare un finanziamento al comune, lo iscrivo ad un corso. Dovrebbe essere lo stesso per l'arte figula.
Bisognerebbe far conoscere ed imparare la lavorazione dell'argilla ai bambini, ma non per un paio d'ore, basandosi sul volontariato di esperti e delle mamme (che per fortuna ci sono!).
I figuli si rifiutano di insegnare se non pagati (alla faccia della passione del proprio lavoro...).
Credo che il comune debba finanziare questo come un progetto: pagare un figulo che possa insegnare ai bambini (ma forse più ancora ai genitori, visto quanto sono preziosi per la collaborazione) ad amare la terra rossa che ha reso famosa Rutigliano in tutto il mondo.
C'erano a questa fiera realtà molto interessanti, che hanno contribuito ad animare la festa, senza nulla chiedere...
Una vulcanica mamma ha composto un canto popolare in dialetto e lo ha insegnato ad un centinaio di bambini, che in questo modo hanno coinvolto famiglie (e non solo), ma sopratutto hanno conosciuto antiche tradizioni e leggende, tutto in modo giocoso...
Ad essercene di persone così...
Davvero complimenti a chi si è dato da fare solo per amore dei bambini, della scuola, del nostro paese...
meno male che ci siete voi.
bravo!